HO SCRITTO AL PREMIER CONTE… (di Margot Burgio)

Gent.mo Premier Conte,

Giuseppe, non Antonio.

Sono una ragazza di 23 anni, abito in Sicilia, e al 120% Lei questa mia lettera non la leggerà mai, ma io, conosciuta per le mie discussioni istrioniche in pubblico rigorosamente senza interlocutore, Le scrivo lo stesso.

Come Le dicevo, abito in Sicilia, terra di calore, di sole e di mare, approdo sicuro di innumerevoli popolazioni, e forse oggi più che nei periodi di dominazione.

Le scrivo esclusivamente a nome mio, non mi faccio portavoce di alcun tipo di altro essere umano, anche se sono quasi certa che qualcuno troverà nel mio pensiero qualcosa di simile al proprio. Qualcuno, non tutti.

Lo so che cosa sta pensando: “Questa parla, parla, ma tirando le somme cosa vuole?”. E c’ha ragione. Senza molti altri giri di parole: mi chiedevo se fosse possibile richiudere tutto per un altro mesetto.

Eh. Suvvia, non faccia così! Non le sto chiedendo di farci rimanere a casa altri 4 mesi, ma a mio avviso basterebbe un solo mese.

Sì, so perfettamente cosa comporterebbe un altro lockdown: economia mandata a quel paese e non possiamo dire di esser messi molto bene, incremento della povertà, didattica a distanza con conseguenti insegnanti che si lamentano della didattica a distanza, per non parlare della rottura di scatole del doversi trovare rinchiusi a casa per altro tempo, senza poter vedere gli amici, i parenti e a strettissimo contatto con i genitori che, bello per carità, i primi 2 giorni, ma se sono ipocondriaci come i miei… Diu ni scansa! Ma sorvolando…

Io ho apprezzato davvero molto la Sua fiducia nei nostri confronti ma, seriamente, ci ha visti? Ce ne andiamo a ballare (e sul fatto che cose come queste siano permesse a discapito delle lezioni in presenza in università, ad esempio, preferirei sorvolare io) e ci andiamo al grido di “Non ce n’è coviddi” che non so Lei, ma io la signora Angela di Palermo non la reggo proprio più, per aver fatto sì che il resto dell’Italia ci etichettasse come una regione piena di pazzi scellerati. Per parlarci togliamo la mascherina, e ho visto gente toglierla pure per ascoltare. Poesia. I baci e gli abbracci fioccano perché “siamo gente calorosa, mica come i Tedeschi” e intanto i casi aumentano e a noi, che crediamo di aver risolto tutto rimanendo a casa forzatamente per 4 mesi, la cosa sembra non interessare affatto.

Eppure adesso che il Covid è tornato, perchè è tornato, o forse non era mai andato via, io quella scelleratezza la percepisco. E allora lo chiedo a Lei Avvocato… Premier… signor Conte insomma, Giuseppe, non Antonio.

Lo spieghi Lei a noi che nessuno ci chiede di rimanere a casa in attesa di un altro lockdown, ma che una mascherina non toglie alcun tipo di libertà. Ce lo spieghi Lei che nessuno al momento ci vieta di andare al mare, ma che si possono scegliere anche luoghi un po’ meno affollati e meno in voga e dove è possibile mantenersi a distanza, e ci spieghi che i sacrifici, sì, vengono sempre ripagati, ma che buttare in aria i nostri 4 mesi di sacrifici appena fatti non mi sembra una scelta del tutto intelligente.

Ci spieghi Lei che siamo giovani, e come tali abbiamo il diritto di divertirci e goderci ogni minimo istante della nostra vita, ma ci riporti coi piedi per terra ricordandoci quei 35.396 deceduti: genitori, nonni, amici, parenti volati via. Ce lo ricordi Lei in qualche modo signor Premier, che questa malattia non ce la siamo inventata, e che la signora Angela non ha ragione, perché il “Coviddi” c’è e ha lasciato un segno indelebile passando in mezzo a noi, nel giro di qualche mese.

 

Confido in te Giuseppe, ormai possiamo darci del tu, e mi rivolgo a te, piuttosto che al Governatore della mia Regione, perché ci hai accompagnati in questi 4 mesi che sembravano non finire mai, scandendo le nostre giornate con le tue dirette, alle quali ti presentavi sempre con mezz’ora di ritardo tenendoci ancora di più sulle spine, e qualche volta soltanto per dirci che l’autocertificazione che avevamo stampato un’ora prima, non era più valida. Mi devi un toner.

Fatti vedere ogni tanto, non perdiamoci di vista!

Casteltermini, 16/08/2020

Margot Burgio

1 thought on “HO SCRITTO AL PREMIER CONTE… (di Margot Burgio)

  1. Bravissima e complimenti, pieno sostegno da parte mia , ma anche tutti sti giovani che se ne fregano delle più elementari norme di comportamento qualche esame di coscienza se lo devono fare . Il galateo comunque suggerisce di stare alla distanza di un braccio da un interlocutore . Già quando fu scritto erano previdenti di

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