Il Presidente Mattarella risponde alla lettera della IV A – I.C. “De Cosmi” di Casteltermini

Grazie alla scuola i bambini hanno scoperto come comunicavamo noi anzianotti prima che gli strumenti tecnologici prendessero il sopravvento: le care vecchie lettere, scritte rigorosamente a mano, anche con qualche cancellatura per correggere eventuali imperfezioni, ripiegate ed inserite in una busta con da una parte il mittente e dall’altra il destinatario: preistoria!

Adesso con un click i bambini girano il mondo, comunicano, interagiscono, scambiano idee e progetti, giocano, guardano anche la tv… con un click sognano. Noi invece sognavamo con i puzzle, i Lego (che chiamavamo “costruzioni”, ricordate?), le bambole, i trenini, le trottole, ecc. Era così che sognavamo, che ci rapportavamo, che bisticcivamo e che ci riappacificavamo: “a facimmu a paci?”. Il nostro piccolo mondo fatto di piccole cose. Piccole cose che per i bambini di oggi sono strane cose, così com’è strano per loro spedire una lettera.

Ed è così che la mamma di uno di loro, mi ha spiegato (naturalmente mi ha scritto su WhatsApp) com’è nata l’idea di spedire una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Nell’affrontare lo studio della lettera come tipologia testuale, gli alunni hanno fatto l’esperienza di spedirsene una ciascuno tra loro, che hanno regolarmente indirizzato, affrancato, imbucato e, dopo qualche giorno, com grande gioia, ricevuto. Si sono chiesti se era possibile scriverla a chiunque e spedirla anche lontano: così è nata, quasi per gioco, l’idea di scrivere al Presidente della Repubblica. Ne sono venute fuori poche, semplici ed affettuose parole affidate ad una lettera, spedita il 12 febbraio, con la speranza per la verità remota, di ricevere una risposta. Invece giorno 8 marzo è arrivata la lettera del Presidente della Repubblica Mattarella, scritta di suo pugno, in un foglio con lo stemma della Repubblica a rilievo, presente pure nella busta che lo conteneva. La gioia dei bambini e della maestra Sabina Schifanella è stata incontenibile”.

Anch’io stentavo a credere alla cosa quando la mamma mi ha contattata per comunicarmi ciò che era accaduto, infatti ho esclamato più di una volta: «Ma no! Ma veramente? Ma siete sicuri che sia la risposta del Presidente?». Come se bimbi, mamme e maestra non sapessero leggere! Ma veramente lo stupore è stato tanto. Poi, quando mi sono state inviate foto e lettere, non vi nascondo che anch’io mi sono emozionata… ed anche tanto. Come ho scritto già altre volte, sarà questo clima di paure ed incertezze, di speranze spesso disattese, di continua trepidazione per il futuro, ma credo che ciascuno di noi abbia sviluppato una particolare sensibilità, e non solo per ciò che sta accadendo in tutto il mondo causa Covid-19, ma anche per tante piccole cose a cui prima non facevamo caso, che davamo per scontate, che ci sembravano futili, non degne di nota, e che invece adesso rimpiangiamo e ricordiamo con tanta nostalgia e con la consapevolezza che non si tornerà più a vivere come a prima della pandemia.

Anche i bambini avvertono ciò, anzi lo avvertono molto più di noi: privati di quel periodo meraviglioso che è l’infanzia, un’infanzia fatta di scuola, merende coi compagni, gite scolastiche, giochi all’aperto, un’infanzia senza mascherine, senza distanze, senza gel disinfettante, senza “non si può uscire”.

Credo che la lettera del Presidente rappresenti per loro, come per noi, un ringraziamento per la nostra tenacia, il nostro coraggio e la nostra forza. Una forza che ci spingerà ad andare avanti e a sconfiggere il Coronavirus.

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