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Sicilia rimandata a settembre I problemi possono aspettare

Redazione SikeliaNews 8 Agosto 2018 0
Sicilia rimandata a settembre  I problemi possono aspettare







di Salvo Toscano per livesicilia.it

Se ne parla a settembre. Per cosa? Per tutto. È l’ora delle vacanze, ci sarà tempo dopo per mettere mano al disastroso stato della Sicilia. Che come uno studente svogliato, è appunto rimandata a settembre. Quando nei palazzi della Politica si riprenderà il filo di tutti i discorsi spezzati.

Come la storia dell’insularità, encomiabile iniziativa, per la quale ieri a Sala d’Ercole ci si è dati appuntamento al ritorno dalle vacanze. Quando si parlerà della norma-manifesto che auspica un trattamento di riguardo per l’isola isolata e per i suoi residenti (o almeno per quelli che rimangono, visto l’esodo di massa in corso fotografato dallo Svimez), con tanto di orpello di referendum dal quesito alquanto scontato (qualcuno ha detto che sarebbe un po’ come chiedere se vuoi bene alla mamma).

Ne riparleremo a settembre.  Quando si sarebbe dovuto anche mettere mano alla sorta di manovrina lampo con cui la giunta regionale rattoppa. i buchi lasciati dall’impugnativa del governo nazionale. E invece per quella si è trovato il tempo ieri, con un blitz del governo in Aula. La leggina è passata, come una sorta di ideale post scriptum a una lunghissima sessione di bilancio che ha sequestrato l’aula fino a giugno, per il collegato, con questo piccolo strascico agostano.

A settembre ci sarà poi tempo, c’è sempre per quello, per parlare di riforme. E figurarsi. È quello il ritornello di una vita, da non si sa più quante legislature. Le riforme, quelle che si dicono ma non si fanno. Almeno fin qui. Stanno lì e aspettano il ritorno di governo e deputati dal mare. A Palazzo dei Normanni è arrivata in estate quella per il diritto allo studio. Si attende quella delle Ipab. Quella dei rifiuti – attesissima e parecchio necessaria – si è impantanata subito in commissione ed è stata rinviata, anch’essa, a settembre. Sperando che sia la volta buona. Ci sarebbe pure la legge sul randagismo cara a Miccichè. E un altro pacchetto di disegni di legge, per lo più di iniziativa parlamentare, che attendono, come quelli approvati la settimana scorsa in prima commissione. Ma la finestra temporale per pensarci non sarà lunghissima, perché a metà autunno scatterà di nuovo il tempo di bilancio e compagnia, se non si vorrà andare all’esercizio provvisorio come accaduto molte volte negli anni recenti. E dunque se settembre e ottobre non saranno sfruttati al meglio – dopo questo rodaggio di inizio legislatura – c’è il rischio che Palazzo dei Normanni rimanga monopolizzato per un anno dai documenti contabili con annessi e connessi. Un lusso che la Sicilia boccheggiante non potrebbe permettersi.

E ci sarebbero pure i vitalizi degli ex deputati, quelli che i grillini vogliono tagliare. In ufficio di presidenza l’idea non piace tanto. Indovinate quando se ne riparlerà? Ma a settembre, ovviamente. Nuotiamoci un po’ su e riflettiamoci ben bene. Anche perché si attende la relazione tecnica degli uffici, così magari si potrà parlare della faccenda a ragion veduta e con qualche appiglio al diritto, senza ridurre il tutto a una puntatona dello show di Giletti.

Lasciamo che passi l’estate, allora. E che il Ferragosto porti consiglio. Settembre poi verrà, prometteva l’indimenticato evergreen. E speriamo che la storia non si concluda come in quel celeberrimo refrain, in cui alla fine piangeranno solo gli occhi miei. I nostri, nella fattispecie.

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