Crocetta: “Niente tagli ai posti letto”

Ormai non ci sono più dubbi e nemmeno alibi. La Sicilia dovrà presto presentare la nuova rete ospedaliera – tra l’altro un Piano era già stato inviato alla Commissione Sanità all’Ars qualche mese fa ed il presidente della stessa, Pippo Digiacomo, aveva immediatamente rispedito al mittente, perché come ebbe a dichiarare «c’erano troppi elementi inspiegabili. Così rischiamo di seminare il panico in tutte le province» – e sembra che adesso ci siano idee più chiare. Tanto che ieri, il presidente della Regione, Rosario Crocetta ha annunciato che non saranno chiusi i 37 piccoli e medi ospedali siciliani che fino allo scorso dicembre rischiavano di essere “cancellati” dalla carta geografica della sanità ed invece sarà realizzato il cosiddetto modello di “Ospedali riuniti” «per salvare i piccoli presidi dalla chiusura con mobilità delle équipe sanitarie e lotta agli sprechi». Passa da questi punti cardine il nuovo piano della rete ospedaliera che hanno in mente il governatore Rosario Crocetta e l’assessore alla Salute Lucia Borsellino, pronti a trattare con lo Stato. «Andremo a Roma per trattare un nuovo Piano, certo ci vorrà del tempo, non meno di un anno ma la nostra linea deve essere chiara – ha ribadito Crocetta -. Non si possono penalizzare i territori, i piccoli presidi vanno salvaguardati per il bene dei cittadini, ai quali non possiamo chiedere si spostarsi a decine di chilometri quando hanno necessità di cure mediche. Devono essere i medici e i sanitari, all’interno di un piano di mobilità, a raggiungere i cittadini e non viceversa». Basta fare alcuni esempi: nascerebbero “ospedali riuniti” come Modica-Scicli; oppure Comiso-Vittoria; ed ancora Termini Imerese-Petralia Sottana; Corleone-Partinico; Ribera-Sciacca; Canicattì-Licata. Una nuova impostazione che, secondo il governatore, «ha trovato grossi livelli di resistenza da parte dei vecchi manager che hanno continuato a seguire la logica del passato, portando avanti il piano del precedente governo». Ecco perché i nuovi 17 direttori generali (3 per i Policlinici, 9 Asp, e 5 aziende ospedaliere) che saranno nominati a breve, si spera, permettendo il caos che regna ancora all’Ars sulle Province e sulla Finanziaria «dovranno operare in stretta sinergia con il governo». Tornando alla sopravvivenza dei 37 piccoli ospedali con meno di 120 posti letto, ma bisognerà fare i conti anche con la sanità privata perché rischiano di chiedere anche strutture con meno di 60 posti letto, Crocetta ha sottolineato che «occorre in tempi brevi una riedizione della rete ospedaliera, che non può essere quella concordato dal vecchio esecutivo con il Governo nazionale. I piccoli nosocomi invece vanno riorganizzati, mettendoli insieme e specializzando la loro offerta in modo da creare piccoli centri di eccellenza». Il piano, che sarà presentato in Giunta entro due settimane per poi passare al vaglio della Commissione Sanità all’Ars è nato dal confronto con i territori. «Abbiamo visitato – ha spiegato l’assessore alla Salute, Lucia Borsellino – tutti gli ospedali che secondo il precedente piano erano destinati alla chiusura e che ancora sono rimasti in funzione, senza però investimenti». Ma ci sono anche i risparmi. Crocetta ha detto: «Quest’anno in ambito sanitario contiamo di risparmiare 230 milioni di euro tra farmaci e adeguamento di servizi». Altro capitolo, da non sottovalutare quello degli sprechi. «Non c’è soltanto lo spreco per ragioni caritatevoli, spesso c’è il falso, c’è l’indicazione di servizi che non si sono resi o una sovrastima, per ragioni aziendali, dei servizi resi. Fenomeni riscontrati persino nelle strutture pubbliche, per incrementare la loro produttività e avere maggiori risorse. Abbiamo fatto varie denunce presentate agli organi inquirenti di strutture dove si è operato in queste logiche – ha aggiunto -. La gestione corretta della cartella clinica può, invece, consentire un risparmio sui farmaci».

– FONTE – LASICILIA.IT

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