Milan – Inter, che storia!

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”Scrivere di un ricordo bello fa bene a chi lo scrive e fa bene a chi lo leggerà”, scriveva l’ex-calciatore Carlo Petrini nella prefazione a ‘La Mia Akragas – Quando i pali erano quadrati”, autobiografia dell’ex-calciatore dilettantistico suo amico Dario Spagnoli. Presa per buona questa azzeccata considerazione dell’ex-attaccante di Milan e Roma, scrivere di derby della Madonnina – e non solo, come recita il sottotitolo del libro – avrà fatto sicuramente bene al milanista Claudio Sanfilippo e all’interista Tiziano Marelli, autori in coppia di questo ”Fedeli a San Siro – Storie di calcio, di derby e non solo” (Mondadori, 2011).

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Mettendo da parte il fare preferenze per il milanista Sanfilippo (scherzo, ma non troppo), dalle storie disseminate lungo le 223 pagine emergono profumi intensi e salse speziate, un po’ come dal ”Don Salvatore” di Soriano o dal ”Luigi Meroni da Como” di Brera (al quale Sanfilippo, apprezzato cantautore, ha dedicato la canzone ”Senzabrera”), e per questo da custodire con particolare cura nella dispensa in cui si ripongono i barattoli con dentro i sentimenti più intimi; soprattutto per chi ha delle visioni che rimandano ad una certa idea di calcio e del suo costume, nel mondo odierno inevitabilmente fuori tempo massimo e pertanto fuori posto.

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Una vita vibrante quella dei due; di eccitanti transizioni che partono dagli oratori, con sulla sfondo una Milano che cambia, dagli anni Sessanta fino ai nostri giorni, con i suoi furori annessi e connessi; dalla militanza politico-giornalistico-calcistica di Marelli in ”Campionario personale” al Sanfilippo di ”Ho visto un grande Milan” che con il bluesman Fabio Treves scrive l’inno ”ufficioso” del Milan degli ”Invincibili” di Sacchi. Questo a partire da una Milano, che coincide con l’infanzia e la giovinezza degli autori, identificata calcisticamente in Rivera da una parte e in Mazzola dall’altra dei Navigli (non a caso i due sono in copertina), cioè una dicotomia come probabilmente, con il ritiro di Maldini e Zanetti, non se ne vedrà più.

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In conclusione, ”Fedeli a San Siro – Storie di calcio, di derby e non solo” trasuda di gusto per la vita e per le variegate passioni che la colorano. Con una prosa ora accattivante ora auto-ironica, che scivola via come la palla sul terreno bagnato, il libro è la testimonianza puntuale di uno spiccato senso della condivisione. Sanfilippo e Marelli, due che la sanno lunga e la sanno raccontare bene, ci accolgono aprendoci la porta di questa vecchia ”Trattoria Milan-Inter” (ricordate il Pozzetto di ”Io Tigro, tu tigri, egli tigra”?), giusto il tempo per una rigenerante sbirciata da contrapporre alla situazione attuale. Anche il Milan della stagione 1997/98 era mediocre, eppure Kluivert in un Milan-Parma di Coppia Italia lasciò un segno che ancora si ricorda. Cosa ci resterà di questo Milan di oggi? ”Avete in mano un libro divertente – dice Gianni Mura nella prefazione -, fatene buon uso”. D’accordo con lui; sarà un buon lenitivo quando magari se ne leggerà qualche passo tra un tempo e l’altro, tra un’imprecazione e l’altra. Consiglio esteso anche agli interisti: mica siete messi meglio. Buon derby a tutti e che vinca il migliore (speriamo di no).

Cercatelo (anche se non è di facile reperibilità)

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