Casteltermini ai tempi del Cholera (di Santo Arnone)

In tempo di pandemia, chiuso in casa e con la tesi da scrivere (quale miglior occasione di questa), tra le varie ricerche storiche sul nostro amato paese, mi trovo a consultare il famoso libro del nostro concittadino G.Di Giovanni, “Notizie storiche su Casteltermini e suo territorio” pubblicato nel 1873, una perla per tutti gli amanti e studiosi della storia della terra in cui viviamo.

Spesso ci siamo sentiti dire che la storia è molto importante per conoscere il nostro futuro, infatti una mia cara professoressa di storia ci ripeteva sempre «la storia fa luce al passato ed illumina il futuro». Questa frase mi ha lasciato sempre perplesso e non capivo il vero significato di quello che volesse dire, come può il passato far luce sul futuro?

Fino a quando, proprio oggi con l’inizio della fase 2, preso sempre dai i miei studi, mi imbatto in queste pagine del libro succitato e leggo:  «Coll’entrare del nuovo anno, se Casteltermini poteva rallegrarsi del passaggio nelle mani di un suo concittadino del feudo Marcello e di buona parte di quello di Mustolito, già posseduti dal napolitano Girolamo Ruffo principe di Spinoso – 11 gennaio 1867 – , rattristavasi però per una nuova invasione del terribile flagello del cholera, Il quale, importato in Palermo dalle milizie italiane – 18 settembre –, estendevasi indi a poco negli altri comuni, apparendo in Casteltermini addì 11 gennaio. E allora, non accettata la rielezione sindacale dall’avv. Lione, che trasferivasi in Palermo, dove non più era traccia del malore, il Comune rimase affidato alle cure dell’assessore D, Vincenzo Bonanno, a cui il governo diede a coadiutori i signori D. Alfonso Verga, avv. Michelangelo Macrì, D, Giovanni De Simone, D. Luciano Bonanno e M. Vincenzo Alcamisi, i quali egregia mente adoperaronsi a ciò il popolo sentisse meno gli effetti del morbo,

Il cholera spariva a 26 febbraio, dopo averci fatto 13 vittime su 25 attaccati; e la popolazione ad allietarsi, anche perchè il governo sceglieva a novello sindaco il buon cittadino D. Antonino Petyx – 11 marzo 1867 – ; ma l’infausta lue indi a poco ricompariva – 19 marzo –, onde il popolo ad agitarsi in modo insolito sino a tirar coi moschetti per tutta una nottata, specialmente nel quartiere di S. Anna, accrescendo così nei cittadini lo spavento e la desolazione – 24 marzo –; se non che il cholera indi a poco fermavasi – 6 aprile –, pago di averci tolto, fra 46 colpiti, altri 20 individui, Nelle campagne alcuni malandrini usciti dai vicini paesi continuavano a turbare la pubblica quiete con sequestri e grassazioni; onde, accorsa la truppa, furono obbligati ad un conflitto, che liberò il ricattato Basile, che da essi era stato condotto nel nostro territorio – 25 marzo 1867 –  Nel paese intanto l’amministrazione municipale era caduta nel più abbietto marasmo, tanto che nel febbraio si mancava ancora del bilancio del Comune, fornito poi dalle cure del nuovo sindaco D, A. Petyx – marzo 1867 – . Ma il terribile cholera ricompariva una terza volta in Casteltermini – 6 giugno 1867 –, e questa fiata in modo assai crudele; onde immenso fu lo sgomento e la costernazione dei Castelterminesi, i quali, favoriti dalla stagione, corsero numerosi alla campagna, ma invano, che ivi pure l’inesorabile pestilenza portavasi a rattristarli. In questo turbinio il sindaco Petyx si dimise – 12 giugno –; onde sì per questo, sì anche per l’apatia in cui eran caduti gli altri preposti alla pubblica cosa, l’amministrazione comunale venne disciolta, e affidata al regio delegato straordinario D. Gaetano Di Lorenzo, un applicato della sottoprefettura di Bivona – 30 giugno –, il quale va lodato per l’istituzione dell’ospedale militare e delle prigioni mandamentali nel convento degli espulsi cappuccini,così come per i provvedimenti presi onde lenire i mali del morbo ferale .

Il quale poi cessava a 21 agosto, dopo avere fatto altre 377 vittime, sopra 689 attaccati….»

Ecco, adesso è chiaro, anche in tempo di pandemia i libri e la storia ci mandano un messaggio forte e chiaro: “Restare Cauti!”

Quindi, non facciamo prendere da facili entusiasmi che possono portarci alla poca consapevolezza di ciò che stiamo vivendo, se non siamo prudenti rischiamo di dover fare i conti con un altre ondate che potrebbero essere peggiori della prima, e se pensiamo di avercela fatta o che nel nostro piccolo paese non corriamo nessun rischio, ci stiamo sbagliando.

Quindi mi raccomando, il virus purtroppo è ancora tra noi, restiamo previdenti!

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