Tataratà…di generazione in generazione (di Rita Bellanca con Photogallery)




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[/dropcap]Casteltermini 26/05/2018 (SikeliaNews)
– È stato bellissimo e molto emozionante ieri sera, durante la processione che apre la Festa di Santa Croce-Sagra del Tataratà, vedere “le vecchie guardie” del Gruppo Folklorico Tataratà passare il testimone ai propri figli. Ormai è da anni che assistiamo anche alle esibizioni dei piccoli “cadetti” del Tataratà con appresso stuoli di genitori e parenti che fanno riprese e scattano foto. Ma ieri sera per me, che ormai faccio parte della generazione passata, vedere i miei amici che hanno fatto parte del gruppo del Tataratà storico sfilare assieme ai loro figli è stato come fare un salto indietro nel passato ed uno in avanti verso il futuro.

Il loro è stato il Tataratà delle coreografie acrobatiche, delle trasferte nazionali ed internazionali (America, Belgio, Grecia…), du zì ‘Ngilinu Nobili (il tamburo “parlante”), delle ferite tamponate al volo alla bell’è meglio durante l’esibizione, delle urla sostenitrici dei ragazzi delle gradinate, del “siamo tutti amici e ci divertiamo con poco”, delle prove fatte al campo sportivo già mesi prima della Festa, delle arrabbiature quando le coreografie stentavano ad essere perfette, dello “schiticchio” conclusivo a fine Festa: “arrustimmu, mangiammu e vivimmu”.

Si sono spese pagine e pagine nel tentare di spiegare cosa sia il Tataratà: una danza, una lotta, un duello, un “corpo a corpo”, una sfida all’ultimo sangue…

Il Tataratà è una danza, un intreccio di corpi, un sussulto collettivo, uno sfogo ferace. Il Tataratà è un “unicum”, ce l’abbiamo solo ed esclusivamente noi, Casteltermini.

E, come tante altre belle tradizioni che perdurano nel tempo, anche il Tataratà non deve svanire nel nulla. Sarebbe la perdita di un preziosissimo tesoro, che va custodito e tutelato nel tempo. Ecco cosa stanno facendo i miei amici, stanno donando la chiave di questo tesoro ai propri figli, una chiave da tenere sempre a portata di mano, perché il Tataratà deve rimanere nelle mani di tutti i castelterminesi.

Le nostre tradizioni, la nostra identità, il nostro grazie passano ora nelle mani dei piccoli duellanti che hanno ereditato dai loro padri l’amore e la dedizione per la nostra Croce e l’allegria, la destrezza, la passione per il Tataratà, nostro vanto nel mondo!

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