Palermo, è morto Ibrahim, il ragazzo che sognava di diventare un Cristiano Ronaldo

Ibrahim non ce l’ha fatta. Alle 7 di ieri si è spento, dopo due giorni in cui il quadro clinico era peggiorato. Lui, il “guerriero” scappato dal Gambia quando era poco più di un bambino, affrontando il deserto, la prigionia e la traversata del Mediterraneo per diventare calciatore, ha dovuto arrendersi. “E’ finita”, diceva due giorni fa. Per la prima volta in più di un mese dall’ultimo ricovero al reparto di Ematologia dell’ospedale Civico, aveva capito che non sarebbe guarito. “La paura in certi momenti non esiste – aveva detto raccontando la sua storia su Repubblica – esistono la vita e la morte”. E lui, Ibrahim Gaye, la paura l’ha cacciata via fini all’ultimo istante, alimentando il desiderio di vita con i suoi sogni: stare in Italia, diventare un attaccante di successo come Cristiano Ronaldo, abbandonare la povertà e aiutare la sua famiglia.

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