MERITIAMO L’ESTINZIONE?

Molti di voi hanno sentito parlare, visto tramite social o i tg, degli ultimi avvenimenti avvenuti in India dove una giovane elefantessa è stata vittima, insieme al piccolo che portava ancora in grembo, della crudeltà umana.

“La gente spesso parla di crudeltà “bestiale” dell’uomo, ma questo è terribilmente ingiusto e offensivo per le bestie: un animale non potrebbe mai essere crudele quanto un uomo, crudele in maniera così artistica e creativa.”

Ho voluto prendere una frase di Fëdor Michajlovič Dostoevskij perché esprime in pieno il mio pensiero.

Si parla di bestialità dell’uomo, le azioni dell’uomo sono becere, crudeli, insensate e maligne.

Gli animali agiscono secondo istinto, noi invece possediamo un elemento in più che ci rende più evoluti, o almeno dovrebbe farlo, ed è la ragione.

L’Umanità continua a fare enormi danni alla collettività, ma prima di tutto a sé stessa e all’ambiente circostante.

Siamo vittime di noi stessi e delle nostre azioni.

Dispensiamo violenza, aggressività.

Molto spesso preferisco gli animali, la loro dolcezza, la loro ingenuità, perché sono sicura che non mi faranno volutamente del male.

Meritiamo l’estinzione per le nostre scelte malsane e sciocche, perché volutamente creiamo cose orribili e soprattutto perché facciamo cose crudeli.

Siamo capaci di distruggere e distruggerci, senza guardare in faccia nessuno.

Facciamo più danno dei bambini che compiono i primi passi.

“Urtiamo” il mondo e non chiediamo scusa, continuiamo a fare ciò che ci va, perché ci sentiamo onnipotenti.

Speravo che questa pandemia ci potesse cambiare in meglio, ma ahimè non è così.

Ho sognato che l’uomo potesse fare del bene e cooperare per il benessere, ma ho capito, per l’ennesima volta, che non è cambiato nulla: gli uomini continueranno ad odiarsi con o senza ragione distruggeranno, uccideranno e deprederanno tutto quello che vorranno.

Uomo: come fai sbagli!

Sbagli con i tuoi simili, con il mondo e soprattutto sbagli a prendere di mira creature che non hanno nessuna colpa, ma solo la sfortuna di averti incontrato.

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