Parigi: circa 2 milioni di persone in marcia contro il terrorismo

Parigi capitale mondiale della lotta al terrorismo. Il mondo si stringe attorno alla Francia per la marcia repubblicana dopo gli attacchi che hanno fatto 17 morti in tre giorni a Charlie Hebdo e in un minimarket kosher. Accanto al primo ministro Manuel Valls e al presidente Francois Hollande un numero senza precedenti di leader internazionali. Hanno risposto all’appello i presidenti del Mali Ibrahim Boubacar Keita, del Niger Mahamadou Issoufou, del Gabon Ali Bongo Ondimba, del Benin Thomas Boni Yayi, della Romania Klaus Iohannis e dell’Ucraina Petro Poroschenko, ma anche re Abdullah di Giordania e la regina Rania. E ancoraa i capi di governo della Tunisia Mehdi Jomaa e della Turchia Ahmet Davutoglu, oltre al primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e al presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen).
In marcia anche i leader europei – Fra i leader europei, oltre al presidente del Consiglio Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy e i colleghi britannico David Cameron, belga Charles Michel, olandese Mark Rutte e danese Helle Thorning-Schmidt. Con loro anche i primi ministri di Ungheria, Grecia, Portogallo, Repubblica Ceca, Lettonia, Bulgaria, Croazia, Lussemburgo e Svezia, oltre alla presidente della Svizzera. E ancora il presidente del Kosovo e i primi ministri di Albania e Georgia. Fra i ministri degli Esteri il russo Sergei Lavrov con i colleghi egiziano, algerino e degli Emirati Arabi Uniti. Per gli Stati Uniti il ministro della Giustizia Eric Holder, per il Canada il ministro della Sicurezza interna e per l’Australia il presidente del Senato. Presenti anche le istituzioni europee con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk. Con loro il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Anche la Lega Araba ha inviato un suo rappresentante e molti altri Paesi hanno mandato i propri ambasciatori. Non hanno mancato l’appuntamento l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy e gli ex primi ministri Edouard Balladur, Alain Juppé, Lionel Jospin, Jean-Pierre Raffarin, Dominique de Villepin, François Fillon e Jean-Marc Ayrault. Assente soltanto l’ex presidente Jacques Chirac per motivi di salute. Presenti diversi esponenti religiosi di tutte le fedi.
Circa 2 milioni di persone in marcia per dire no al terrorismo – Mentre la grande marcia cominciava faticosamente a muoversi, dalla folla si levavano cori “Charlie, Charlie” e “libertà”, intervallati da applausi. Da alcuni gruppi partono anche alcuni cori che intonano la Marsigliese. Dalle finestre degli edifici lungo il percorso della marcia di Parigi, decine di persone osservano il corteo sventolando bandiere, striscioni e cartelli. Alcuni di loro si uniscono ai cori scanditi dalla folla e agli applausi. Molte le bandiere francesi nelle mani dei manifestanti, ma anche qualche vessillo israeliano. Numerosi i riferimenti alla religione riportati sui cartelloni. Due signore: “io sono musulmana”, altri mostrano stelle di Davide, mentre un adesivo molto diffuso recita “tutti uniti atei, cristiani, ebrei e musulmani contro il fanatismo”. Sventolano anche bandiere di Paesi arabi e musulmani all’interno del corteo. Le immagini delle tv hanno mostrato fra l’altro vessilli algerini, palestinesi e turchi.
Misure di sicurezza a Parigi – Potente simbolo di unità della Francia e della comunità internazionale nella lotta al terrorismo, la marcia repubblicana sarà protetta da ‘misure eccezionali’ di sicurezza, ha ribadito il prefetto di Parigi. Oltre 5500 poliziotti e militari saranno dispiegati nella capitale. I tetti, sui quali saranno appostati dei cecchini, e i tombini lungo il percorso saranno ispezionati uno ad uno. E fin dalla mattina verranno chiuse molte stazioni della metropolitana. Il piano antiterrorismo rimane al suo livello più alto. L’appuntamento è per le 15 di domenica a place de la Repubblique. Il corteo, diretto a place della Nation, si snoderà lungo due diversi itinerari. Il primo ministro Valls ha invitato i francesi “a venire numerosi” e non vi sono dubbi che l’invito sarà accolto.
