Giornalista morta di malaria, quel viaggio in Nigeria con un sogno nel cuore: costruire una scuola

Quel viaggio in Nigeria lo aveva tanto sognato e progettato. Con qualche collega ed amica aveva parlato di quel desiderio: “Mi piacerebbe visitare il Sudan, la Nigeria” – diceva – . Poco prima dello scorso Natale, quel sogno s’era trasformato in realtà. Loredana Guida, insegnante in un istituto scolastico di Canicattì e giornalista, era partita, con una comitiva di amici, proprio per la Nigeria. Era stata a Lagos e subito dopo le festività era rientrata nella sua Agrigento. E con se, nel cuore, aveva riportato a casa un sogno: voleva far nascere – in Nigeria – una scuola, magari anche con il servizio di scuolabus.

Sarebbe dunque ritornata presto in Africa. O almeno quello sperava. Perché, nel suo cuore e anche in alcuni suoi appunti, l’idea era già concreta e avrebbe, verosimilmente molto presto, coinvolto anche la Chiesa e il Rotary. Voleva percorrere la strada della raccolta fondi e poi, appunto, dare ai piccini della Nigeria – attraverso la creazione di un istituto scolastico – una possibilità di crescita e sviluppo. Perché Loredana Guida, oltre al giornalismo, amava anche l’essere diventata una insegnante. Ed era contraccambiata dai “suoi” tanti bambini, ma anche dai genitori che – ieri – erano, inevitabilmente, sotto choc.

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