Irene Di Liberto, una donna che porta Casteltermini e la Sicilia nel cuore e nel mondo

Seguo da sempre su Facebook Irene Di Liberto, quando ancora si trovava in paese non abbiamo avuto l’opportunità di poterci conoscere: per me era solo la figlia di un grande amico di mio papà, niente di più. Oltretutto, non essendo coetanee, non ci siamo imbattute nelle stesse comitive di amici. Ma si sa, Facebook accorcia le distanze e fa diventare amici con un click… io e Irene, a prescindere dal click, lo siamo diventate veramente, io come anche tanti altri castelterminesi. Irene è seguitissima, sia per la sua poliedricità e sia anche per le sue meravigliose poesie che, quasi giornalmente, pervadono il nostro animo e ci fanno apprezzare ancor di più la vita, specialmente in questo periodo così triste e difficile.

Irene Di Liberto è una dipendente della Regione Umbria  e scrive per una rivista distribuita in Italia, Germania e Gran Bretagna che si chiama GPMagazine, ha un figlio, Cristian, di 11 anni e da ben 20 anni abita a Perugia. Da poco si è avuta notizia che Irene con la sua “Libera(mente)” è tra i finalisti del Premio Nazionale Zingarelli XII ed. “Parole per tutti” per la sezione “Poesia Inedita”. Il ricavato delle iscrizioni al Premio sarà devoluto all’Associazione Artistico – Culturale “Motus” di Cerignola (FG), il cui obiettivo è quello di incentivare alla lettura, organizzando attività culturali che coinvolgano bambini e ragazzi, facendo riscoprire a questi ultimi soprattutto il “piacere della lettura”.

Irene è ambasciatrice della lingua e della cultura siciliana in Italia e nel mondo, una cultrice della lingua italiana, è un piacere leggerla, dialogare con lei e confrontarsi, sempre pronta a dare il proprio contributo “umano” quando la comunità castelterminese chiama: mai un eccesso, mai uno sproposito. Una donna vera, semplice, ma allo stesso tempo tenace e caparbia, una donna come poche. Una donna che porta Casteltermini e la Sicilia nel cuore e nel mondo. Ma Irene è stata anche finalista del concorso di bellezza Miss mamma Italiana nel 2018. Ecco perché poc’anzi vi parlavo della sua poliedricità…

Anche in questo non facile periodo da Covid-19 Irene si spende per gli altri e, come tutti, si spende “a distanza”. Le sue poesie e il racconto giornaliero della sua quarantena ci fanno compagnia in queste giornate monotone e piene di notizie sconfortanti. Lei, come tanti altri castelterminesi, chi con la musica, chi con il canto, chi con i video, chi con gustosissimi manicaretti, risollevano i nostri umori e allontanano le nostre ansie.

Ho chiesto ad Irene di raccontarci un po’ della sua vita… ed ora la apprezzo ancora di più. Sono sicura che sarà così anche per voi. Grazie Irene!

Abiti a Perugia, in Umbria, una regione che è stata poco colpita dal virus. La gente lì come ha percepito il pericolo pandemia?

In Umbria la popolazione è stata molto disciplinata. La Presidente, unitamente alla task force che si è insediata nell’immediato, la velocità operativa – fattore  determinante di differenziazione – hanno svolto un capillare monitoraggio dello sviluppo della pandemia adeguandovi specifiche misure sanitarie. Sono stati effettuati tamponi a tappeto nelle carceri e nelle case di riposo per anziani, zone di maggiore assembramento e fragilità. Sono state rafforzate le terapie intensive e si è provveduto a un pre-triage davanti gli ospedali per impedire ai pazienti Covid l’accesso ospedaliero. L’Umbria è tra le prime regioni verso il contagio zero.

Con le tue poesie cerchi di tirare su gli animi di noi tutti, dove trovi questa forza interiore?

La forza la trovo dentro di me. I luoghi dell’anima sono stanze inesplorate: più scavi e più c’è da scavare. La forza la ricevo da mio figlio, da Dio e da chi mi legge. Paradossalmente ogni periodo negativo della vita mi ha insegnato qualcosa: che tutto è sopportabile perché una delle maggiori qualità dell’uomo è adattarsi ai cambiamenti. Ogni cambiamento è rinnovata forza.

Sei una mamma, secondo te come sta vivendo questo periodo tuo figlio e che ricordi gli rimarranno?

Cristian, che ha 11 anni, in questo periodo ha mostrato un comportamento esemplare. I ragazzi sono molto meno abitudinari degli adulti. La mattina, come tanti studenti, segue le videolezioni, il pomeriggio lo dedica ai compiti. Stiamo approfittando di questo tempo per stare insieme un po’ più del solito perché, come tutti, eravamo sempre di fretta. Di sicuro, questo periodo di rivoluzione storica e socio-economica gli ha insegnato a godere delle piccole cose e a comprendere che nulla di ciò che ci èstato elargito è scontato: la Vita in sé è il dono dei doni. Sto scrivendo un diario che potrà leggere nei giorni a venire. Perché, come scrive Isabel Allende ne ‘’La casa degli spiriti”, «Il corso di una vita è così breve da non riuscire a vedere il rapporto tra gli eventi». Viviamo in una contingenza di passato, presente e futuro, in una sospesa simultaneità temporale e lui, leggendo e riflettendo, potrà leggere nell’esistenza connessione e senso.

La tua ultima fatica letteraria, il libro “Versi in volo”, è in fase di uscita. Ce lo vuoi presentare in anteprima?

Negli anni ho partecipato, insieme ad altri scrittori, alla stesura di vari libri: raccolte poetiche, un libro di fiabe per bambini, un romanzo su una violenza di genere e una raccolta di racconti sulla sacralità della figura femminile in Sicilia. Nell’agosto 2019 decisi che era tempo di pubblicare un mio libro con Medinova editore,“Versi in volo”, una raccolta di poesie che indicano il mio percorso che coincide col percorso di tutti: amore, ostacoli, incertezze, buio, resilienza. Invito tutti a leggere Versi in volo, soprattutto in questo periodo, in quanto indica una  via d’uscita.

I proventi del libro sono interamente devoluti per l’installazione di panchine rosse antiviolenza: la prima delle quali è stata installata a Casteltermini. La seconda tappa sarà Corciano, e grazie alle opere del maestro Roberto Fragale, che mi seguiranno nel progetto in itinere per l’Italia.

Un messaggio/appello ai tuoi compaesani castelterminesi…

Ai miei amici, coi quali sono sempre in contatto, un solo messaggio: scopo della vita non è avere paura, ma crescere e, sicuramente, questo periodo ci farà crescere. Chi ha bisogno chieda aiuto perché è questo il momento di dimostrare che siamo un  grande popolo e che siamo rimasti umani. Concentriamoci sulle cose da fare giorno per giorno, così la salita sarà meno ripida. Il conoscersi tutti, tipico di una piccola comunità, diventi punto di forza e non di divisione.

A chi è particolarmente colpito in questo momento perché affetto da patologie o disabilità voglio ricordare che grandi sportivi come Alex Zanardi, a cui sono state amputate due gambe a causa di un incidente, ci dimostrano ogni giorno che dentro di noi vive una grande forza. Io ho un mito che è John Fitzgerald Kennedy: colpito dal Morbo di Crohn e da artrite reumatoide conseguente, tra sofferenze, dolori e cure, divenne presidente degli Stati Uniti d’America.

Resistiamo a denti stretti alle sfide: diventeremo sicuramente presidenti della nostra vita e poi chissà…

Vi abbraccio.

 

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