Il Natale che non è (di Rita Bellanca)




Casteltermini, 24/12/2016 (Sikelianews) – Contrariamente a quanto potreste pensare non sono uno dei tanti detrattori del Natale, sono solo uno dei tanti che non sopporta tutto l’ambaradan che ruota attorno al Natale: lustrini, paillettes, ghirigori, pubblicità, musichette, regali inutili (anche quelli utili). E soprattutto non sopporto il finto buonismo che aleggia nell’aria in questi giorni, la felicità effimera, il vano tentativo che ognuno di noi fa per far vedere agli altri la gioia che pervade il proprio animo. No, proprio non tollero tutto questo!

Che le famiglie si riuniscano è indubbiamente una bella cosa. Ma i cuori delle famiglie si riuniscono o è solo la tavola che le tiene unite? Che si vada a messa, ci si confessi e ci si comunichi, è indubbiamente una bella cosa. Ma si va a messa per prendere coscienza dei propri errori e ripromettersi di non cadere in tentazione o per fare una flebo disintossicante e poi tornare a fare incetta di cattive azioni e maldicenze? Che ci si prodighi per regalare qualcosina a parenti ed amici è indubbiamente una bella cosa. Ma parenti ed amici hanno realmente bisogno di beni materiali oppure preferirebbero che dedicassimo loro un po’ del nostro “preziosissimo” tempo, delle nostre attenzioni, un affetto sincero, leale, totale, non di circostanza, una parola di conforto, d’incoraggiamento, un sostegno morale più che materiale?

Non sono una psicologa e non mi permetto di sindacare su chi, come, cosa, quando e perché. Desidero solo che ci si pensi un po’ su e, a riflessione avvenuta, si agisca: fatti e non parole!

Il mio pensiero in questi giorni così particolari non può non soffermarsi sul Natale che trascorreranno le famiglie di Manuela, di Enzo, di Stefano, di Calogero, di Carmelo, di Cocò, sul Natale che trascorreranno tutte le famiglie che hanno perso un proprio caro. Il loro sarà “un Natale che non è”, un Natale da calendario, un Natale vuoto. E la mia non vuole essere mera retorica. Avevo già esternato il mio dolore per la prematura scomparsa di alcuni di loro, lo so, e speravo che la cosa si fermasse lì, ma così non è stato. Questi ultimi mesi, così tragici, così tristi, così strani, hanno acuito, e di molto, la mia voglia di non festeggiare. È normale che uscirò, vedrò gli amici, brinderò, come giustamente faremo un po’ tutti, il ciclo della vita è questo.

Ma sarà un Natale che non è…

 

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