Avremmo potuto scrivere: “Direttamente da I Fatti Vostri”.
Sarebbe stato un titolo d’effetto. Del resto, Tom Sinatra è un artista che deve essere presentato così: chitarrista, mandolinista e cantante agrigentino, protagonista di una carriera internazionale, collaboratore di artisti come Toto Cutugno e Daniele Silvestri, presenza nei programmi Rai, autore di brani sanremesi.
Ma ieri pomeriggio, nella sede dell’Associazione Il Sorriso, tutto questo è passato in secondo piano.
Perché Tom Sinatra non è arrivato dalla televisione.
È arrivato direttamente dal suo cuore.

E con quel cuore ha regalato oltre due ore di musica senza risparmiarsi un solo istante. Ha cantato, ha suonato, ha raccontato. Ha condiviso pezzi della sua vita, ricordando con autoironia le disavventure dei suoi primi anni da musicista, facendo sorridere una sala che, un attimo dopo, si ritrovava a emozionarsi sulle note di una canzone.
È successo qualcosa di raro. Non c’era un artista da una parte e il pubblico dall’altra. C’erano persone che, attraverso la musica, si riconoscevano le une nelle altre. Si cantava insieme, si rideva insieme, ci si commuoveva insieme.

Ed è proprio questo il miracolo della musica quando incontra la semplicità: abbatte ogni distanza.
Alla fine del concerto nessuno aveva voglia di andare via. Tom ha sorriso con tutti, si è fermato per una foto con chiunque glielo chiedesse, senza fretta, con quella disponibilità che appartiene solo ai grandi artisti e, soprattutto, alle grandi persone.
A nome dell’associazione, la presidente Caterina Provenzano gli ha consegnato un dono che vale molto più del suo valore materiale: un piatto in ceramica realizzato dai ragazzi de Il Sorriso. Un oggetto unico, nato dalle loro mani e dal loro talento, che racconta perfettamente ciò che questa associazione rappresenta ogni giorno: inclusione, creatività, condivisione e affetto.

Poi, come accade nelle giornate più belle, tutto è proseguito attorno a un tavolo. Tra una battuta, un ricordo e l’immancabile rosticceria siciliana – che continuiamo a considerare, senza paura di esagerare, un autentico patrimonio dell’umanità – la serata si è chiusa con quella sensazione che tutti conosciamo: la felicità semplice delle cose vere.
Ci sono concerti che finiscono con l’ultima nota.
E poi ci sono pomeriggi come quello di ieri, che continuano a risuonare dentro.
Grazie, Tom, per averci ricordato che la musica più bella non è solo quella che riempie un teatro.

È quella che riesce a riempire i cuori.
Non ci resta che ringraziare i coniugi Enza e Pippo Mongiovì per averci dato la possibilità di conoscere l’anima straordinaria di Tom Sinatra.

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