L’AVVOCATO PIETRO ALFANO CI DELUCIDA IN MERITO ALLE DISPOSIZIONI GOVERNATIVE

In questi giorni di isolamento forzato l’unico contatto umano non virtuale che abbiamo è quello dei nostri vicini di casa, doverosamente a distanza, precisiamo. Il tam tam dai balconi è tornato prepotentemente alla ribalta da quando il decreto governativo in merito al COVID-19 #iorestoacasa del 11 marzo ci ha costretti a rimanere relegati all’interno delle nostre case. E proprio da un tam tam di questi è partita una lunga discussione col mio vicino di casa avvocato, Pietro Alfano.

Ditemi chi di voi, in queste estenuanti giornate di comunicati e appelli, non ha chiesto informazioni in merito alle disposizioni emanate. Io continuamente. Ieri nelle mie brame fameliche di notizie è incappato Pietro che, pazientemente e con la pacatezza che lo contraddistingue, mi fornisce sempre informazioni legali preziose. E non è l’unico a farlo, avendo un buon numero di amici avvocati. Ma lui è il più prossimo e quindi la mia vittima predestinata. Nel bel mezzo della discussione gli chiedo così, all’improvviso, di evidenziare le domande che gli vengono poste più frequentemente e che più frequentemente vede scorrere sui social, metterle per iscritto e inviarmele con le sue risposte chiarificatrici in modo da pubblicarle. Mi guarda stranito (Pietro è molto riservato) e mi dice: “Certo, è un sevizio per la comunità di Casteltermini che elargisco con piacere”. E spero che la sua collaborazione con Sikelia diventi costante, lo spero proprio.

Sono le 17:00 circa, alle 20:00 ho già in mail il suo elaborato.

E non mi stancherò mai di ricordare che Casteltermini ha dei ragazzi meritevoli, nonché professionisti preparatissimi, che in silenzio e in maniera disinteressata, danno il loro contributo a tutta la comunità. È bene ricordarlo sempre questo. La parola, anzi, lo scritto, passa ora all’avvocato Pietro Alfano.

Preliminarmente vorrei sottolineare l’importanza delle misure adottate per il contenimento del contagio da COVID19 e, a tal proposito, mi appello al buon senso e all’esigenza di scongiurare un serio pericolo anche per la nostra piccola comunità. Cercherò di rispondere ad alcune delle domande che circolano principalmente sui social, esortandovi a controllare attentamente la fonte dei contenuti che condividete in rete. Vi è molta disinformazione! Vediamo di fare quindi chiarezza nel modo più semplice possibile.

Nel giro di pochi giorni sono stati pubblicati due diversi decreti dal Presidente del Consiglio:

il primo aveva ad oggetto il contenimento del contagio nelle regioni maggiormente colpite dal virus;

il secondo (11 marzo 2020) ha esteso la portata delle misure restrittive a tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto previsto all’art. 2, comma 2 del D.P.C.M. del 11 marzo scorso: “dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti, ove incompatibili con le disposizioni del presente decreto ,le misure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020”.

Mi preme ricordare che le mie sono semplici riflessioni che dovranno essere interpretate sempre in conformità alle direttive impartite dagli organi che gestiscono l’emergenza.

Quali sono le ipotesi che ci consentono di uscire dalle nostre abitazioni?

 Attualmente, possiamo uscire nei seguenti casi:

a) ragioni legate a comprovate esigenze lavorative (ad esempio, trasferimenti per recarsi a lavoro e per fare ritorno a casa, svolgimento dell’attività lavorativa se questa non rientra nei casi di temporanea sospensione);

b) motivi di salute (con esclusione delle ipotesi legate ad un potenziale contagio, poiché bisogna contattare il 112 e seguire un diverso protocollo);

c) rientro presso il domicilio, abitazione o residenza;

d) situazioni di necessità.

Quest’ultima ipotesi deve essere interpretata facendo riferimento a tutte quelle attività che non possono essere interrotte per ragioni oggettive (fare la spesa, andare in farmacia, andare al panificio). Naturalmente, il buon senso impone di organizzare tali uscite in modo razionale.

Come ormai noto, le ragioni dello spostamento devono essere inserite nell’apposito modello di dichiarazione da esibire in caso di controllo da parte dei Carabinieri, della Polizia Locale o degli altri organi preposti ai controlli.

Quali sono le conseguenze legate al mancato rispetto delle limitazioni imposte?

In questi giorni, circola su Whatsapp un messaggio vocale che si riferisce alla possibile violazione dell’art. 650 c.p. Ho avuto modo di ascoltarlo e vi invito a leggere questi semplici chiarimenti.

L’art. 650 c.p. disciplina e sanzione il reato di “Inosservanza dei provvedimenti delle Autorità”, che prevede o l’applicazione di una pena detentiva “arresto fino a tre mesi” o una pena pecunaria, sempre di natura penale, ossia “l’ammenda fino a € 206”. Tra l’altro, la fattispecie prevista, e punita dall’art. 650 c.p., si riferisce solo alle condotte che non integrano un reato più grave.

In primo luogo, occorre chiarire che il termine ammenda non corrisponde a sanzione amministrativa,  ma ad una sanzione penale a carattere pecuniario.

Ne consegue che, in caso di contestazione del reato di cui all’art. 650 c.p., a seguito di controllo delle forze dell’ordine, il trasgressore sarà denunciato e la potenziale sanzione verrà applicata all’esito di un procedimento. La confusione nata sulla natura dell’art. 650 c.p. riguarda il termine contravvenzione, che in realtà corrisponde alla tipologia di reati (in genere di minore allarme sociale) che si distingue dai delitti.

Quindi, l’inosservanza delle misure adottate per contenere i contagi, porta a delle serie conseguenze.

Ed inoltre, qualora il nostro comportamento fosse pericoloso per la salute pubblica (ad esempio per il rischio di diffondere il contagio), si parla di reati quali il delitto di epidemia colposa (artt. 438 e 452 c.p.).

Le ipotesi richiamate per sommi capi servono a responsabilizzarci ed informarci sulle conseguenze delle nostre azioni e non a creare ulteriori sterili allarmismi.

Cosa succede se dichiaro il falso nei moduli da consegnare in caso di controllo?

Le dichiarazioni rese nei moduli da esibire in caso di controllo, per la loro importanza, sono soggette alle sanzioni previste dal D.P.R. 445 del 2000. Ciò significa che, in caso di dichiarazione mendaci, il trasgressore sarà punito ai sensi dell’art. 76 del suddetto decreto e sulla base dell’art. 495 c.p.

Anche in questo caso, non bisogna trascurare le conseguenze delle nostre azioni, trattandosi di condotte punibili con sanzioni penali (come ad esempio per l’art. 495 c.p. in cui la pena è della reclusione da uno a sei anni).

Vi invito, pertanto,  a compilare con la massima attenzione i moduli di dichiarazione e a non esitare a richiedere chiarimenti prima di inserire i dati.

Andiamo alla domanda più discussa:

Posso uscire per fare attività sportiva?

Secondo l’art. 1 comma 3 del D.P.C.M. 9 marzo 2020: “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”. Si tratta di un principio semplice, ma che ha destato diverse perplessità. Ancora una volta vi invito al buon senso!

Possiamo uscire e fare una passeggiata o andare a correre, possibilmente in aree isolate, da soli o con altri nel rispetto delle distanze indicate. Trattandosi di un’attività consentita, il mero rispetto delle prescrizioni imposte scongiura qualsiasi ipotesi di sanzione e non richiede la compilazione della dichiarazione che, tra l’altro, abbraccia tutt’altre ipotesi.

Naturalmente, la mancanza di ulteriori chiarimenti in merito, sta creando qualche problema, ma dobbiamo sempre tener conto dell’esigenza alla base delle misure adottate.

Cerchiamo di essere prudenti e di non generare condizioni tali da consentire l’aumento idel rischio di contagio collettivo.

Spero di essere stato utile in un momento di estrema difficoltà.

Mi raccomando, collaborate con le forze dell’ordine. a cui va il mio personale ringraziamento per l’opera svolta.

Finirà anche la notte più buia e sorgerà il sole” 

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