Padre Ludovico Maria da Casteltermini

Padre Ludovico Maria da Casteltermini incontra Padre Pio da Pietralcina (di Rita Bellanca)




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[/dropcap]Casteltermini 23/09/2018 (SikeliaNews) – Nel gennaio del 1947 Padre Ludovico Maria da Casteltermini, cappuccino e vicario del convento di Bivona, si recò a Sciacca per degli incontri sul messaggio della Madonna di Fatima. A furor di popolo, tramite una raccolta di firme da parte di cittadini e delle autorità locali, venne invitato ad attivarsi per la riapertura del Convento dei Cappuccini di Sciacca che, a causa della soppressione degli ordini religiosi del 1866, era stato incamerato come bene dello Stato ed era in disuso ed abbandonato da tempo. La Chiesa del Convento fu così aperta al pubblico il 29 giugno 1947 e già l’8 luglio Padre Ludovico Maria si trasferiva a Sciacca recando con sé soltanto un piccolo quadro della Madonna di Fatima e confidando nella Divina Provvidenza. Il Convento era diroccato, senza né porte né finestre, ma con l’aiuto della manodopera locale e di molte donazioni in denaro si riuscì pian piano a rimetterlo in sesto.

Intanto il 13 luglio ricorreva il 30° anniversario della terza apparizione ai pastorelli della Madonna di Fatima e Padre Ludovico diede inizio ad una novena in suo onore. La Chiesa era sprovvista anche di arredi sacri e si provvide a ciò prendendo in prestito i paramenti della Chiesa del Carmine. I festeggiamenti si conclusero con una solenne processione che venne fatta portando tra la gente quel piccolo quadretto con l’effige della Madonna che Padre Ludovico aveva portato con sé da Bivona.

Durante la novena, ogni giorno, i fedeli facevano richiesta a Padre Ludovico dell’acqua miracolosa di Fatima, e questi, non avendone a disposizione, invitò la popolazione a portare dei contenitori contenenti dell’acqua che egli benedisse “Questo gesto di genuina fede, segna l’inizio di un’abbondante pioggia di grazie, spirituali e materiali, che si riverserà sul popolo di Dio con l’arrivo del prodigioso simulacro della Vergine di Fatima” . La novena si concluse il 20 luglio e, non avendo a disposizione una statua della Madonna di Fatima da portare in processione, Padre Ludovico prese in prestito da un negoziante una statuetta in gesso di 70 centimetri, raffigurante la Madonna di Lourdes però, e concluse solennemente i festeggiamenti.

Ma i devoti richiedevano una statua della Madonna di Fatima dove recarsi a pregare ed accendere ceri, così Padre Ludovico ebbe la fortunata idea di organizzare un sorteggio avente come premio la piccola statuetta portata in processione e quindi col ricavato comprarne una di dimensioni maggiori. Fu un grande successo, tanto che col denaro raccolto si ebbe la possibilità di pagare sia il negoziante che aveva dato in prestito la statuetta sia la possibilità di commissionare una statua in legno a grandezza naturale. Dal 12 dicembre di quell’anno Padre Ludovico venne affiancato da Padre Luigi da Caccamo, fra’ Antonio da Caltanissetta, Padre Liborio da Giuliana e, qualche tempo dopo, anche da fra’ Francesco di Altofonte.

Nel frattempo Padre Ludovico aveva contattato il Santuario di Fatima in Portogallo affinché gli venisse inviata la foto della statua originale della Madonna venerata nella cappella delle apparizioni, da inviare a sua volta allo scultore che avrebbe realizzato la Madonna del Convento, un altoatesino di nome Eugenio Obletter, ed aveva anche inviato una lettera a San Giovanni Rotondo indirizzandola a Padre Pio da Pietralcina, suo confratello cappuccino, implorando le sue preghiere per la buona riuscita dell’opera. La risposta di Padre Pio arrivò presto, piena di preghiere e benedizioni per il suo operato. Dopo qualche tempo lo scultore inviò un modellino in legno di circa 30 cm per sapere se corrispondesse alle richieste del committente. Prontamente, Padre Ludovico intraprese un lungo viaggio alla volta di San Giovanni Rotondo per mostrare a Padre Pio la statuina, “il quale come l’ebbe tra le mani esclamò: ‘Sarà bella e miracolosa’ e la benedisse”.

Il 13 gennaio lo scultore inviò la statua della Madonna di Fatima accompagnandola con queste parole: “Caro Padre Ludovico, oggi 13 gennaio 1948, le spedisco la statua della Madonna di Fatima da lei commissionata; le attesto che prima di iniziare a scolpire la statua, mi è accaduto un fatto alquanto strano. Non riesco bene a spiegarmi con le parole, ma le dirò che è come se anticipatamente, in una sorta di visione, io vidi l’immagine della Madonna come doveva essere fatta e così l’ho realizzata. Sappia che è la più bella che abbia mai potuto eseguire e che abbia mai veduta e perciò non ne potrei fare un’altra uguale”.

[Fonte: “Sciacca, la Fatima di Sicilia”, Don Francesco Terrasi 2017, Amen Edizioni]

Anche a me è accaduto un fatto strano. Avevo già programmato e scritto questo articolo per poterlo pubblicare oggi, non ricordando che oggi – 23 settembre – ricorresse il 50° anniversario dell’ascesa al Padre di San Pio da Pietralcina…

Alla prossima!

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