Comunicare è “ti dono un pezzo di me” (di Federica Vattano)




[dropcap]



[/dropcap]La prima cosa che facciamo venendo al mondo, a partire dal pianto[1], è imparare a comunicare, non solo con le parole, ma anche con i gesti, le espressioni del volto e la gestualità del corpo.

Comunicare vuol dire “mettere in comune qualcosa di nostro a favore dell’altro” e penso sia un dono meraviglioso, per la crescita di entrambi.

Ma la cosa assurda è che più cresciamo, più comprendiamo e più cerchiamo di parlare, che rendiamo il comunicare sempre più difficile e non riusciamo ad esplicitare ciò che realmente vogliamo e pensiamo, per paura di compromettere un rapporto, una relazione, per paura di dimostrarci come realmente siamo.

Ci limitiamo, per non oltrepassare un limite che idealmente abbiamo messo, per non valicare quei paletti della “giusta distanza”, la prossimità con il nostro interlocutore.

Abbiamo dimenticato l’importanza delle parole legate alla coerenza delle azioni, perché è molto più semplice impersonare qualcuno che essere se stessi.

Quando si è bambini ogni comunicazione, ogni gesto è più semplice.

Legare con gli altri è più facile, basta uno sguardo e si può tranquillamente giocare insieme.

Crescendo tutto cambia, le persone cambiano così tutto diventa più complesso.

Da adulti smettiamo di comunicare direttamente, smettiamo di guardarci, perché è molto più semplice mandare un messaggio o passare una serata intera davanti lo schermo del pc o del cellulare (siamo tutti eroi e belle persone lì dietro).

La tecnologia ha compromesso il rapporto fatto di carne e ossa, gli sguardi, la semplicità che si cela dietro ad un sorriso, la sonorità di una risata.

La nuova tecnologia ha compromesso la nostra comunicazione, e purtroppo siamo come assopiti e spettatori passivi della nostra vita.

Non comunicando lasciamo ciò che vogliamo dire dentro di noi, senza donarlo al mondo.

Comunicare è “ti dono un pezzo di me”, fanne buon uso.

[1] Il pianto alla nascita (e poi per tutti i mesi successivi fino a quando il bambino saprà parlare) è il solo modo che questi piccolini hanno per comunicare con il mondo, per richiamare l’attenzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *