CONTRO CHI SOTTERRA LA COSCIENZA NEL CEMENTO! (di Federica Vattano)




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[/dropcap]Casteltermini 24/05/2018 (SikeliaNews) – Ieri per Palermo, ormai la mia città, è stata la giornata del ricordo della strage di Capaci.

Il capoluogo siciliano si è fermato, non solo per quell’uomo, ma per tutte quelle vittime di mafia, il cui sangue ancora oggi bagna la nostra terra.

Mentre ero per strada pensavo all’enorme fortuna che avessi nel camminare in una città adesso vivibile, una città e una terra che ha la volontà e la forza di cambiare.

Pensavo a tutti quei giovani come me che non hanno vissuto quegli anni, al ricordo che ci lega a determinate date, come quella di ieri, all’esempio e ai valori di chi ha perso la vita per la legalità, di chi ha lottato contro la malavita organizzata, per questa strana parola “legalità” che dovrebbe essere “la normalità”, ma di fatto non lo è.

Ieri riecheggiavano nella mia mente le parole della vedova Schifani, del ricordo di un figlio che non ha mai conosciuto suo padre, a quanto schifo mi facesse ancora una volta la parola mafia e chi ne facesse parte.

Ieri, e ogni giorno, dovrebbe essere “la festa degli onesti”, il giorno dove non bisogna mai piegare la testa.

Non ci sono sentimenti d’odio, ma di rabbia e soprattutto mi chiedo perché una terra bella come la nostra debba essere etichettata con la parola “MAFIA”.

Noi siciliani siamo molto di più di ciò che si pensi e abbiamo in consegna un patrimonio dal valore inestimabile: la memoria, i valori e i principi di chi ha solcato prima di noi questa terra e lo ha fatto credendo in tutto ciò che faceva giorno dopo giorno, anche contro mille difficoltà.

La Sicilia è la mia terra e mi sta cuore, e non per forza si deve lottare contro la mafia con gesti estremi, ma lo si può fare vivendo ogni giorno da uomini e donne oneste, da persone che hanno dentro di sé valori di uguaglianza, educazione, rispetto, ma soprattutto senza quell’omertà e quell’atteggiamento filo-mafioso che tanto ci fanno essere conosciuti in giro per il mondo.

Come si può commemorare una vittima di mafia?

Semplice, ma non semplicissimo, lo si può fare seguendo il suo esempio, senza mai voltarsi dall’altra parte, senza calpestare nessuno per i propri interessi.

Io non ci sto e spero che giovani e non seguano il loro esempio, il modello di chi non ha sotterrato la coscienza nel cemento, di chi ha avuto coraggio e dedizione nel proprio lavoro e amore per il proprio Paese.

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