Oltre la maratona (di Giacomo Licata)




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[/dropcap] Correre è l’esercizio più semplice che un uomo possa fare, siamo nati per correre anche se lo stile di vita odierno ha cambiato le abitudini e in fondo poi non è così scontato. Ma correre una maratona è un’impresa non alla portata di tutti, non per la gara in sé, ma perché dietro c’è una preparazione di almeno 16 settimane, circa 1000 km di corsa che richiedono impegno, dedizione e sacrificio.

Non è di questo però che voglio parlare oggi. Oggi voglio andare oltre, voglio spiegare cosa mi ha catapultato nel mondo del Running sei anni or sono. La corsa è uno sport solitario fatto di momenti di silenzio, di percezione del proprio corpo, di pensieri che si rincorrono. Ma la corsa è anche compagnia, socializzazione e amicizia. Mai in nessuno sport praticato prima del 2011, e sono tanti, avevo trovato tante persone con cui condividere la propria passione senza mai provare sentimento di competizione, anzi, i momenti prima di una gara sembra di essere nell’aula dell’università prima di un esame dove si percepisce tanta solidarietà l’uno verso l’alto.

Quando scelsi di correre quest’anno la maratona di Valencia, disputata domenica 19 di questo mese, ero in compagnia di Enrico Faraci con cui ho stretto una vera e sincera amicizia grazie proprio alla passione per la corsa che ci ha fatto avvicinare tantissimo negli ultimi due anni. L’avventura inizia i primi di agosto ma purtroppo il mio compagno di allenamenti subisce nel mezzo della preparazione un lungo stop per una brutta storta alla caviglia. Appena ripresosi Enrico ha la grinta e la volontà di riprendere al meglio gli allenamenti ma oramai il detraining si nota e i miei tempi di allenamento e i suoi non coincidono più. Ma anche così il supporto morale è reciproco e forte, lui mi incita a dare il meglio di me stesso per fare il PB e io ricambio per poter portare a termine la gara senza subire il fatidico muro del 30° chilometro dove il maratoneta si ritrova senza scorte di glicogeno e deve andare avanti più con la testa che con il fisico.




Partiamo insieme il venerdì prima della gara e ci ritroviamo in una meravigliosa Valencia che veramente è la città del running oltre che essere una città piena di storia, architettura moderna e parchi. Si percepisce subito l’attesa per il grande evento che vedrà sulla linea di partenza 19.000 partecipanti alla maratona e 8.000 alla 10 km. L’Expo così come l’arrivo è ospitato nella struttura della città delle arti e delle scienze progettata da Santiago Calatrava, un esempio di architettura moderna sbalorditivo per grandezza e bellezza. Si capisce anche che l’organizzazione è al top, pensare che nel 2010 gli iscritti alla 42 km erano soltanto 3.600. Operazioni di rito e ci ritroviamo già alla domenica in griglia pronti a partire per questa esperienza. Il percorso è molto favorevole con solo 23 m di dislivello su tutta la distanza, il tifo alle stelle e l’assistenza perfetta. Giornata ideale con temperature da 12 a 18 gradi. Scelgo di correre insieme ad Enrico, anche se lui mi spinge già durante la preparazione a fare la mia gara, e ci facciamo compagnia fino al 36° km. Insieme i chilometri sembrano scorrere come se nulla fosse, chiacchierando, scherzando e godendoci la città e la gente schierata lungo tutto il percorso. Al 36° km pensiamo entrambi che oramai è fatta, Enrico mi dice “vai! Vai!” ed io accelero il passo mettendo tutte le energie possibili, attraverso la passerella sull’acqua e taglio il traguardo in 3:52:06. Non so dov’è il mio compagno, ma spero che riesca a migliorare il suo tempo ottenuto a Francoforte ad ottobre 2016 anche se lui non ci crede fin dall’inizio. Mentre sto rifocillandomi mi arriva una chiamata, è lui, a chiuso in 3:54:53, due primi sotto il suo miglior risultato. Sono felice, entusiasta, emozionato, alle stelle. Mi sono divertito, sto bene, cosa chiedere di più? Già penso alla prossima maratona. Sono convinto che questa avventura sancirà ancor più l’amicizia tra me ed Enrico. Avrò perso forse qualche secondo ma ho guadagnato molto di più! Grazie Enrico, amico mio.

Ulteriori ringraziamenti Ringrazio la mia famiglia che per l’ennesima volta ha sopportato tutto il periodo di preparazione la mia persona, tra lamentele, rinunce e tanto altro. Ringrazio Ezio D’Acquisto, compagno di allenamenti mio e di Enrico, altro amico guadagnato grazie alla corsa. Ringrazio il dottore Michele Pellitteri e tutto il suo staff che con i trattamenti fisioterapici hanno curato i miei acciacchi. Ringrazio il dottor Calogero Giuseppe Castronovo per i suoi preziosi consigli e le sue mani che con i massaggi hanno contribuito a raggiungere un’ottima forma fisica. Infine ringrazio la mia squadra, l’ASD Airone Casteltermini per avermi trasmesso questa grande passione.



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