La Sea Watch entra nel porto di Lampedusa, arrestata la ”capitana”




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La Sea Watch entra nel porto di Lampedusa, arrestata la ”capitana”

”Non ce la faccio più, devo portarli in salvo”: sono state parole della capitana di Sea Watch, Carola Rackete.

È stata arrestata la capitana di Sea Watch, Carola Rackete, che nella notte ha violato l’alt della guardia di finanza, entrando nel porto di Lampedusa. “Non ce la faccio più, devo portarli in salvo”: sono state le sue parole.

I finanzieri sono quindi saliti a bordo della nave, procedendo all’arresto. La “capitana” rischia da 3 a 10 anni di carcere. È il primo caso in Italia. L’accusa è violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra.

Una decisione, quella presa, che le costerà cara. Come spiegano i finanzieri, dalla motovedetta della guardia di finanza che in questi ultimi due giorni è sempre rimasta accanto alla nave della ong, le ha intimato l’alt per tre volte.

Quando è ormai evidente che la Sea Watch è entrata in porto, la motovedetta tenta un’ultima mossa, ponendosi tra la banchina e la nave per impedire l’attracco. Ma Carola non si ferma e porta la Sea Watch sempre più vicino.

L’incidente viene evitato per un niente: la motovedetta e la nave si toccano per un istante, l’imbarcazione della Gdf finisce contro la banchina e riesce però a sfilarsi senza conseguenze per l’equipaggio.

Alle 2.50 i finanzieri sono saliti a bordo della nave per uscirne, tre minuti dopo, con la comandante, che è stata prelevata e fatta salire su un’auto tra gli applausi e qualche insulto. L’arresto è stato formalizzato poco dopo nella caserma della guardia di finanza: con la manovra compiuta, è la tesi degli investigatori, Carola ha fatto resistenza alle autorità e ha rischiato di provocare un incidente.  Per questo è probabile che le venga contestato anche il tentato naufragio.

Comportamento criminale della comandante della Sea Watch, che ha messo a rischio la vita degli agenti della guardia di finanza. Ha fatto tutto questo con dei parlamentari a bordo tra cui l’ex ministro dei trasporti: incredibile”Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Non avevamo scelta – dice la portavoce della Ong Giorgia Linardi -. Alla comandante non è stata data nessuna soluzione nonostante avesse dichiarato da 36 ore lo stato di necessità. Era dunque sua responsabilità portare queste persone in salvo. La violazione non è stata del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per sedici giorni”I migranti al sorgere dell’alba hanno messo finalmente piede a terra. Non prima di aver abbracciato uno ad uno i volontari di Sea Watch.

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