Foto LaPresse - Guglielmo Mangiapane 29/01/18 Palermo ITA Cronaca Cerimonia di apertura di Palermo capitale della cultura italiana del 2018 al teatro Massimo alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e del Ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini Nella foto: Nello Musumeci Photo LaPresse - Guglielmo Mangiapane 29/01/18 Palermo ITA News Ceremony of inauguration of Palermo Italian capital of culture for 2018 In the picture: Nello Musumeci

Sicilia: giunta Musumeci approva Defr 2020-2022




Palermo, 4 lug. (AdnKronos) – Via libera della giunta Musumeci al Defr 2020-2022. Il documento di economia e finanza regionale, proposto dal vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Economia Gaetano Armao, stima una crescita media del Pil dell’isola, fra il 2019 al 2022, del 2,2 per cento “grazie all’accelerazione impressa dal governo regionale alla spesa dei fondi europei ed extraregionali e all’impatto delle misure espansive del governo nazionale sull’economia della Sicilia”.

Il Defr, pur partendo dall’assunto del “difficile andamento dell’economia internazionale e nazionale che ha inciso sulle prospettive dell’economia regionale”, sottolinea che “la Sicilia, dopo aver attraversato la più acuta crisi economica della sua storia recente, riprende un percorso di crescita”. In base ai dati dell’Ufficio statistica della Regione, il Pil nominale della Sicilia (andamento reale + inflazione) crescerà dell’1,8% nel 2019 e di una misura media del 2,2% nel successivo triennio. Sul piano finanziario, durante il 2018 e nei primi mesi di quest’anno, il governo non ha acceso nuovi mutui, circostanza che ha consentito la riduzione del debito pubblico regionale che è sceso sotto i 5 miliardi, ai livelli dell’anno 2010. Dai dati pubblicati nel Bollettino sul fabbisogno finanziario, aggiornato al 31 marzo, è emerso che l’indebitamento complessivo (debito+anticipazione) si riduce, rispetto allo scorso anno, di 500 milioni. Il governo Musumeci ha anche siglato un nuovo accordo in materia di finanza pubblica tra Stato e Regione che interviene, in primo luogo, sull’eccessiva onerosità̀, per quest’ultima, del contributo al risanamento della finanza pubblica (passato dai circa 600 milioni di euro del 2012 ad oltre 1,3 miliardi di euro nel 2018). Il contributo si stabilizza ad 1 miliardo con una riduzione di oltre 300 milioni di euro per anno (determinando nel triennio un risparmio di oltre 900 milioni di euro).

Un accordo integrativo è stato poi concluso il 15 maggio e ha consentito di utilizzare risorse finanziarie sino a 150 milioni di euro per far fronte al grave fabbisogno finanziario delle ex-province siciliane, nonché all’introduzione di rilevanti deroghe normative in materia di bilanci al fine di scongiurarne il dissesto ormai imminente. Infine, il negoziato in corso con lo Stato ha portato alle ‘Norme di attuazione dello Statuto in materia di armonizzazione contabile’, già approvate dalla Commissione paritetica il 12 giugno, e che concedono un maggior periodo alla Regione per ripianare il disavanzo del rendiconto 2017. Gli accordi finora conclusi, tra minori uscite ed entrate dirette, hanno un valore che supera i 2 miliardi di euro. Il Defr definisce inoltre gli obiettivi del governo nei vari settori dell’amministrazione: produttivo, Infrastrutture, energetico, sanitario, dell’istruzione, turismo, agricoltura e pesca. Il governo, infine, intende applicare anche alla programmazione regionale i dati Bes (Benessere Equo e Sostenibile) in Sicilia. Si tratta di indicatori sullo stato della società siciliana con l’obiettivo di valutare il progresso non soltanto dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale.




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