Giallo su Hayat: “Forse è in Siria” – Intanto continua la caccia a Hayat Boumeddiene, la 26enne compagna di Ademy Coulibaly, che la polizia ha descritto come “armata e pericolosa”. Secondo le Parisien la compagna di Amedy Coulibaly, sarebbe già in Siria. La donna più ricercata di Francia avrebbe preso il 2 gennaio un volo Madrid-Istanbul assieme a un uomo il cui fratello è noto ai servizi francesi. I servizi turchi riferiscono, dice ancora il quotidiano, che la donna ha attraversato il confine fra Turchia e Siria giovedì 8 gennaio. Era in possesso di un biglietto di ritorno Istanbul-Madrid per venerdì 9 gennaio, ma la 26enne non ha mai preso quel volo. Tali notizie appaiono in contraddizione con il fatto che la Boumediene è ricercata dalla polizia francese per la sparatoria di Montrouge giovedì 8 gennaio. Inoltre alcuni testimoni, riportavano i media francesi, avrebbero visto la donna giovedì sera mentre scendeva da un taxi a Parigi assieme a Coulibaly, l’uomo che venerdì è stato ucciso dopo aver tenuto diverse persone in ostaggio in un minimarket kosher.
Assange attacca i servizi d’Oltralpe – Per Julian Assange “il fallimento (dei servizi segreti, ndr) nella strage di Charlie Hebdo è così evidente che bisogna porsi delle domande serie”. Il fondatore di Wikileaks ricorda come gli assalitori fossero dei “ben noti jihadisti” lasciati incontrollati dalla polizia francese, forse perché agivano come “informatori” o forse per “poterli arrestare pochi secondi dopo l’attacco” per ottenere visibilità sui media e maggiori finanziamenti agli apparati di sicurezza. “La tragedia di Parigi – afferma – è un altro esempio di come sia necessaria la sorveglianza mirata e competente e non quella di massa”.
Si cerca ancora Hayat Boumedienne – Hayat Boumedienne, la compagna del killer del negozio kosher di Parigi, Coulibaly, sarebbe in realtà in Turchia dal 5 gennaio e da qui, sfruttando le rotte usate da migliaia di altri jihadisti, è passata in Siria, Alle autorità turche risulta che la donna ha passato la frontiera con la Siria l’8 gennaio. E’ quanto riferisce il sito della radio francese Europe1. In precedenza l’agenzia France Presse ed il sito ITele si erano limitate a seguire le sue tracce fino ad Istanbul. La donna avrebbe lasciato la Francia il 2 gennaio passando prima da Madrid per poi arrivare ad Istanbul, dove le sue tracce si sono perse il 5 gennaio. Sabato è proseguita fino al pomeriggio la caccia della polizia francese a Hayat Boumedienne, la compagna dell’autore del sequestro nel supermercato kosher parigino, Amely Coulibaly. Si è appreso che la 26enne ha scambiato ben 500 telefonate con la compagna di Said Kouachi, uno dei due fratelli autori della strage al Charlie Hebdo. La foto di Hayat era stata diffusa nelle ore del doppio sequestro alla tipografia di Dammartin e al supermercato kosher di Porte des Vincennes. La giovane si era convertita all’Islam nel 2009, quando aveva conosciuto Coulibaly. Per lui aveva lasciato il lavoro da cassiera e portava il velo integrale e insieme erano andati a vivere a Bagneux, a sud di Parigi, non lontano dalla zona di Montrouge dove giovedì Coulibaly ha ucciso una donna poliziotto.
Intanto la paura in Francia, come in altri paesi europei, è tanta – Cellule terroristiche dormienti sarebbero state attivate in Francia nelle ultime 24 ore. E’ quanto riferiscono fonti della polizia alla Cnn. Alle forze dell’ordine è stato chiesto di cancellare il loro profilo sui sociale media e di portare sempre con sé le proprie armi, ha aggiunto la fonte.

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