Migranti, la Mare Ionio al largo di Lampedusa Salvini: “Non si sbarca, porti restano chiusi”




da lasicilia.it

“La nave non entra in porto, sarebbe un precedente pericoloso, rischieremmo di tornare ad alimentare quel business che rendeva più del traffico di droga e armi. Non sarò mai complice”, ha ribadito il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in collegamento telefonico con Sky Tg24. “Saranno nutriti, vestiti, avranno tutti i generi di conforto ma in Italia non mettono piede – ha ribadito Salvini -. Non si è trattato di una operazione di salvataggio, ma c’è un’organizzazione che gestisce, aiuta e supporta il traffico di esseri umani. O ci sarà l’intervento dell’autorità giudiziaria che deciderà diversamente, oppure il ministero dell’Interno, da me dipendente, che deve indicare il porto, non ne indica nessuno. Gli italiani per fessi non ci passano. Questa non è una operazione di salvataggio”. Per il vicepremier “meno gente è costretta a partire, meno gente muore. Chi favoreggia l’immigrazione clandestina ha sulla coscienza il rischio di trasformare ancora il Mediterraneo in cimitero a cielo aperto”.

“So che la nuova circolare del ministro Salvini è stata trasmessa in nottata alle autorità, ma in mare non esistono le circolari. Se hai bisogno e se c’è bisogno io chiedo di entrare, insomma, mi devi fare entrare. E basta”, ha affermato all’Adnkronos il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello commentando la direttiva del Viminale in cui vengono ribadite le procedure dopo eventuali salvataggi in mare.

«La nave Mare Jonio ha bandiera italiana e non si può tenere questa imbarcazione fuori da un porto italiano. Questo è il primo punto. Poi si pone un problema di sbarco di migranti. Qui deve intervenire la capitaneria di porto che deve salire a bordo e valutare», dice Martello. “Mi chiedo però – aggiunge il sindaco di Lampedusa – perchè il 6 e 7 marzo scorsi sono entrate in porto due barche senza bandiera, non italiane, e i migranti sono stati prelevati e accompagnati dai carabinieri nel centro di accoglienza». «Chi non rispetta le regole e arriva come vuole – conclude – viene fatto entrare, chi rispetta le regole viene bloccato. A Lampedusa gli sbarchi non sono mai finiti. Arrivano nel silenzio. Piccole barche con motori fuori bordo con una ventina di persone alla volta. Ma Lampedusa non viene mai nominata…».




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