Casteltermini… un Comune con la mazza!




Giuro che non si tratta di un titolo a effetto, la vicenda che narriamo oggi ruota attorno ad un oggetto, di proprietà del Comune, uno degli oggetti più preziosi, più antichi e più carico di storia, una vera reliquia del nostro passato.

Molti di noi avranno notato che in alcune manifestazioni pubbliche, alle quali partecipano i nostri amministratori, spesso processioni, quelle più solenni, figurano due vigili urbani in alta uniforme che recano due insegne. Un bastone ligneo. Una mazza d’argento. Il bastone rappresenta la giustizia, la mazza l’autorità.
Non tutti i comuni hanno avuto la fortuna di possedere una mazza, solo i più ricchi e blasonati potevano permettersela.

La nostra insegna ha una storia antica e singolare. Da quanto ci riferisce il Di Giovanni, fu acquistata nel 1743, purtroppo non si hanno notizie circa l’autore, a ben guardarla deve essere stata opera di un bravissimo argentiere, misura poco meno di un metro, tutta in argento finemente cesellato e riporta in cima un vero capolavoro, una figurina che ritrae S.Vincenzo Ferreri, patrono di Casteltermini. La bellezza artistica è sicuramente un ottimo indice del valore della mazza, ma a confermare questa nostra impressione viene in supporto un singolare fatto di cui la nostra insegna venne a essere involontaria protagonista.
Nei primi anni del 1800 la Sicilia e pertanto anche Casteltermini, fu vittima di una gravissima carestia che si traduceva, per gli enti pubblici, in mancata riscossione di quelle che erano le principali entrate, le tasse sui prodotti agricoli, sul macinato e sul commercio. Tutto ciò contribuiva non poco ad aggravare una crisi economica e un pericolo deficitario che nel nostro comune sembra essere endemico.

(Già pubblicato in www.casteltermini24.it il 29 06 2012)

[dropcap]



[/dropcap]È in questo contesto che, per tacitare un creditore privato che minacciava, ad ogni piè sospinto, di adire le vie legali, i Giurati del Comune, gli amministratori di allora, escogitarono un espediente discutibile. Diedero in pegno al creditore, in attesa di poter saldare il debito, la mazza d’ argento, l’oggetto più prezioso del Comune. Una cronaca dell’epoca narra che il creditore fosse un sacerdote, tale Padre Vincenzo Sanfilippo. Il sacerdote avrebbe dovuto tenere l’insegna in attesa che il suo credito venisse soddisfatto. Ma non andò così, il sac. Sanfilippo vendette la preziosa insegna ad un certo don Rosario Palumbo da Termini Imerese, costui da legittimo proprietario la donò alla Collegiata delle Chiesa Madre di quella cittadina. Ciascuno capirà bene come la decisione dei giurati e del sac. Sanfilippo era deprecabile non solo perché causava la perdita di un oggetto con alto valore intrinseco, di solito gli oggetti dati in pegno hanno un valore molto più alto del valore del debito, ma anche e soprattutto per il valore simbolico che la mazza aveva, essa rappresentava infatti l’autorità del comune. Da questo atto riprovevole scaturirono per i giurati conseguenze non solo dal punto di vista amministrativo ma anche penali, riuscirono a farla franca solo rifugiandosi in chiesa e appellandosi al diritto di asilo allora vigente.
Passarono anni prima che questa intricata vicenda vedesse la risoluzione positiva e il merito è da ascrivere al Conte Francesco Gaetani di Bastiglia che, nel 1829, nominato sindaco dovette ricostruire l’iter periglioso della mazza, riscattare il debito e riportarla finalmente nella proprietà della nostra comunità. Oggi la Mazza è custodita presso il Comando dei Vigili Urbani, restaurata è tenuta con la doverosa deferenza. Come si confà al simbolo più antico del Comune.
La prossima occasione per poterla ammirare in pubblico potrebbe essere la processione solenne del Santo Patrono, spero che questo articolo contribuisca a farla guardare con rinnovata curiosità, e che il Comune, di volta in volta, sappia meritarsi quel rispetto che i cittadini son disposti a dare quando si vedono ben amministrati.

Francesco Mallia




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *