Tutta Casteltermini per l’ultimo saluto a  Carmelo Licata

Per la piccola comunità di Casteltermini è il giorno del dolore, il giorno dell’ultimo saluto a Carmelo Licata Dalla tarda serata di venerdì  il paese  è attonito,dal sopraggiungere delle prime notizie prima frammentarie, poi via via più precise , la speranza che fosse un errore, che ci fosse una pur piccola speranza svanivano e  Casteltermini piombava in una atmosfera di angoscia.

“Non è possibile” è stata probabilmente l’espressione più usata in un misto di incredulità e rabbia, non sembrava possibile che una persona come Carmelo venisse strappato alla vita in una maniera così tragica.

E’ in questa atmosfera che Casteltermini ha vissuto la giornata odierna, sin dalle prime ore del mattino la salma è stata portata in Chiesa Madre così che ognuno avesse tempo di un saluto, di una preghiera, di una raccomandazione da portare lassù.

Tra il feretro di Carmelo e la Piazza Duomo la porta della Matrice fa da passaggio e la Piazza ,solitamente rumorosa, oggi risente di questa atmosfera surreale, tantissima gente arriva in silenzio e in un clima di composto raccoglimento avanza tra i banchi per un saluto silenzioso, la bara poggia sul pavimento, a contatto col suolo avvolta in una nuvola di fiori bianchi.

L’ atmosfera si carica di ulteriore mestizia  alle prime ore del pomeriggio quando tutte le strade che confluiscono in Piazza Duomo sono piene di vetture, tantissima gente lascia le proprie occupazioni per partecipare al rito funebre, ci sono tutti perché, come qualcuno ha detto, Carmelo era di tutti.

Certo nessuno conosce i misteri che regolano vita e morte, ma chi non ha sentito un senso di rabbia chiedendosi perché proprio lui ?

Proprio lui amato da tutta Casteltermini, onesto lavoratore,marito e padre innamorato della famiglia, grande amico di tutti, impegnato nel sociale e benefattore silenzioso.

Tracciare un ricordo di Carmelo impone la sintesi, ma sono tante le immagini che scorrono nella mente, Carmelo impegnato come Maestro di musica, quella musica che per lui era passione, lo si  può ricordare giovanissimo musicante fiero del suo sax e poi Maestro e istruttore di tanti ragazzi che approdavano alla banda musicale, così come con la fisarmonica durante qualche serenata portata agli amici, o col tipico zufolo di canna  sopra un carretto siciliano o con la cornamusa per allietare l’atmosfera del Natale.

Potevi incontrarlo nelle pause a leggere la bibbia o con la corona del Rosario in mano, attivo all’interno dell’OFS, l’Ordine Francescano Secolare, dove si nutriva del carisma del poverello d’Assisi.

 Educatissimo ed attento nei rapporti con le persone, per tutti aveva un sorriso , quel sorriso che con i più umili diventava un raggio di sole nel buio , capace di dare una speranza ma capace anche di un aiuto concreto, Carmelo non esitava a mettere mano al portafoglio anche per un caffè o una sigaretta che magari non cambiavano le sorti ma di certo sollevavano il morale del prossimo che amava.

Mai un segno di superbia, mai boria ma un esempio dato con semplicità, con quel tono confidenziale che faceva subito pensare alla pace interiore ricercata anche in mezzo alle tante difficoltà della vita.

Alle prime parole di Don Giuseppe Alotto che presiede la concelebrazione funebre, il silenzio e il raccoglimento pervadono il Sacro Tempio ma l’atmosfera è colma di dolore, i singhiozzi e le lacrime provengono da ogni banco e segnano la celebrazione dall’inizio alla fine e quando il feretro , portato a spalla, si affaccia in Piazza  viene acconto da un lunghissimo applauso e dalle note della Banda composta dai tantissimi suoi amici.

Non una marcia funebre ma le note di  “Dolce Sentire” danno il segnale per allentare ogni freno di contegno e non c’è persona che non versi una lacrima commossa e sentita.

Attimi interminabili in cui il canto francescano fa da colonna sonora ai ricordi e accompagna Carmelo verso la salita terrena e l’ascesa celeste

3 thoughts on “Tutta Casteltermini per l’ultimo saluto a  Carmelo Licata

  1. Ero presente come tanti all’ultimo saluto del grande uomo e Maestro Carmelo Licata,ho pianto tanto soprattutto all’uscita del feretro.Molti si chiedevano del perche’ della bara a terra, mi sono risposto da solo, perche’ Carmelo e’ cosi da sempre,semplice,umile,buono,altruista. Circondato da bei fiori bianchi, a sottolineare la purezza, la bonta’ di Carmelo. Sono arrabbiato con la persona che ha causato probabilmente l’incidente, che bisogno c’era di andare cosi veloce,sono arrabbiato con le istituzioni che dovrebbero garantire la sicurezza stradale della AG-PA che semina morte e disperazione a tante famiglie. Casteltermini paga un prezzo troppo alto, non se ne puo’ piu’.Carmelo vivra’ per sempre nei nostri ricordi, vi saranno tanti momenti per ricordarlo, Don Giuseppe ha detto bene alla comunita’, prendiamo esempio di Carmelo per la vita altrui,aiutiamo chi soffre,senza sbandierare i buoni gesti. Io aggiungo,rispettiamoci e vogliamoci bene, perche’ la vita e’ un attimo, il destino non lo conosciamo. Ciao Carmelo ti voglio bene,veglia sui tuoi cari in primis e su tutti noi.

  2. Concordo pianamente con quanto detto da Enzo Termini.
    Carmelo era una persona speciale. Rarissima persona. C’eravamo visti pochi giorni fa. C’eravamo promessi di incontrarci più avanti. Mi aveva fatto leggere delle poesie che aveva dedicato a sua moglie. Bellissime! Non riesco a rassegnarmi.

  3. Sono venuto da Troina (en) per dare L’ultimo saluto a uno dei miei più grandi amici in assoluto, assistere alla cerimonia Funebre, vedere la bara poggiata a terra del mio amico Carmelo, e stato stazziante, ho pianto tantissimo. E’ sempre una cosa assurda venire a conoscenza di notizie simili, io non me ne rendo ancora conto che è successo davvero.
    51 anni, vi rendete conto, una vita davanti e tanti progetti da costruire e portare a termine. E invece niente, tutto finito nell’arco di qualche minuto, il tempo di un lampo, e poi più niente.
    A che è servito vivere per soli 51 anni?
    Qual’è stato lo scopo?
    E adesso?
    E dopo?
    Perchè avere tanti dubbi, tante incazzature col mondo, tante delusioni, tanta tristezza, tanta gioia, tanto impegno nel lavoro se poi è questa la fine?
    Perchè?
    Per cosa?
    Per chi?
    E alle persone che invece rimangono, cosa si può dire per alleviare questo immenso dolore?
    C’è parola capace di lenire questa immensa sofferenza? Carmelo Licata, basta pronunciare questo nome, per capire veramente chi era Carmelo, Una grande persona che per tutta la sua vita oltre a badare alla sua famiglia con tanto impegno e dedizione si occupava prima per un cognato e poi ancora per la cognata, si prodigava giornalmente nell’aiutare il prossimo, Animo Gentile persona squisita, compagno sin da piccoli di tantissime esperienze Bandistiche, compagno di mangiate e divertimenti, ma sopratutto compagno sincero, affabile, umile e gentile con tutti. Sono affranto e mi mancano le parole. Sono con tutto il cuore vicino alla moglie grande amica pure lei da sempre, al figlioletto alla Mamma e alla sorella, alla suocera e a tutti i parenti in questo momento tragico e Incredibilmente assurdo, La vita ci mette sempre a dura prova. So che le parole non servono in momenti come questi, e che il dolore è enorme. Non ci sono parole o gesti che possono colmare il vuoto, ma il mio cuore è con voi. Carmelo pregherò fermamente per te, sono sicuro che il Buon Dio ti accoglierà come meriti, adesso andrai a dirigere l’Orchestra degli Angeli, te lo meriti perchè sei stato e sarai sempre un Grande Maestro sia Umanamente che Musicalmente. Riposa in Pace Grandissimo Amico Mio. Eterno Riposo Dona loro Signore Splenda Adesso La Luce Perpetua Riposa In Pace Amen……………….

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