‘U Pircanti supra a truvatura.





Leggendo un bell’articolo di Michele Ardilio sulle bellezze naturali del nostro comune, pubblicato su casteltermini24, mi sono imbattuto in una serie di foto che riguardavano la zona di Lupo Nero.

A rafforzare la bellezza delle immagini l’autore scriveva: “Abbiamo un tesoro nascosto”
Forse per la vicinanza con l’estate e i suoi colori, gli stessi colori del mio ricordo, o forse per la forza evocativa di quel titolo, mi è venuto in mente un episodio di tantissimi anni fa, avvenuto proprio in quel luogo, nelle vicinanze dell’abbeveratoio.

Da ragazzino mi divertivo ad accompagnare papà quando andava a fare scorta di acqua a lupo nero, allora non si usava bere l’acqua dalle bottiglie di plastica.

Uno di quei giorni, mentre mio padre riempiva i bidoni, mi trovai a guardare il meraviglioso panorama che va dal monte Cammarata fino all’Etna. Ero proprio rapito da quello spettacolo, immobile ed incantato tanto da non notare un pastore che guardandomi mi disse: “attia carusu chi vò rubari lu posto a lu Pircanti”? Nella mia mente tradussi così “ Ragazzino vuoi prendere il posto del Pircanti ?”. Pircanti? che sarà mai ? Il pastore era molto anziano e aveva uno sguardo serio, quasi severo, non ebbi il coraggio di chiedere spiegazioni, abbozzai un mezzo sorriso e corsi via.

Continuai a chiedermi per diversi anni cosa fosse quel “Pircanti” e cosa voleva dirmi il pastore.
Lo capii solo dopo molto tempo, appassionandomi alla storia patria e alle leggende popolari.
Il Pircante lo si trova nelle leggende Plutoniche, cosi chiamate perché Plutone, nella mitologia greca, era il sovrano del mondo sotterraneo e di quanto in esso contenuto e le leggende Plutoniche narrano di tesori nascosti nel sottosuolo o in caverne sotterranee.
All’entrata di questi meandri favolosi, dove si nascondevano le “Trovature”, si trovavano i Pircanti specie di esseri incantati che da secoli stavano a guardia della trovatura pronti a scoraggiare i tentativi di “spegnare” la trovatura e portare via il tesoro.
Potevano avere sembianze di gnomi, animali fantastici o altro, ed erano astuti e pronti a mettere in atto diversi artifizi pur di scoraggiare anche il più astuto cercatore di tesori.
Tutto questo lo ho appreso leggendo diversi testi riguardanti le tradizioni popolari, in particolare quelli del prof. Santi Correnti, docente all’università di Catania e vera autorità in materia.
Ma come faceva a sapere tutte queste cose il nostro pastore ?

Semplice, senza saperlo mi trovavo nella zona di una famosa, all’epoca, trovatura.
Si narrava in paese che in quella valle vi era una apertura nella roccia che portava in un antro sotterraneo. A guardia di questa grotta stavano due maestosi caproni di pietra, all’apparenza incantati, immobili ma appena il visitatore avrebbe accennato a varcare la soglia si sarebbero risvegliati dal sonno secolare e avrebbero cominciato a scontrarsi per le corna, caricando uno contro l’ altro con forza e fragore disumano, rendendo impossibile o altamente arduo l’accesso alla grotta del tesoro. L’ unico rimedio era batterli sul tempo, a quel punto si sarebbe “spegnata”, “sbancata” la trovatura” , si sarebbe riattivato l’incantesimo e i caproni sarebbero tornati al loro secolare oblio, permettendo così al temerario cercatore di tesori di appropriarsi di un ingente bottino.

Il fondamento storico di queste leggende, una vera e propria miriade, risiede nella paura conseguente all’arrivo dei primi musulmani in Sicilia, i Siciliani presero l’ abitudine di occultare i loro piccoli gruzzoli, o la parte scampata alla rapacità fiscale dei bizantini, nel sottosuolo.
Se la “Trovatura” esiste veramente non lo so… ma dato che in paese non si ha notizia di arricchimenti improvvisi, un’occhiata in quella valle la darei. Se non altro per guadagnare uno spettacolo meraviglioso e per sognare ad occhi aperti che ancora questo paese può rivivere senza dimenticare le sue tradizioni più belle.

(Già pubblicato in www.casteltermini24.it il 14 07 2012)



1 thought on “‘U Pircanti supra a truvatura.

  1. Buona sera, qualche giorno fa Silvana Restivo aveva messo un racconto come quello di cui sopra. E devo dire che da mie conoscenze e da racconti di persone anziane, la grotta sopra indicata si trova (va) in località “pizzu, e non a lupu nivuru”.

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