Miki Firrera si racconta: il nord, la quarantena, l’amore per la Sicilia

In questo periodo mi sta succedendo una cosa molto strana, dall’inizio della quarantena sono stata più in contatto con gli amici che abitano al nord che non con quelli che abitano qui in paese. Sarà perché la prima “zona rossa” è stata decretata per alcune regioni del nord e quindi mi sono subito preoccupata per chi si trovasse fuori dal paesello, sarà che la vicinanza fa anche un po’ presenza, fatto sta che sono stata in contatto continuo con chi per studio o  per lavoro si trova al nord.

Fra questi ultimi Miki Firrera, 35 anni, un ragazzo, nonché amico, che è andato su già qualche annetto fa. Conosciamo un po’ tutti Miki perché è stato un ragazzo che qui a Casteltermini ha sempre lavorato, districandosi tra lavori e lavoretti più o meno incombenti. Ragazzo solare, sempre col sorriso e sempre con una buona parola da spendere per tutti. Ho trasformato una nostra conversazione via whatsapp in un’intervista, credo l’intervista più spontanea in assoluto che io abbia mai fatto. Dopo qualche giorno dalla nostra conversazione, infatti, gli ho chiesto se avessi potuto “trasformarla” in intervista da pubblicare (lavoro facilitatomi dal fatto che Miki sa scrivere benissimo!). E come poteva rispondermi se non con un meravigliato sì.

Da quando parte del nord Italia è stata dichiarata zona rossa tanti ragazzi hanno preso la decisione di tornare giù al sud. Tu sei uno di quelli che è rimasto su. Perché questa scelta?

Abito a Novara (Piemonte) da 2 anni e 5 mesi. Ricorderò per molto tempo la notte del 7 marzo, quando mi arrivò una notifica sul cellulare di una diretta straordinaria del premier Conte alle 2.30 della notte. Visto l’orario, pensai subito stesse accadendo qualcosa che non andava bene… in quella diretta, oltre alla Lombardia e alle 11 provincie, il Presidente del Consiglio ne aggiunse altre, una fra queste la mia. Quella fu una delle volte in cui una fortissima sensazione di paura ha prevalso immediatamente in me… ho pensato subito ai miei genitori e ad un sacco di cose che mi impedivano di ragionare lucidamente. Decisi di chiamare una delle mie più care amiche, originaria di Casteltermini, che si trovava anche lei in una delle nuove zone rosse. Cominciammo a discutere, a ragionare… non nego che sin da subito avevamo escogitato un piano di fuga, prima che quell’annuncio diventasse ufficiale nella mattinata seguente: cercammo treni,  aerei, stazioni. tutte le possibili soluzioni per andare via. Pensammo pure, una volta arrivati in paese, di isolarci a casa di una sua zia che non abitava più lì, per restare in quarantena, avvisando l’asl, i medici e tutti gli organi di competenza. Ma quella razionalità che avevo perso sul momento cominciava a ritornare e decidemmo di comune accordo che restare sarebbe stata la soluzione più giusta per noi, per i nostri cari e per tutti gli abitanti  del mio paese. Durante tutto questo “viaggio della speranza” potevamo incontrare qualcuno che fosse infetto, in una stazione, in un treno, in un aereo….Non avevamo nessun problema di salute, stavamo bene, ma rischiavamo di essere contagiati e automaticamente contagiare. Posso infine affermare che la responsabilità e il senso civico siano stati i veri motivi per cui ho deciso di restare al nord, nonostante io sia quasi completamente da solo qui.

Come vive la solitudine da quarantena un ragazzo che si trova come te senza famiglia e lontano da casa?

Come vivo la solitudine, bella domanda… Abito da solo, non ho coinquilini, nessuno. Quindi mi sento un po’ come Giovanni Soldini in questo periodo: non ho un’imbarcazione, non sto facendo nessuna traversata, ma sto affrontando questo periodo in completa solitudine Fortunatamente, per carattere, riesco sempre a prendere coscienza di ciò che mi succede e che mi sta accadendo, quindi non la vivo cosi male (ci hanno chiesto di restare a casa, niente di così eclatante o improponibile). Ho tantissimi hobby, uno tra i tanti la musica, quindi scrivo canzoni, suono, registro. Faccio video stupidi sui social, giusto per strappare qualche sorriso. Leggo, guardo film… poi ovviamente devo pur svolgere le varie attività casalinghe, quindi le mie giornate sono sempre molto piene. Ma ciò che veramente mi dà forza e coraggio in questo periodo sono gli amici. Senza di loro non sarebbe così tutto rose e fiori… tante chiamate, soprattutto tante videochiamate che, seppur virtualmente, mi fanno sentire ciò che per adesso manca davvero: il calore umano. Però il mio pensiero è sempre a casa, perché per i genitori la nostra permanenza al nord è davvero un dramma per adesso… una situazione molto, molto triste. Mi sento di rivolgere un pensiero a tutti i genitori che, come i miei, si trovano in questa situazione. E ancora una volta dire:  “ce la faremo” e soprattutto: “rimaniamo distanti oggi per riabbracciarci con più calore domani” cit.:

Parlaci della solidarietà e del far fronte comune contro la pandemia al nord. Chi ti è vicino?

