#seseialcocoasivede

I colori della nostra Terra Casteltermini e dintorni (una rubrica “rubata” a Pina Reina e Silvana Restivo): Sambucus nigra L. – Sambuco nero, Sambuco comune, in dialetto Savucu. Famiglia Adoxaceae.

Michele Rondelli 10 giugno 2018 0
I colori della nostra Terra Casteltermini e dintorni (una rubrica “rubata” a Pina Reina e Silvana Restivo): Sambucus nigra L. – Sambuco nero, Sambuco comune, in dialetto Savucu. Famiglia Adoxaceae.








Il Sambuco è una pianta magica e Sikelia aveva chiesto a Pina e Silvana di inserirla nel loro  “I colori della nostra Terra Casteltermini e dintorni”… ci hanno accontentati! per questo le ringraziamo! quindi a Casteltermini il legno della più famosa e potente bacchetta di Harry Potter!

Grazie per questa  pagina che nasce dalla passione per la fotografia di Silvana Restivo e  dalla padronanza della flora del nostro territorio di Pina Reina.

Grazie per collaborazione e per la gentilezza! Possiamo così scoprire un aspetto interessantissimo del nostro territorio: le piante spontanee.

Per quanti amano la natura e sono curiosi possono iscriversi a “I colori della nostra Terra Casteltermini e dintorni” da questo link:

I colori della nostra terra Casteltermini e dintorni

Sambucus nigra L. – Sambuco nero, Sambuco comune, in dialetto Savucu. Famiglia Adoxaceae.
Arbusto legnoso e perenne che può anche crescere come albero, molto diffuso in Italia soprattutto negli ambienti ruderali, lungo i muri, boschi umidi, e rive di corsi d’acqua.
Fioritura aprile-giugno.
Pianta officinale
Il sambuco nero è ricco di vitamine e minerali ed ha proprietà antiossidante, antinfiammatorio, antinfluenzale, rafforza le difese immunitarie, diaforetico (aumenta la sudorazione), benefico per le vie respiratorie, migliora la circolazione sanguigna, antidolorifico. Esistono dei veri e propri integratori che sfruttano le proprietà del sambuco da sole o in sinergia con altre piante.
Le parti commestibili sono i fiori e i frutti ben maturi, che possono essere utilizzati in vari modi.
I fiori freschi vengono usati in frittate, dolci e macedonie mentre essiccati possono essere usati per aromatizzare bevande alcoliche, amari, vino e aceto.
I frutti invece vengono principalmente utilizzati per preparare marmellate e sciroppi ma anche fritti in pastella.
Ad esclusione delle parti commestibili, tutto il resto della pianta è velenoso semi compresi.
La pianta viene utilizzata anche a scopo ornamentale, mentre dal tronco si ricava un legno duro e compatto, utilizzato come combustibile e per lavori al tornio, il legno dei giovani rami è tenero e fragile e si usava per fare strumenti musicali avendo la cavità interna riempita da una sostanza a consistenza spugnosa.
Le bacche e il loro succo, fresco o fermentato, sono usati per produrre inchiostri che, a seconda della specie, delle condizioni della pianta e della ricetta, possono apparire blu, blu/nero, marrone, lilla o rosso.
Al Sambuco venivano attribuite anche proprietà magiche, capaci di proteggere dagli spiriti maligni. Infatti, un arbusto di Sambuco non doveva mai essere tagliato con cattiveria o la sua legna bruciata, per evitare che si sprigionassero le forze maligne assorbite dalla pianta. Era considerato propiziatorio per gli sposi e le donne incinte.
Si tratta di una pianta dal duplice simbolismo: nella tradizione cristiana veniva usato nei riti funerari, come viatico per il viaggio verso l’aldilà; nella tradizione pagana la si riteneva protettrice della casa e del bestiame.
Si riteneva che questa pianta proteggesse anche dal morso dei serpenti e che il suono di un flauto, ricavato da un ramo di Sambuco, potesse vanificare sortilegi.
Attenzione: le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, declino pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Bacchetta di Sambuco

La Bacchetta di Sambuco è la bacchetta più potente del mondo magico; è caratterizzata da una colorazione legnosa non troppo scura con tratti di sfumature chiare, presenta una base semiconica e sei bulbi lungo la superficie dei quali ciascuno tende ad assottigliarsi man mano che si va verso l’altra estremità della bacchetta; sono, inoltre, presenti dei piccoli pori di dimensioni irregolari lungo tutta la bacchetta e, dopo la base semiconica e i primi due bulbi è possibile osservare delle trascrizioni misteriose simili a rune che, molto probabilmente stanno a significare “Si può ingannare la Morte una volta sola”. In origine, secondo la fiaba, fu donata dalla Morte al maggiore dei tre fratelli protagonisti, identificato come Antioch Peverell. La Bacchetta di Sambuco, come dice il nome, è costituita da legno di sambuco, solitamente poco usato dai fabbricanti di bacchette per via delle sue scarse qualità, e ha come nucleo magico un crine della coda di un Thestral, sostanza estremamente potente e complessa dal punto di vista magico. Nei secoli successivi appartenne a molti maghi e tutti la ottennero uccidendo il proprietario precedente (fatto che portò l’opinione comune a credere che per impadronirsene non fosse sufficiente disarmare il proprietario ma si dovesse necessariamente assassinarlo), finché non arrivò al fabbricante di bacchette Gregorovich e poi a Gellert Grindelwald, infine ad Albus Silente (che nel 1945 sconfisse Grindelwald).

 

Lascia un commento »