Livia, l’amore per la Cina, la quarantena a Milano e la voglia di tornare a casa.

Gli avvenimenti degli ultimi mesi ci hanno portato a guardare aldilà del nostro naso, fino ad arrivare in Cina.
La cultura cinese è una delle più affascinanti, con leggende, storie meravigliose, luoghi magici, natura e divertimento.
Cari lettori di Sikelianews.it conosco la persona che ho intervistato da quando sono nata, perché fa parte della mia famiglia, è per me amica ed è una donna che stimo, capace di attraversare la Cina, Livia Micciché.
In un modo tutt’altro che convenzionale la incontreremo.

Ciao Livia, i tuoi sogni e i tuoi studi ti hanno portata prima a studiare a Milano, per poi passare alla Cina.
Tempo fa durante i tuoi studi sei andata in Cina. Ti sei sentita accolta e a tuo agio?
Paese diverso usanze diverse. Quali sono le differenze e le cose che hai trovato in comune con l’Italia? Raccontaci un po’ del tuo vivere lì.
Da quando ho iniziato a studiare cinese all’università ho iniziato a vedere il mondo da una prospettiva diversa.
La cultura cinese, così come la lingua, sono diverse dalla nostra e non per questo peggiore o migliore.
All’inizio è sempre uno shock confrontarsi con il diverso, ma poi ti accorgi che ti arricchisce! Quando sono stata in Cina per frequentare un corso di lingua intensivo ho avuto modo di constatare che nonostante le apparenti differenze: Tutto il mondo è paese!
In particolare sono state formative altre due esperienze lavorative con il “mondo sinico”:Expo 2015 e l’attività di tutor per il progetto Marco Polo.
Lavorare fianco a fianco a colleghi e capi cinesi (che molto spesso parlavano soltanto cinese) mi ha messo alla prova e il dover insegnare ai ragazzi l’italiano è stato molto formativo.
In sintesi mi sono “plasmata” e ho dovuto mettere da parte tutti i preconcetti ed immedesimarmi con chi avevo davanti.

11 febbraio 2020 Milano. Cosa è per te?
L’11 febbraio 2020 è una data importante per me perché ha segnato la fine del mio percorso di studi magistrale!

C’era un vago sentore a Milano del Coronavirus?
In realtà ancora non c’era nessuna percezione di quello che sarebbe successo da lì a pochi giorni.
Si pensava che fosse solamente un “problema cinese” e che non sarebbe arrivato in Italia (o in Europa) tanto facilmente, tanto che ho potuto festeggiare tranquillamente la mia laurea senza nessun tipo di restrizione.

I media parlavano di discriminazioni verso i cinesi. A Milano come si comportava la gente nei confronti dei cinesi?
La gente quando ha paura risponde sempre nello stesso modo: prendendo le distanze e criticando il diverso, e quasi sempre nel razzismo.
Purtroppo anche una parte di persone che vivono a Milano non è stata da meno, ma l’altra metà ha dato prova d’essere all’altezza della situazione e non si è lasciata intimidire dalle illazioni.
Inoltre penso che in momenti come questo la solidarietà sociale sia fondamentale.

A tal proposito, Tu e tua sorella siete rimaste su a Milano, avete avuto modo di percepire anche voi la solidarietà? E soprattutto come vivete la vita in quarantena?
Io e mia sorella siamo rimaste a Milano perché era la cosa GIUSTA da fare.
Avremmo voluto riabbracciare la nostra famiglia per Pasqua, ma pensare di poter mettere a rischio la nostra salute e quella dei nostri cari ci ha fatto riflettere molto e ci ha fatto prendere questa decisione, seppur dolorosa.
All’inizio non avevamo percepito la gravità della situazione e un po’ come tutti ci scherzavamo su’. Per quanto riguarda la solidarietà qui a Milano ci sono diverse iniziative per la popolazione più a rischio come la spesa o la consegna di farmaci a domicilio.

Noi vi ringraziamo per questo! Ma adesso come vanno le cose lì?
In realtà io e mia sorella Marzia siamo rimaste a casa fin dalle prime avvisaglie, che risalgono alla fine di febbraio.
La quarantena è lunga e pesante per tutti, ma cerchiamo di non farci scoraggiare.
Stiamo trascorrendo questo giorni leggendo, guardando serie tv e cucinando!
Non uscendo di casa non abbiamo una percezione effettiva di come stia andando, ma posso dirti che dalla finestra si vedono poche persone in giro rispetto all’inizio, solo chi porta i cani a spasso o chi torna con le buste della spesa e tutti sempre con guanti e mascherina.

Vorresti concludere questa breve intervista con un tuo messaggio?
La Cina è un posto magico, mi ha accolto a braccia aperte e per questo avrà sempre un posto speciale nel mio cuore!
Quando questo brutto periodo sarà finito non vedo l’ora di tornare lì, perché ormai in me convivono due anime: quella occidentale e quella orientale.

 

Grazie mille Dott.ssa Micciché presto verrai a festeggiare con noi il tuo ulteriore traguardo!

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