GAETANO BUONO: “IO HO GIÀ FATTO IL VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS, FATELO ANCHE VOI!”

Qualche giorno fa la Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù ha annunciato attraverso il suo sito istituzionale (www.ospedalegiglio.it) l’avvenuta vaccinazione di parte del personale sanitario, ribadendo che entro il 4 gennaio sarbbero stati vaccinati altri 420 dipendenti per poi proseguire, entro i primi 15 giorni di gennaio, alla somministrazione del vaccino ai dipendenti dei servizi di bar, mensa e pulizie, con l’obiettivo prinipale di “mettere in sicurezza l’ospedale”.

L’ospedale Giglio di Cefalù ha più di un castelterminese come dipendente, il primo che mi è venuto in mente è stato Gaetano Buono, probabilmente perché, oltre che essere un amico, è stato più volte protagonista di articoli pubblicati da Sikelia. Eccomi quindi all’opera, contatto Gaetano e gli chiedo: «Ma per caso sei fra i dipendenti del Giglio a cui è statio iniettato il vaccino anticovid?». Risposta: «Sì, l’ho fatto proprio ieri il vaccino». Calmo, rilassato, disponibile come sempre, il nostro Gaetano viene incalzato da Rita Bellanca che insiste affinché rilasci una dichiarazione da includere in un articolo di Sikelia. «Ma io non voglio farmi pubblicità, l’ho fatto e basta… sono un infermiere, è normale che dovessi farlo!».

Eh no Gaetano, tu non sei soltanto un infermiere, tu sei un ragazzo, sei uno sportivo, sei impegnato nel sociale, sei ormai un personaggio pubblico a Casteltermini e quindi la tua testimonianza è molto importante per tutto il paese. Quindi ora ti chiamo e parliamo un po’. Despoti si nasce…

Perché fare il vaccino anticovid?

«Non c’è alcuna direttiva in merito all’obbligo del vaccino, ma noi personale sanitario lo raccomandiamo fortemente, soprattutto è consigliabile vaccinarsi per motivi di salute pubblica. I vaccini che abitualmente circolano funzionano grazie all’inoculazione di virus vivi inattivati o attenuati, quello anticovid invece contiene solo una particella, l’ormai famoso Rna messaggero. In pratica si tratta di quella molecola attraverso cui vengono trasportate le informazioni del nostro Dna, viene inserita una sequenza genetica che induce la produzione di altre proteine, cioè gli antigeni che determinano una risposta immunitaria nell’organismo.

In questo modo, quando il virus tenterà di introdursi nelle cellule, il meccanismo verrà attivato in automatico e non permetterà al virus di infettarci. L’anticovid è molto più sicuro degli altri vaccini proprio perché non contiene un virus attenuato, ma un’informazione completamente diversa, ciò che potrebbe renderlo più fruibile e sicuro. La scelta più etica è quella di non renderlo obbligatorio ma fortemente raccomandato, affidandosi al senso civico della popolazione.

Gli studi condotti hanno evidenziato effetti locali minimi, simili a quelli del vaccino antinfluenzale, come arrossamento o dolore dove viene inoculato il vaccino, fino ad altri sintomi un po’ più fastidiosi come febbre e cefalea. Altri problemi non sono noti al momento. Io, ad esempio, sono stato vaccinato la mattina del Capodanno 2021 e non ho avuto alcuna reazione, né minore né maggiore, ero a lavoro ed ho continuato a lavorare. Dopodiché bisognerà davvero fare una sorta di atto di fede, passami il termine, nei confronti della scienza. Visto il livello di pandemia a cui siamo arrivati avere già un vaccino è una svolta radicale».

Quindi, ribadendo che comunque dobbiamo continuare ad osservare le regole anticovid quali mascherina, igiene delle mani e distanziamento sociale, dovremmo essere al sicuro per quanto tempo?

«Potrebbe esserci la necessità di ripetere la vaccinazione come avviene con l’influenza stagionale. Personalmente credo molto nell’efficacia del vaccino. Ovviamente vedo e sento in giro di negazionisti e no-vax che tentano di far passare solo tutta la parte negativa inerente le vaccinazioni. Io lavoro in questo ambito, consulto articoli e lavori scientifici, mi fido e perciò lo consiglio e lo sponsorizzo anche».

Grazie per le informazioni utili e confortanti Gaetano, grazie per essere sempre così disponibile, scusa per la mia insistenza, ma corre l’obbligo di tenere informati i nostri compaesani. E adesso vi racconto la storia lavorativa, sportiva e soprattutto umana di Gaetano Buono… e non ditemi che è poca cosa.

Gaetano è infermiere presso l’ospedale HSR G. Giglio di Cefalù dal 2006, nello specifico è  infermiere presso la U.O di Riabilitazione. Inoltre è anche infermiere del Centro Operativo 118 del bacino PA/TP, docente nei corsi professionali sanitari presso l’Istituto Fernando Santi di Cefalù (collaboratore del Presidente Nazionale Luciano Luciani e della coordinatrice infermieristica dott.ssa Stefania Vara), attualmente è coordinatore provinciale di Palermo per la Federazione Italiana Operatori Socio Sanitari (FIOSS) al fianco del Presidente Nazionale Daniele Caruso, a breve con probabile nomina a livello nazionale.

Per ciò che concerne la sua attività sportiva, negli anni è stato insegnante di educazione fisica, oltre che istruttore di nuoto, calcio, tennis e pallavolo. Attualmente è preparatore atletico dell’ASD Casteltermini, nonché allenatore in seconda. L’anno scorso è stato preparatore atletico nazionale dell’ASI. Negli anni ha collaborato con calciatori famosi come Ciccio Galeoto e Cristian Terlizzi, entrambi ex del Palermo, con Fabrizio Miccoli e Stefano Tacconi, entrambi ex della Juventus. E poi allenatore e giocatore di varie società sia di calcio che di tennis. Ha avuto anche un encomio scritto sul giornale dell’Aeronautica Militare per aver salvato una bambina.

Mentre chiacchieriamo a telefono, Gaetano mi impone di fermarmi dicendomi: «Ma l’evento che mi ha reso orgoglioso e felice di essere sia un infermiere che uno sportivo è stato quando 2 anni fa ho organizzato  la “partita del risveglio”  per un ragazzo, Agostino Calatabiano, giovane promessa del calcio siciliano, finito in coma dopo un incidente sul rettangolo di gioco avvenuto il 20 novembre del 2016 nella partita tra la sua Bolognetta e il Villabate.  Agostino, 18 anni, è stato preso in cura nel gennaio del 2017 dai sanitari della Fondazione Giglio di Cefalù. A marzo, il risveglio, con l’uscita dal coma e l’inizio del lungo periodo di riabilitazione che lo ha rimesso in piedi. Uscito dal coma, grazie all’aiuto dei familiari del giovane e di alcune persone a me vicine, Agostino è stato entusiasta di partecipare alla partita assieme ad alcuni giocatori ex del Palermo, Fabrizio Miccoli, Ciccio Galeoto, Tanino Vasari, Giorgio Corona, Giovanni Di Somma, che hanno indossato la maglia numero 10, lo stesso numero che è stato sempre di Agostino».

Questo è Gaetano Buono!

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