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CARA BIANCANEVE AGGIVIGLIATI! (di Federica Vattano)

Federica Vattano 14 Novembre 2018 0
CARA BIANCANEVE AGGIVIGLIATI! (di Federica Vattano)




Casteltermini 14/11/2018 (SikeliaNews) – Cari lettori vorrei iniziare insieme a voi un viaggio, dentro le storie della nostra infanzia. Quanti di noi sono nati e cresciuti con le storie DISNEY? Almeno il 99,9%!

Fin dalle origini Walt Disney nelle sue pellicole ispirate alla rilettura di favole antiche, basti pensare ai fratelli Grimm, ha dato rilievo e importanza alle figure sia maschili che femminili, esaltando un genere e subordinandone un altro.

Il ruolo e la figura della donna, meglio se principessa, erano subalterni a quelli dell’uomo, spesso principe.

In generale il genere femminile nelle storie Disney è privo di ambizioni, poiché gli unici fini della vita delle principesse disneyane è quello di convolare a nozze e sfornare figli.

Qui la donna, spesso, doveva farsi salvare dal principe, perché a quanto pare era inabile a salvare se stessa; purtroppo la mia risposta da donna del 2018 sarebbe stata: “Caro stai tranquillo, mi salvo da sola, tieniti stretti i tuoi leggins!”.

Vorrei analizzare in senso critico e ironico una delle mie favole preferite, che vedo spesso e volentieri.

“C’era una volta tanto, ma tanto tempo fa, una principessa: carnagione bianco fantasma e capelli freschi di tintura nera, si chiamava Biancaneve.

Nella sua vita fu abbastanza sventurata, ed ecco perché: era orfana di padre e madre, e fu costretta a vivere con la matrigna che voleva ucciderla, fino a quando ad un certo punto della sua vita decise di scappare per salvarsi dalle grinfie della matrigna.

Vagando nel bosco la principessa orfana entrò nella casa dei sette nani, i quali decisero di sfruttarla per i servizi domestici, in cambio di vitto e alloggio (quasi come fosse una ragazza alla pari, per intenderci).

Un bel giorno Biancaneve, mentre era intenta a fare le pulizie si imbatté in un’anziana signora sulla settantina, ella le offrì una mela che la giovane stupidamenteaccettò (Ma perché se fin dalla nascita e penso anche nelle storie ti dicono di non accettare niente degli sconosciuti, tranne che non siano banconote non segnate?).

La mela era stata avvelenata dalla matrigna e dopo averla mangiata Biancaneve cadde in un sonno mortale (che era a metà tra il sonno della domenica pomeriggio quando sei a pranzo dalla nonna e il coma del post sabato sera).

Per fortuna come controindicazioni all’aver ingerito la mela bastava “il bacio del vero amore” e solo il principe Azzurro poteva darlo (certo, perché un fruttivendolo o un postino non andava bene).

Il principe riuscì a trovare Biancaneve, le diedeil bacio del vero amore, “Agniddru e sucu e finì u vattiu”, o meglio, e vissero tutti felici e contenti.”

Io adoro Biancaneve: orfana, sfortunata, e in attesa dei porci comodi del principe, ma non la prendo come esempio da seguire. Farsi salvare da un principe in calzamaglia non è proprio una bella aspettativa, preferisco salvarmi da me, ma purtroppo nel profondo del nostro cuore ognuno di noi vorrebbe il principe azzurro pronto a fare di tutto per noi.




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