IL REFERENDUM AI TEMPI DI FACEBOOK (di Francesco Mallia )

Microsoft Word - articolo.docx

Avevo scelto un altro titolo: “E’ solo un Referendum…” ma ho preferito evitare per non provocare  la levata di scudi di chi mi avrebbe rimproverato per aver trattato con sufficienza un argomento importante. In realtà non avevo nessuna intenzione di operare una sorta di deminutio capitis nei confronti di un così importante esercizio di democrazia ma è altrettanto chiaro che non starò qui a considerarlo come l’Armageddon della politica italiana, lo spartiacque tra buoni e cattivi, tra riformisti e conservatori.Non entrerò troppo nel merito, ho una mia intenzione di voto che non  risente troppo dei contenuti della riforma ma che si avvale del referendum costituzionale come formidabile contrappeso , voluto in astratto come baluardo alle eruzioni legislative di chi comanda.

Non entrerò nel merito soprattutto perché non ho nessuna voglia di imbattermi nelle ire di qualche costituzionalista “made in Google”

Di fatto ci troviamo di fronte ad un Referendum Costituzionale, una particolare fattispecie di referendum, quello cd. confermativo che può essere invocato solo a determinate condizioni e che ha una ratio particolare, nulla di più nulla di meno.

Sfatiamo subito qualche mito:

  La nostra Costituzione non è la più “bella” del mondo, innanzitutto perché applicare un giudizio estetico ad una Costituzione è quantomeno inopportuno se non risibile, una Costituzione si valuta in termini di efficacia, poco importa se i suoi principi  sono  espressi in termini più o meno aulici, poi perché chi lo ha detto è solo un comico ,al soldo del potere, che punto o nulla poteva sapere di diritto costituzionale comparato, prova ne sia il fatto che oggi contraddice se stesso in ossequio al prosaico “tengo famiglia”

Se anche  fosse la più bella del mondo questo non le conferirebbe il corollario della intoccabilità, tanto che gli stessi padri costituenti vi inserirono le regole per riformarla con la procedura cd.”aggravata”. Quindi riformare la Costituzione è perfettamente legittimo, sulle  modalità e i contenuti possiamo discutere, a patto che ciò non diventi sterile ricerca di autoreferenzilità nell’agone dei costituzionalisti fai – da – te .

Ma se il referendum sulla riforma “Boschi” è un fatto del tutto naturale, se rientra nelle previsioni della stessa Costituzione,  se i contenuti non contravvengono ad alcuna regola… come mai ,da tempo ormai su Facebook le nostre migliori menti si accapigliano a sostegno del SI e del NO ?

Facebook ha introdotto quella che diverrà la fobìa del secolo, la caccia al “Like”, ormai troppawebete gente si è creata il borsino dei “mi piace” per rimpinzare la propria autostima  e per un mi piace in più è disposta ad affrontare ogni argomento , anche il più lontano dal proprio bagaglio culturale pur di esserci, pur di dimostrare di essere “sul pezzo”. Agli occhi di questi sapienti , se non sei un tuttologo non conti nulla.

Allora Zagrebelsky  Santo subito !!!  “Ho detto ai miei studenti – ha affermato Zagrebelsky alla festa del Fatto con il ministro Orlando – che se passerà il sì e quindi la riforma, dovrò smettere di insegnare Diritto Costituzionale, perché, ammetto, non ho capito quasi nulla delle parti essenziali di questa riforma e di come possa funzionare secondo i nostri ministri”.

Ovvio che l’affermazione del professor Zagrebelsky ha del provocatorio, ma contiene un giudizio inequivocabile sulla complessità della materia e della riforma in oggetto.

E’ saggio informarsi, leggere per capire, formarsi un proprio convincimento, ma da qui a sperticarsi in lezioni da provetti costituzionalisti ne corre, anche perché addentrarsi con disinvoltura in un campo non proprio è rischioso, correre a far copia / incolla di un articolo della Costituzione senza aver contezza dell’unicum dal quale lo si espunge rischia di perpetrare “stupri costituzionali” ben più gravi di quelle che si attribuiscono a Renzi.

Eppure proprio a Renzi fanno appello questi sapienti da social network, dicono che intervenire, prendere posizione è necessario perché il referendum ha valicato il suo confine naturale ed ha assunto una fortissima valenza politica a causa delle affermazioni del Premier che , a loro dire, ha commesso un errore nel personalizzare il risultato della consultazione.

Anche questa la dice lunga sulla confusione di questi novelli Calamandrei, di questi epigoni del Rossi, mi piacerebbe non poco che spiegassero perché, sempre a loro dire, Renzi ha commesso un errore nel “peronalizzare” il risultato del Referendum.

Il vero errore, a mio sommesso parere, lo commette chi ha la presunzione di voler discettare sui social servendosi di una sola variabile, secondo me il Premier non ha commesso nessun errore stante che la presunta personalizzazione è stata,per lui, un male necessario.

Facendo sforzo di memoria si ricorderà che il Premier è stato da sempre accusato di avere un deficit di legittimazione popolare, questa carenza di “afflato popolare” si è venuta acuendo con il risultato del referendum sulle “trivelle”, è divenuta preoccupante dopo le batoste elettorali nelle amministrative di Roma e Torino, cos’altro gli rimaneva da fare se non ricercare un “paracadute” che desse misura del suo seguito popolare ?

Fare suo questo referendum non è un errore ma una mossa politica, forse disperata ma necessaria. che poi i “Richelieu de noantri” non lo capiscano poco importa, il vero errore sta nel trasformare uno strumento di democrazia in una “ordalia” contro il Governo.

elezioni_italia_1_500-jpgCi aspettano 2 mesi di costituzionalismo in  formato “Bignami” , mesi di dura lotta alla ricerca del post utile a rivendicare un postumo “Io l’avevo detto”, e si… perché questa guerra dei like non finirà qui, dopo l’esito referendario avremo le rivendicazioni della vittoria.

Se dovesse vincere il Si tutti renziani… al massimo critici ma con distinguo, se dovesse vincere il NO sarà il giorno degli sciamani che favoleggeranno sulla paternità di quei voti usandoli come sondaggio della loro futura vittoria.

Come sarebbe bello poter dire : E’ solo un Referendum !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *