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“Xché” ed emoticons: la metà degli studenti siciliani non conosce l’italiano

Redazione SikeliaNews 11 Maggio 2019 0
“Xché” ed emoticons: la metà degli studenti siciliani non conosce l’italiano




da palermo.repubblica.it

La scuola li promuove, ma metà dei ragazzi siciliani incontra difficoltà in Italiano e Matematica. Leggono e sono in grado di decodificare solo brani semplici, con informazioni esplicite, ma cominciano a zoppicare appena il testo richiede di riconoscere e ricostruire autonomamente significati più complessi. Probabilmente, l’utilizzo delle chat con un linguaggio zeppo di “xché” e un numero impressionante di emoticon, che hanno cancellato del tutto le parole, li sta disabituando all’utilizzo della lingua italiana e alla sua stessa comprensione. Insomma, una conoscenza sempre più veloce e superficiale che sta facendo cambiare l’approccio con la lingua e i numeri. Perché anche di fronte a semplici calcoli gli studenti siciliani incontrano mille difficoltà.

I dati, pubblicati un paio di settimane fa, contenuti del Rapporto SDG 2019 (Sustainable Development Goals) dell’Istat sugli Obiettivi per uno sviluppo sostenibile, per la Sicilia suonano come più di un campanello d’allarme. Perché un “livello di istruzione di qualità per tutti”, auspicato per uno sviluppo economico e sociale sostenibile anche nell’Isola, figura al quarto posto, soltanto dopo Lotta alla povertà, Lotta alla fame e Benessere/Salute. E la Sicilia non brilla certamente. Al di là della promozione burocratica, infatti, in base ai test Invalsi, il 47,5% dei tredicenni che frequentano la terza media in Sicilia “non raggiungono un livello sufficiente di competenza alfabetica”.

In altre parole, sanno tecnicamente leggere. Ma quando si trovano di fronte ad un testo scritto iniziano i problemi e comprendono solo i messaggi più espliciti. Appena occorre decodificare messaggi più impliciti che non emergano direttamente dalle parole ma che, come si dice, sono scritti tra le righe le cose si complicano. E non poco. La media nazionale di ragazzi che entrano in crisi anche di fronte ad un articolo di giornale è del 34,4%. Panorama che non cambia se si prendono in considerazione i dati degli studenti del secondo anno della scuola superiore, dove perfino i liceali raccolgono una figuraccia: il 27% risulta insufficiente nella lettura. E va peggio, se possibile, con i numeri e con l’inglese.

Quasi 57 ragazzini di terza media ogni cento “non raggiungono un livello sufficiente di competenza numerica”. Una zavorra pesantissima per le nuova generazioni alle prese con la società più complessa che il genere umano ricordi. E, questa volta, passando al secondo anno delle superiori le cose peggiorano: la percentuale di ragazzi con scarse o mediocri competenze numeriche sfiora il 58%. Anche alle prese con l’inglese non ci facciamo una bella figura: quasi il 70% degli alunni della scuola media non raggiunge un livello sufficiente di comprensione all’ascolto. Anche la media nazionale è alta (il 44%) ma in Sicilia è abnorme. Vanno meglio nella comprensione della lettura (reading) ma la distanza dalla media nazionale è sempre a due cifre.




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