Crocetta e il Pd, il giorno della verità

Confronto in direzione regionale con il vice di Renzi, Guerini. Il partito ha già chiesto più rappresentanza nel governo Pronto un documento di mediazione: “Occorre ripartire e andare avanti insieme uniti”. Via libera alle riforme condivise

di palermo.repubblica.it

Il leader dei renziani di Sicilia, Davide Faraone, e il segretario del Pd, Fausto Raciti, lavorano a una bozza per siglare la pace tra le varie anime del partito e il governo Crocetta, in vista della direzione di oggi alla quale parteciperà anche il vice di Renzi, Lorenzo Guerini. Ma il presidente della Regione temendo che alla fine non si riesca a trovare alcun accordo, dopo aver parlato con diversi esponenti di Forza Italia e Ncd apre formalmente al centrodestra in vista delle difficilissime prove d’aula che attendono la sua giunta. E convoca per oggi a Palazzo d’Orleans tutti i capigruppo, di maggioranza ma anche di opposizione: «Mi pare doveroso, anche dopo le affermazioni di apertura del segretario regionale dei forzisti, Vincenzo Gibiino », dice Crocetta, che però fa alzare la tensione tra i cuperliani del Pd proprio mentre si cerca di raggiungere un’intesa. «Ormai non mi sorprende più nulla, avevo già detto che l’epilogo di questa vicenda interna al Pd sarebbe stata l’apertura al centrodestra, ed eccoci al dunque», dice senza giri di parole l’ex capogruppo Antonello Cracolici.
In questo quadro avviare il dialogo nella direzione di oggi e trovare una soluzione alla crisi interna al partito non sarà facile per Faraone e Raciti. Ma il messaggio che sarà lanciato dal numero due del partito, Lorenzo Guerini, sarà chiaro: «Occorre ripartire e andare insieme uniti». Una bozza d’intesa prevederebbe l’affermazione chiara di come così come stanno le cose il rapporto tra il partito e il governo non vada bene, accogliendo le istanze di Raciti e dei cuperliani, ma che allo stesso tempo occorra andare avanti fino a scadenza del mandato naturale con Crocetta e buona parte della sua giunta. Senza alternative. L’accordo sarebbe poi condito con una serie di riforme tra le varie parti democratiche in guerra, da presentare poi sul tavolo del presidente della Regione.
 

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