NOI CHE… “CI VEDIAMO PER L’APERITIVO”

Chi lo avrebbe mai detto? Chi lo avrebbe mai detto che saremmo stati costretti a rinunciare tutti, nessuno escluso, al nostro “sacro rito” del sabato pomeriggio! Nei giorni scorsi il trambusto, le notizie che si rincorrevano una dopo l’altra, i comunicati ufficiali, i tg speciali, i comunicati del presidente Conte a reti unificate ci hanno trasportati in un non so che di surreale, di apocalittico, di disastroso. Non ho avuto il tempo di metabolizzare quanto stia accadendo, ma ieri sera, ieri sera alle 18:30, esco fuori per far fare i bisogni a Ricky e mi ritrovo in una Piazza Duomo da Armaggeddon, anche i piccoli passettini di Ricky rimbombavano nel silenzio assoluto. Il vuoto, la desolazione, la visione della Piazza e dei due grandi corsi completamente vuoti ha provocato in me una sensazione di angoscia mista a ricordi.

Molti di voi ora diranno le solite frasi trite e ritrite: “Vabbè ma a Casteltermini non è che ci sia tutta sta gran movida, Casteltermini è un paese morto, Casteltermini non offre nulla, Casteltermini – Coronavirus o non Coronavirus – è sempre quella”. NO! Non è sempre quella: le strade, i monumenti, le case sono sempre quelle. Ma la gente ora sta forzatamente a casa… niente è più lo stesso!

E dire che io sono sempre un po’ presa in giro dagli amici perché sono la più restìa ad uscire, ma l’aperitivo ormai è diventato un must anche per un piccolo paese come Casteltermini, un paese che offre ben pochi luoghi in cui ritrovarsi. La gente si incontra lì, “a farsi l’aperitivo”, nei nostri bar/pub in cui siamo accolti come “soci onorari” della ditta. Ci scherziamo sempre su questo fatto, dicendo: “Noi siamo azionisti”, ma è veramente così. Certo, non ne raccogliamo i proventi, anzi, sborsiamo.

Volete mettere uscire e sentirsi come a casa propria, poter parlare di tutto, ridere, scherzare senza che alcuno si offenda, sentirci coccolati dal fatto che ormai i barman sanno già cosa prepararci prima che noi proferiamo parola? Ma le cose non si apprezzano sin quando non si perdono.

E così ieri sera, 14 marzo 2020, Casteltermini si è ritrovata silenziosa, deserta, timorosa. E sì, mi siete mancati, tutti… nessuno escluso! Mi è mancato arrivare, entrare ed essere accolta con “arrivà, ora un ti mittiri a piciniu!”, “zittimmuni tutti ca sinnò pua idda scrivi nni Sikelia!” e, sempre, immancabilmente, “u bicchiri di Rita è pagatu!”. Perché “u bicchiri l’ha pagatu” è la frase che più ricorre qui a Casteltermini. Perché quei 3€ per l’amico o per il semplice conoscente te li ritrovi sempre, anche a costo che la tua serata finisca proprio lì, in quel momento, perché il portafogli rimane vuoto.

Sì, succede anche questo a Casteltermini, il paese morto, dove non c’è movida, il paese che non offre nulla… ma che ti offre il CUORE!

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