Rimborsi WIND, TRE, VODAFONE e FASTWEB il punto di Michele Bellanca

E’  notizia di questi giorni, che i gestori telefonici  WIND, TRE, VODAFONE e FASTWEB, dovranno rimborsare i propri clienti, per aver fatto pagare il costo della fattura, con cadenza a 28 giorni anziché a 30. Tutto ciò, per il lasso di tempo che va dal 23 giugno 2017 al 5 aprile 2018.

In questo modo, di fatto, il cliente nell’anno solare, non pagava al gestore le classiche 12 mensilità  ma bensì 13.

All’epoca dei fatti, si sono immediatamente mobiliate le varie associazioni dei consumatori, che a sua volta, hanno sollecitato l’AUTHORITY preposta ad intervenire.

Dopo le resistenze dei gestori telefonici, a cui seguirono i ricorsi delle compagnie, compresa TIM, prima al TAR e successivamente al Consiglio di Stato, finalmente il 4 luglio c.a.,  con la pronuncia definitiva del Consiglio di Stato, i consumatori hanno avuto data ragione ( si aspetta ancora la pronuncia su TIM, ma si presume che l’orientamento del CdS rimanga lo stesso ).

Ma malgrado il responso sia stato chiaro ed inequivocabile, le compagnie, come ultima ratio, invece di rimborsare il maltolto in modo automatico, come stabilito dall’autorità preposta, propongono agli utenti dei rimborsi compensativi, offrendo loro, svariati bonus su servizi e offerte.

Da  poco inoltre, sul sito di Vodafone, compare un modulo che il cliente della società dovrebbe compilare, non per chiedere il rimborso spettante, che da quanto si evince dovrebbe essere in automatico, ma per  autorizzare la compagnia telefonica ad essere ricontattati.

FEDERCONSUMATORI, per mettere finalmente la parola fine a questa incresciosa vicenda, è immediatamente intervenuta su scala nazionale, ricordando a Vodafone quali sono i propri doveri nei confronti dei clienti a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato ed ha minacciato la compagnia telefonica, in caso di non ottemperanza, di inoltrare formale denuncia alle autorità competenti.

Aspettiamo fiduciosi, come consumatori utenti, che chi di dovere, metta la parola fine a questa vicenda, imponendo alle compagnie telefoniche di erogare in tempi brevi i rimborsi.

Michele Bellanca

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