Lo sport al tempo del Covid-19 (di Giacomo Licata)

In questo periodo così drammatico e di ristrettezze, sui social è nata una grande polemica a livello nazionale sulla pratica di attività sportive all’aria aperta che richiede una puntualizzazione.

Premetto che c’è un controsenso tra la legislazione nazionale e quella regionale. Infatti, mentre tra le misure di contenimento per evitare il contagio emanate dalla Presidenza del Consiglio è permesso praticare attività all’aria aperta nelle vicinanze della propria abitazione e in solitudine, il Governo Regionale ha proibito qualsiasi attività di questo genere.

A prescindere dalle decisioni legislative, molti connazionali hanno additato soprattutto i runners, che sono quelli che più si vedono in giro per il tipo di attività – nel senso che la loro attività non si svolge all’interno di un spazio ristretto ma per le strade delle città o all’interno di parchi urbani – di essere gli untori del coronavirus.

In realtà questa è un’idea sbagliata perché anche correndo l’unico modo per trasmettere il virus è attraverso la respirazione e quindi basta aumentare la distanza di sicurezza da uno a due metri, poiché la ventilazione è maggiore, per evitare ciò.

Tra i tanti sportivi, categoria in cui lo scrivente entra appieno, molti trovano nella pratica quotidiana della disciplina di cui sono appassionati non solo un beneficio fisico ma anche e soprattutto un sollievo psichico. C’è chi fa sport solo ed esclusivamente per staccare la spina dal lavoro, dalla routine quotidiana, per scaricare ansie e stress. Per non parlare poi di chi fa sport per combattere la depressione!

Proprio la pratica di un’attività fisica prolungata nel tempo permette di produrre una grande quantità di endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee, praticamente una “droga positiva”.

Mettendo da parte tutto ciò, il consiglio di molti esperti del settore, ne cito qualcuno (prof. Gian Mario Migliaccio dottore di ricerca, Umberto Miletto personal trainer, Michele Spreghini dottore in scienze motorie, etc.) e anche da parte dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale Sanità – che con un comunicato ufficiale ha confermato che l’attività fisica è un fattore determinante per la lotta al Coronavirus n.d.r. – è di continuare a fare attività fisica a casa per due motivi fondamentali. Il primo motivo è quello di mantenere un corpo in buone condizioni di salute e il secondo è quello di mantenere la mente attiva, “Mens sana in corpore sano” praticamente.

In particolare l’attività fisica ad alta intensità, intervallata e breve, chiamata HIIT, High Intensity Interval Training, permette nel cronico, cioè nel tempo, di innalzare le difese immunitarie e rendere la persona meno soggetta ad influenze, patologie virali o batteriche.

Concludendo, restate a casa ma dedicate mezz’ora al giorno alla pratica di un’attività fisica!

P.S. potete seguire video lezioni su Youtube o scaricare una delle tante applicazioni con i tutorial.

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