Dalle spese in cambio di contanti alle slot, in Sicilia crescono le truffe col reddito di cittadinanza




di Michele Guccione per lasicilia.it

PALERMO – C’è una borghesia medio-bassa distrutta dalla crisi. È fatta di poveri veri che, essendo persone educate al rispetto dei diritti e delle regole, vivono la loro condizione con estrema dignità e in silenzio. Sono per lo più insegnanti, artigiani, impiegati nel privato e pensionati al minimo, che dispongono di 700-800 euro al mese e che, quindi, non hanno diritto al sussidio del reddito di cittadinanza. Per sopravvivere la sera si cibano di pane e una tazza di latte, non possono permettersi nulla di più. Nella nostra società occupano quella nicchia che in altre situazioni è propria dei terremotati, quei soggetti che all’improvviso perdono ogni certezza. E quando nelle zone terremotate, nottetempo, qualcuno entra furtivamente nelle loro case abbandonate per rubare, tutti lo definiscono “sciacallo”. Credo che sia il termine adatto a definire quanti, invece, lavorando in nero o avendo ben altri redditi sommersi, ottengono pure il reddito di cittadinanza a danno dei veri poveri. E, sommando i due introiti, usano la card per spese non essenziali e con arroganza se ne vantano pubblicamente generando fenomeni di abuso e malversazione delle risorse. Tutto ciò anche se per legge la card dovrebbe essere utilizzata solo per prodotti alimentari, medicinali, bollette per utenze e il pagamento del mutuo e dell’affitto. E ad oggi non sono autorizzate spese per beni e servizi diversi da quelli sopra elencati.

In attesa che si riesca a organizzare le ispezioni, per fortuna almeno ci sono le forze dell’ordine che, preparatesi per tempo, i controlli già li fanno. Con discrezione, camuffati da avventori, agenti, carabinieri e finanzieri colgono di sorpresa i truffatori. E di lavoro ne hanno visto che l’isola è la seconda regione d’Italia, dopo la Campania, per numero di persone che hanno diritto al sussidio e sono state distribuite già ben 110.000 card.

Un episodio che ha fatto scalpore si è verificato a Palermo. In un supermercato, una signora che stava facendo la spesa e aveva il carrello pieno è stata adocchiata da una coppia che, avvicinatala, le ha proposto un maldestro scambio: pagare quella spesa con la loro card e dare loro il contante corrispondente. Per fortuna a pochi metri una pattuglia in borghese ha notato la scena ed è intervenuta. In un altro caso è stato scoperto un soggetto che, malgrado i divieti, utilizzava la card delle Poste per giocare alle slot machine.

Ma i casi che sfuggono ai controlli sono ancora tantissimi e basta fare qualche domanda in giro per trovare testimoni indignati che descrivono questi episodi di sciacallaggio.

Ad esempio, sono prese d’assalto le parafarmacie, per l’acquisto non di farmaci, ma di prodotti da banco e di presìdi che, probabilmente, poi vengono rivenduti. Ci sono anche i “poveri” che comprano “indispensabili” divani, forse per godersi meglio il Tv 150 pollici di ultima generazione. E che dire delle signore che vanno dal parrucchiere e col Reddito di cittadinanza pagano messa in piega e colore?

La Sicilia è sempre stata così, non vogliamo per forza fare i moralisti. Ma è certo che nel resto d’Europa la “flexsecurity” è una cosa seria, funziona, aiuta veramente i bisognosi ed è efficace nel reimpiegare i disoccupati. Qui, invece, si sapeva bene che quella di 400mila famiglie povere è una realtà falsata da lavoro nero, sotterfugi e illegalità. Ipocritamente si è scelto di fare finta di niente ed è stata scritta una brutta copia della “flexsecurity” che, per quanto riguarda questo tipo di beneficiari, si è limitata a mettere denaro aggiuntivo nelle mani di soggetti che sconoscono l’educazione civica.

L’illimitata fantasia di chi è abituato a vivere di espedienti ha già trovato decine di modi per spendere questi soldi bypassando i vincoli e truffando le persone oneste che pagano le tasse e i poveri veri che di questo aiuto avrebbero fortemente bisogno. Prima di pensare ai soldi da distribuire bisognava quanto meno allestire la macchina dei controlli. Per fortuna le forze dell’ordine aiutano a mantenere viva la speranza in una rapida azione di repressione di questa forma di sciacallaggio.




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