Eccezionale scoperta a Gela: emerge una Stonehenge Italiana




Gela 04/01/2017 – Anche la Sicilia ha la sua “Stonehenge”?  Sembrerebbe proprio di si. Una cosiddetta “Pietra Calendario” infatti è stata scoperta a circa 10 km dalla città, in contrada “Cozzo Olivo” a poca distanza dalle necropoli preistoriche di “Grotticelle”, “Ponte Olivo” e di “Dessueri”. Si tratta di un megalite forato dagli uomini nel periodo preistorico (probabilmente VI-III millennio a.C.), quando esso veniva utilizzato come calendario per misurare le stagioni e i solstizi, avendo come riferimento i movimenti del sistema astrale. Autori dell’eccezionale ritrovamento, verificato durante lo scorso solstizio d’inverno, sono  Giuseppe La Spina, con Michele Curto, Mario Bracciaventi e il supporto tecnico di Vincenzo Madonia,  amici impegnati nel mondo del volontariato della città di Gela e appassionati di archeologia. La scoperta vera e propria è stata fatta durante il sopralluogo ai “bunker anti-scheggia” (le cosiddette “casematte” del secondo conflitto mondiale) per realizzare dei percorsi di studio da proporre alle scuole del territorio.

Lo storico manufatto si trova a due km dagli insediamenti del terzo millennio avanti Cristo di “Ponte Olivo” e a 5 km dalla necropoli preistorica di Dessueri (IV-I millennio a.C.), quest’aultima la seconda di tutto il sud Italia. La Spina, si è messo in contatto con Alberto Scuderi, direttore regionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, noto studioso di archeo-astronomia, che dal minuzioso rapporto ricevuto intuisce l’importanza del sito e suggerisce di effettuare una verifica scientifica il 21 dicembre scorso, giorno del solstizio d’inverno. L’esperimento è stato effettuato con l’ausilio di bussola, macchine fotografiche, di una videocamera installata su un “drone” . Il successo è totale. Ecco il racconto dell’esperimento: “Alle ore 7:32 il sole illumina in modo perfetto la “pietra forata” e mentre “il drone si avvicina mantenendo il più possibile l’asse a 113°” viene filmato quel fascio di luce che attraversa il foro e si proietta sul terreno. “Ciò che riusciamo a registrare da terra è sorprendente – scrivono gli scopritori – l’esperimento è riuscito!” Anche le immagini aeree sono eccezionali. Sono stati informati scienziati e studiosi che confermano si tratta di “Pietra Calendario”. Viene informato il direttore del Museo Archeologico di Gela, Emanuele Turco, che da la propria disponibilità a promuovere eventuali iniziative per la conoscenza del sito.
Ora non resta che annunciare al mondo la straordinaria scoperta.
Per tale ragione si terrà una conferenza stampa il 5 gennaio alle ore 17:00 nella biblioteca del Museo Archeologico di Gela.
Daranno la notizia studiosi e ricercatori, tra cui Andrea Orlando, Astrofisico dell’Università di Catania e Direttore dell’Istituto di Archeo Astronomia di Sicilia,  Francesco Polcaro del Cern, Alberto Scuderi, Direttore regionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, Ferdinando Maurici Archeologo, Direttore del Museo di Terrasini ed Ennio Turco, Direttore del Museo di Gela.

 

Fonte: www.visionedioggi.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *