Sama e Lola

 Sama e Lola hanno fatto un lungo viaggio, difficile, faticoso ma sono arrivate finalmente. Nessuno a cui comunicare che tutto è a posto, che il viaggio è andato bene, nessuno perché Lola e Sama sono famiglia, l’una per l’altra. Dal Sudan alla Libia, attraversando il deserto sempre insieme, vivo io se vivi tu. Nera Sama e nera Lola, sono arrivate in Libia. Dio solo sa cosa hanno dovuto passare in quella Babele politica che è la Libia attuale, Lola nascosta fra le braccia di Sama, sei la mia famiglia muoio io se muori tu.

Sul barcone, ammassati, la sete la fame, il sole, la puzza, il dolore. Fermi. Come è possibile stare fermi tutto quel tempo ? Come è possibile per te Sama e come lo è per te Lola ? Ci sarà stato un momento della vostra breve vita in cui vi siete rincorse facendovi le coccole, in cui sei sfuggita al l’abbraccio soffocante di Sama per inseguire la tua natura fiera e indipendente, come fai ora a stare immobile Lola? Ci siamo! Terra !vivo io se vivi tu, muoio io se muori tu, sbarco io se sbarchi tu!

 sbarchi_lampedusa_getty_1Qualcosa accade. Ci sono tante crudeltà, ma la peggiore delle cattiverie che la vita può riservare a qualsiasi essere umano è separarlo dal nucleo affettivo fondamentale, da quella che ogni individuo considera famiglia. Sama è poco più che una bambina e Lola è il suo gatto. Sama cerca la libertà ma non può farlo senza quello che é rimasto della sua famiglia. La scena al porto ha del surreale, uno scricciolo di donna che ha attraversato il deserto, il mare e le angherie degli scafisti, grida, si agita perché la hanno separata dal suo gatto. Tutto ciò appare incomprensibile, ridicolo ,suscita stupore e rabbia: ce l’hai fatta che gridi a fare? Sei arrivata, ti abbiamo salvata dalle correnti del mediterraneo, ti sfameremo e peserai sulle nostre finanze e tu pensi al gatto?

 Penso di interpretare così il pensiero di molti. La vicenda ha una sorta di lieto fine, i lampedusani, sindaco in testa, come sempre si fanno carico del macroscopico esodo così come del particolare umano. La piccola Lola é affidata alle cure di una volontaria e del veterinario che arriverà dalla terra ferma. Lola é stata accolta tra la commozione di tutti, animalisti e non. In fondo i servizi sui cuccioli allo zoo sono i nostri preferiti nei Tg, in barba all’ISIS e ai morti che semina in giro per l’Africa.

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 Il problema sei tu Sama, le tue grida avresti fatto bene a riservarle per te stessa. Litigano per chi non deve accoglierti,tra gli applausi di tutti, animalisti e non. E non so se ti basterà essere qui per essere felice, non so se ritroverai veramente la tua famiglia e se avrai un futuro, so che io no sarò mai felice al pensiero di tutte le Sama in mare, non potrò mai avere un futuro in un mondo che che non accoglie. Quello che accade a te la storia potrebbe riservarlo a me domani e non mi sento al sicuro.

Sama vivo io se vivi tu.

5 thoughts on “Sama e Lola

  1. Ho apprezzato l’empatia dell’articolo verso tutte le Sama del mediterraneo, ma trovo di cattivo gusto dichiarare il loro “peso sulle finanze dello stato”. Ricordo infatti che la quantità di soldi che l’Europa elargisce all’italia per gestire l’immigrazione, ultimamente triplicati, per non parlare della speculazione sui disperati che é un business tutto italiano. Sama pesa con piacere su qualcuno…
    E se solo provassimo a immaginare una cosa di cui gli italiani non sono più capaci, la disperazione, allora capiremmo il valore di quel gattino, unico conforto, unico affetto, unico bene attraverso il deserto di dolore e di paura. Sama e molti altri soffrono e continueranno a soffrire in un mondo disumano… Lola rappresenta quel briciolo di umanità che resta e, grazie al Cielo, sopravvive.

  2. Credo che il richiamare il peso sullo stato era volutamente ironico. “mi” se leggi bene il riferimento è chiaro e l”articolo lo trovo bellissimo.

  3. Gentile lettore mi spiace che il tono sarcastico non sia chiarissimo. Forse un virgolettato avrebbe giovato ad una migliore comunicazione. Comunque specifico subito che quelle parole non sono il mio pensiero ma l’interpretazione di un sentire purtroppo diffuso. Grazie per aver riservato parte del suo tempo alla lettura e al commento dei nostri articoli
    Patrizia Fadda

  4. Grazie Patrizia per la precisazione. Anche io, sinceramente, leggendo l’articolo non ho ben capito dove si voglia andare a parare. Sì, forse le virgolette e qualcosa di più avrebbero reso tutto più chiaro.
    Ora abbiamo capito il tuo pensiero, la cronaca già la conosciamo. A proposito, Sama ha 24 anni, “è poco più che una bambina” secondo i nostri patinati canoni italioti. In Africa a 24 hai già visto tutto il meglio e tutto il peggio che la vita può offrirti. Vivo io se vive sama il suo gattino. Un caro saluto

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