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Sikelia: considerazioni a margine della Festa (2019)

Redazione SikeliaNews 10 Giugno 2019 0
Sikelia: considerazioni a margine della Festa (2019)

Anche se “riscaldata” a noi di Sikelia la minestra è piaciuta molto! Questa festa di Santa Croce 2019, quella che abbiamo sempre chiamato semplicemente “La Festa”, ci ha però insegnato tante cose: la più banale e fastidiosa è che l’onestà non paga, anzi viene ferocemente criticata. Noi di SikeliaNews con il nostro servizio volontario non ci guadagniamo niente, anzi ci perdiamo tempo e denaro e spesso anche la pazienza. Non scriveremo mai informazioni temerarie, informazioni delle quali non abbiamo la certezza, preferiamo di gran lunga pubblicare comunicati e documenti ufficiali, anche quando siamo sicuri della notizia, anche quando sono i diretti interessati a comunicarcela. Perdiamo qualche apertura ma non perdiamo la dignità. Già l’anno scorso giravano notizie grossolane sulla festa, immancabilmente riprese quest’anno con gli stessi identici errori, anzi in alcuni casi raccontati con ancora più enfasi denigratoria. Qualcuno pensa forse di arricchirsi scrivendo panzane? (si scrive “panzana” si legge…).

Noi di Sikelia amiamo il nostro paese, amiamo la nostra Festa, che solo noi, noi Castelterminesi, siamo in grado di apprezzare fino in fondo. Amiamo la verità, anche quella degli altri, anche quella che non ci piace e non ci appartiene, ma odiamo le bugie. Odiamo chi sta facendo passare la Festa di Santa Croce come l’unico caso di manifestazione collettiva dove si verificano delle risse, ma negli altri casi, citiamo testualmente, si dice che «l’immensa “fede” dei fedeli porta ad esacerbare gli animi», nel nostro caso veniamo indicati come i gladiatori di ogni arena.

Non ci sono state «liti e aggressioni fra i vari “ceti”», anzi ci permettiamo di dire che mai tra i ceti c’è stata tanta concordia, dire che ci sono state «liti e aggressioni fra i vari “ceti”» è un’affermazione fuorviante e imprecisa. Non c’è stato nessun morto per essere stato sbalzato dalla sella. Lo zio Ciccio Ballone è morto in altre circostanze che, paradossalmente vengono riportate dallo stesso articolo: «Un cavallo imbizzarrito aveva infatti creato il caos provocando poi l’incidente all’anziano». Ad una lettura superficiale sembrano due morti diversi. Ne basta uno, molti di noi ancora piangono la perdita di un uomo gentile, amante della festa, apprezzato artigiano. Il dolore che proviamo lo abbiamo fatto filtrare attraverso le parole del figlio Gabriele, intervistato da Rita Bellanca: «Mio padre, purtroppo, è scomparso lo scorso anno, ma fino all’ultimo ho cercato di apprendere quante più cose possibili da lui, il migliore!». Non aggiungiamo al danno irreparabile subito dalla famiglia e da tutta la comunità castelterminese la beffa della superficialità.

Il nostro non è un tentativo di auto-assoluzione, il danno la festa lo ha subito e a farlo siamo stati noi castelterminesi, non cerchiamo di nasconderlo e non cerchiamo facili quanto improbabili dietrologie. Tutto parte da noi e tutto deve essere risolto da noi, ognuno deve fare la sua parte. La festa, in qualità di fenomeno antropologico in evoluzione, è cambiata, si è accresciuta. Noi forse non siamo riusciti a crescere con essa, i fatti di questi giorni ci hanno messo davanti ad un gap da colmare. Lo faremo già dall’anno prossimo, cercheremo nuove sinergie e ancora più accordo, ne sono sicuro. Non siamo così stupidi da rinunciare alla Festa più bella del mondo.

Viva Santa Cruci!

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