La fata turchina e il paese dei balocchi (di Patrizia Fadda)




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La fata turchina e il paese dei balocchi

Nel paese dei balocchi oggi soffia un vento nuovo.

Basta con gli imbrogli del gatto e della volpe! Addio alle malefatte di Mangiafuoco! I gendarmi possono finalmente riposare e in mare nessuna balena minaccia la serenità dei pescatori. Persino Pinocchio, protagonista assoluto negli anni passati, tace e lascia il posto al nuovo che avanza, ai paladini dell’onestà e della trasparenza.

Oggi il paese dei balocchi è guidato dalla cittadina  più giusta equilibrata, sobria, timorosa di Dio  e onesta: la  fata turchina.

In barba al suo aspetto angelico si è rivelata tenace e determinata nel perseguire gli obiettivi che si è posta, tutti all’insegna del bene comune e del risanamento economico del paese, della difesa dei valori tradizionali,  dell’igiene pubblica e del rispetto per l’ambiente.

Nel paese dei balocchi, i commercianti, nel passato, hanno sofferto per la mancanza di servizi e di un supporto da parte dell’amministrazione pubblica, indifferente agli sforzi degli esercenti in termini di pagamento di tutti i tributi e lotta alla criminalità estorsiva. Pertanto gli stessi hanno accolto con gioia gli interventi dell’amministrazione in favore dell’economia balocca.

Nel dettaglio quali interventi ha operato la nostra fata e tutti i suoi fatati? Semplice! Il suo potere magico non è nella tradizionale bacchetta fatata ma nella fascia tricolore, le basta indossarla per patrocinare qualsiasi evento avvenga in sua presenza, dalla nascita di un bimbo al concerto degli U2. Basta una foto con la fascia postata sui social e il gioco è fatto!

Per questo motivo ogni sera i locali pullulano di clienti attratti dalla cortesia e dalla professionalità dei nostri esercizi commerciali. Il personale assunto viene selezionato tra i giovani del paese, che vengono regolarizzati con contratti e retribuiti il giusto, godendo di tutti i diritti dei lavoratori.

Le tradizioni? Un tesoro da preservare per la nostra fata turchina. Chi potrebbe rinunciare all’ odore tipico del centro della cittadina, alla corsa delle blatte e alla caccia al sorcio? Giochi ed atmosfere antiche che fanno sentire a casa gli emigrati-turisti. Mi chiedo come faranno a reggere la nostalgia?

A proposito di ambiente è stato pubblicato ieri il nuovo calendario per l’abbandono dei rifiuti, debitamente differenziati

  • Lunedì i rifiuti si lanciano dalla macchina in corsa sulla statale 115 all’altezza del cimitero
  • Martedì stesso metodo ma in curva Capizzi, quindi rallentiamo
  • Mercoledì, Funnacazzu
  • Giovedì, giornata di mercato, rigorosamente ai Grandi Lavori
  • Venerdì, passeggiata in campagna, conferimento presso la discarica spontanea delle Zubbie, l’ultimo appicchi il fuoco
  • Sabato e domenica ognuno abbandonerà i rifiuti nei pressi della parrocchia di appartenenza, gli atei, gli agnostici e i musulmani possono tranquillamente lasciare i sacchetti ben chiusi a Bonocore

Che paese il paese dei balocchi! E pensare che quasi 50 omoni, alti due metri, assetati di sesso, terroristi, ladri e, diciamolo pure, troppo neri, vorrebbero distruggere questa magia, questo equilibrio. Ma noi non lo permetteremo mai. Ah no! Si scende in piazza, come ai tempi delle stragi di mafia, come abbiamo fatto per solidarietà con i morti innocenti delle stesse stragi, come si è fatto per opporsi al pagamento del pizzo, come quando Pinocchio voleva fare il rigassificatore sotto i nostri culi, come abbiamo manifestato quando i dipendenti comunali non ricevevano da mesi lo stipendio,  quando avevamo le strade senza luce e la spazzatura a montagne.

Ora, non ricordo il giorno in cui gli  eroi del paese dei balocchi scenderanno in piazza contro gli ultimi della terra, so che sarà in un fine settimana. Prima o dopo la comunione.


3 thoughts on “La fata turchina e il paese dei balocchi (di Patrizia Fadda)

  1. Complimenti. Tutto verissimo. Ogni Suo articolo è un capolavoro che io leggo con piacere. Bravissima come sempre. FEDE

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