Novara sta reagendo molto positivamente alle restrizioni, al decreto. Ogni giorno il sindaco, tramite delle dirette facebook, informa la cittadinanza su ciò che avviene, sui servizi che vengono messi a disposizione dalle varie associazioni… devo dire che tutti stanno lavorando al meglio per riuscire a contenere e a superare questa situazione di disagio.

Cosa pensi dell’esodo verso il sud, di quelli che sono letteralmente scappati giù senza pensarci due volte come invece hai fatto tu?

Spero di riuscire ad esprimere al meglio ciò che penso sulle persone che sono “scappate” verso il sud. Nella vita, per poter esprimere un giudizio completo, bisogna conoscere a 360° ciò di cui si parla. Personalmente posso provare a comprendere e non a giustificare, perché come avevo detto precedentemente, la paura, o meglio il terrore che si prova quando si è minacciati in prima persona dal virus, ti assicuro che è davvero tanto, e in preda ad esso, riuscire a prendere delle decisioni sensate o ragionevoli non è facile. Le persone che hanno deciso di andar via, cercavano un riparo, un rifugio e tornare a casa dai propri cari: è stata una decisione dettata dall’istinto, seppur pericolosa per tutti. Ripeto, non sto giustificando, sto solo comprendendo un sentimento che ho vissuto in prima persona. Nonostante tutto, devo definire queste azioni estremamente irresponsabili, così come lo sono state le azioni commesse da altre persone che ricoprivano ruoli diversi dall’essere un semplice cittadino. In molte cose ci sta l’errore e lo sbaglio, soprattutto in uno stato di pandemia: evento imprevedibile, inimmaginabile, non facile da risolvere, a cui l’essere umano si è trovato impreparato. Possiamo solo sperare e pregare il buon Dio che tutto vada per il meglio. Affidarci ai nostri medici, ai governatori e a tutte le persone che si stanno adoperando in maniera attiva per risolvere questo cancro.

Un messaggio per la tua Casteltermini e soprattutto per i ragazzi di Casteltermini

Ai miei compaesani voglio rivolgere un pensiero di speranza, di coraggio e di affetto. Perché amo Casteltermini, la Sicilia è la mia terra…”sugnu sicilianu e mi nni vantu picchi’ la terra mia è china china d’incantu”. Mi rivolgo soprattutto ai giovani, consigliando di approfittare di questo periodo, di dedicarsi alla riflessione, dedicarsi a se stessi, pretendere il massimo dalle proprie capacità e sfruttarle al meglio per poter realizzare i propri sogni e lottare per una società volta a migliorarsi sempre.  Concludo dicendo che i mali non vengono solo per nuocere, sono sicuro che ci rialzeremo più forti di prima e che sicuramente questa esperienza ci darà grande forza, perché per la prima volta ci ha fatto sentire più uniti e soprattutto cittadini di uno stesso mondo.

1 thought on “Miki Firrera si racconta: il nord, la quarantena, l’amore per la Sicilia

  1. Cari amici di sikelia ho letto attentamente il racconto del nostro amico Miki, parole non scritte da copione, ma sentiti dal profondo del cuore. Si siamo così noi siciliani amiamo la nostra terra, le nostre abitudini, il nostro modo di fare, il nostro paese stupendo.Ogni giorno faccio le video chiamate con la mia famiglia come mi è consueto fare, informandomi sulla situazione in paese, ringraziando Dio tutto bene, grande reazione del nostro paese per combattere questa pandemia voto 10, complimenti a tutti dal più piccolo al più grande, un Grazie anche a Voi puntuali come sempre nel dare informazioni e del lavoro che fate, un caloroso abbraccio va a tutte le associazioni che svolgono volontariato e tutti coloro che si sono messi in gioco, chiudo citando restiamo a casa, dopo ogni tempesta arriva la quiete. Andrà tutto Bene #io sono rimasto al nord per il bene di tutti

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