Casteltermini ed il suo silenzioso Referendum. (di Francesco Mallia)




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All’indomani della tornata referendaria è d’uopo avviare una riflessione , una di quelle piccole e senza pretese,non è certo il caso di scopiazzare Mentana o Vespa, meglio attenersi ad una analisi del voto castelterminese dove due dati saltano all’occhio e hanno una dimensione tale da poterne parlare in termini quasi oggettivi.

Innanzitutto la discreta affluenza alle urne, un buon 58,19% che conferma come Casteltermini sia un paese attento e appassionato alla politica, il secondo dato è quello riservato al quesito referendario 66,58 % NO , 33,15 % SI.

Ovviamente non ci si può limitare ad una lettura matematica dei dati,  interessante è provare a cavare fuori dai numeri un risultato declinabile nel dibattito politico.

Relativamente al primo dato, quello delle affluenza alle urne mi sento di dire che è un ottimo risultato, quasi 4000 elettori sono andati a votare nonostante tutto, dove il nonostante significa la assenza totale della politica dalle piazze,nessun partito o movimento ha onorato la cittadinanza con  qualche caro vecchio comizio all’aperto, al cospetto del popolo , non solo per spiegare le ragioni del voto ma per creare un momento di dibattito e riflessione che per la politica dovrebbero essere pane quotidiano, le nuove leve credono di surrogare le uscite pubbliche con i post  su facebook, le leve più attempate non hanno voluto metterci la faccia ritenendo più comodo il suggerimento confidenziale presso un elettorato fidelizzato.

Quindi, nonostante tutto l’affluenza alle urne assume una valenza più robusta di quella numerica.img_1018

Più difficile stabilire chi ha vinto e chi ha perso, perché tanto il NO quanto il SI hanno paternità variegate , composite tanto che nessuno può vantare una primogenitura,la tentazione provocatoria indurrebbe a dire che se nessuno ha sostenuto pubblicamente il NO o il SI, nessuno ha vinto e nessuno ha perso,  ma a  meno di non essere una colonia di Marte, è notorio che in paese ci sono anime di sinistra lontante dal PD, una buona componente PD con relativa divergenza di vedute interna, ci sono gli emergenti grillini, esiste un’area di destra non meglio identificabile e un centro che, coerente con la propria tradizione, è  mobile e fluido.

Partiamo dai numeri del  SI, logica politica impone di attribuirlo al PD, ma non a tutto e in particolare occorre chiedersi se la maggioranza del PD locale era pro o contro Renzi, “Radio Fante” propenderebbe per attribuire questi consensi all’area minoritaria del partito.ma il 33,15 per un’area minoritaria di un partito è troppo e quindi occorre pensare che ci siano stati altri a sostenere il SI castelterminese , non penso di andare lontano dal vero attribuendolo all’area di Centro vicina alle posizioni dell’amministrazione più, ovviamente, una parte di cittadini non organica coi partiti. Sembrerebbe una sconfitta pesante in chiave referendaria ma sepolto il referendum e letti in chiave di prospettiva  amministrativa sono numeri da tenere in considerazione.




Sul fronte del NO il discorso non cambia, anzi il 66,85 dei consensi , a maggior ragione,testimonia come quella che Renzi ha definito “accozzaglia” ha fatto in pieno la sua parte .

Questo NO è attribuibile ad un coacervo composto dai locali 5Stelle, da quella parte di cittadinanza non organizzata ma di provenienza Destra e , a mio sommesso parere, all’area più illuminata del PD, anche in questo caso va aggiunta una aliquota di concittadini non organico ai partiti.

Archiviato il Referendum può risultare utile provare a leggere questi dati in chiave di una sempre più vicina competizione Amministrativa per la guida di Casteltermini.la prossima primavera ci vedrà impegnati nelle amministrative e questa sarebbe stata una buona occasione per conoscere personaggi e strategie del futuro,ovviamente non c’era da aspettarsi nomi e candidature, ma sarebbe lecito cominciare a conoscere chi sono i leader, gli interlocutori con cui il cittadino dovrà interfacciarsi, cominciare a sentire quali strategie si intendono applicare per provare a risollevare Casteltermini, quali alleanze si prospettano, capire se sarà una corsa a 2 o a più liste, tuttavia pare che bisogna ancora aspettare la elaborazione e messa a punto di qualche strategia.

Che le piazze siano state accuratamente  evitate da chi in qualche misura può essere reputato “faccia conosciuta” è relativamente comprensibile, ma che le eviti anche chi deve farsi conoscere risulta meno comprensibile, personalmente quando il nuovo e il vecchio, seppur lecitamente e in una fattispecie circoscritta, fanno quasi le stesse cose stento a trovare le differenze.

Ad ogni buon conto e tornando alla nostra approssimativa analisi possiamo chiudere con l’auspicio di un dibattito politico sano, costruttivo e pubblico ; come sempre la sconfitta è orfana e la vittoria ha troppi padri… chissà che qualcuno di questi non opti per un comizio di ringraziamento.




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