Due nuove leve del jazz, Giovanni & Matteo Cutello – Una storia di eccellenze siciliane – Parte 2 – (di Gaetano Cutello)

Di seguito la seconda parte dell’avvincente “diario di bordo” di Gaetano Cutello, padre dei gemelli Giovanni e Matteo, rispettivamente sassofonista e trombettista, sedicenni di Chiaramonte Gulfi (RG) freschi vincitori del premio internazionale dedicato al compianto sassofonista Massimo Urbani.

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E adesso si va in Calabria, c’è il seminario con Mathias Ruegg, direttore della “Vienna Art Orchestra, che dopo averli ascoltati rimane colpito al punto da invitarli a suonare al “Porgy & Bess” di Vienna. Naturalmente non ci pensiamo due volte, accettiamo l’invito e dopo qualche giorno siamo lì. A questo punto della storia alcune considerazioni: Giovanni e Matteo seguono dei percorsi diversi: più metodico e jazzisticamente corretto quello di Giovanni, più legato alla tecnica trombettistica e meno sistematico quello di Matteo. Le difficoltà tecniche dei rispettivi strumenti sono diverse, ma suonano entrambi allo stesso modo. Da cosa dipende questa cosa? C’è una predisposizione a suonare questa musica? Vista la gemellarità si può iniziare a parlare di talento naturale per entrambi? Chissà… intanto si continua a studiare tutti i giorni senza affaticarsi ma con costanza. Non vediamo l’ora che arrivi di nuovo l’estate,  e con essa di nuovo il Festival a Vittoria dove potranno succedere tante cose… E le cose succedono veramente!!!

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E’ il 5 giugno 2010, c’è il concerto di Enrico Rava e dopo ci sarà la jam session in piazza. Andiamo al concerto e decidiamo di portare con noi gli strumenti; non si sa mai, ci conoscono, i ragazzi fanno simpatia, potrebbero chiedere loro di suonare. Naturalmente li lasciamo in macchina, potrebbe sembrare irriverente, da presuntuosi ed invadenti presentarsi con lo strumento in mano e pretendere di suonare. Si suonerà solo se qualcuno ci inviterà altrimenti si ascolta, che è già tanto. Alla jam suonano niente poco di meno che Giovanni Mazzarino, Francesco Cafiso, Dino Rubino. Appena arrivati, Francesco ci vede e ci chiede se abbiamo con noi gli strumenti. Il tempo di andare in macchina e Giovanni e Matteo sono pronti per suonare “Tenor Madness”. Già questo sarebbe bastato a farci passare la notte insonni, ma accade di più: Enrico Rava, finito il concerto, è solito andare in albergo per riposare. E così sta facendo pure questa volta, se non che sente una musica non consueta, diversa dal solito. Si accorge che stanno suonando due ragazzini di 11 anni e torna sui suoi passi. Rimane impressionato e ci vuole conoscere; si complimenta. E’ accaduto questo ma non ci pare ancora vero.

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Nei giorni successivi altre Jam con musicisti straordinari, come Adam Nussbaum, con cui si stabilisce un immediato rapporto di simpatia. Ma l’ultima sera avviene la cosa che cambierà il corso delle cose: Giovanni Mazzarino ci fa un cenno della mano e dice a me e mia moglie che vuole parlarci e intanto continua il dialogo con un suo interlocutore. Aspettiamo un po’ e pensiamo che magari sarà un cosa poco importante, e alla fine ce ne andiamo insieme a degli amici. Qualche minuto dopo lo vediamo spuntare da un traversa e rivolgendosi a noi ci fa: “Ehi non si fa così! Io vi dovevo parlare!” Noi siamo mortificati, ci scusiamo per non aver capito. “Bene! io sono il direttore artistico di “Piazza Jazz” e voglio informarvi che Giovanni e Matteo hanno vinto una borsa di studio per frequentare i seminari che si svolgeranno il prossimo mese”. Rimaniamo increduli, non sappiamo come ringraziare. Era appena avvenuto l’incontro con la persona più importante per lo sviluppo della loro carriera artistica e professionale. Da cui scaturirà un rapporto di amicizia ed affetto reciproco.

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Da quel momento, Giovanni, con molta discrezione, li prende per mano e non li lascerà più. Da lì succede di tutto: i meravigliosi seminari di “Piazza jazz”, l’incontro con musicisti stellari, con i numerosi altri allievi, le jam, i concerti, i premi, le lezioni a Piazza Armerina. Giovanni e Matteo parlano poco ma la simbiosi tra maestro e allievo diviene tale che quasi senza dirsi le cose si capiscono alla perfezione. E lezione dopo lezione, concerto dopo concerto, l’entusiasmo per questa musica cresce costantemente. Ogni nuova sfida è accettata con serenità, e tanto più alto è l’ostacolo da superare tanta più è la forza che riescono ad esprimere. Giovanni crede nelle potenzialità dei ragazzi e si mette in gioco personalmente, tanto da proporre la registrazione di un disco in cui lui suonerà con loro!!! E’ un’idea pazzesca …, a quindici anni registrare un disco con un proprio progetto e girare l’Italia per fare concerti!!! Ma non solo l’Italia. Giovanni ci porta con sé a New York e fa suonare i ragazzi nei più famosi jazz club della città. Un viaggio straordinario che rimarrà una delle esperienze più belle della nostra vita… “Kick Off” è il titolo del disco che si realizza come si è realizzato tutto ciò che non si osava neppure immaginare. Giovanni e Matteo, adesso, hanno le idee chiare su ciò che vogliono fare nella vita. Le loro rispettive personalità musicali si delineano e definiscono sempre di più: irruento e imprevedibile Giovanni, più riflessivo e melodico Matteo. Sono sicuro che le differenze si accentueranno sempre maggiormente e che ognuno prenderà la propria strada. Penso sia giusto così. Il calcio di inizio è stato dato, la partita è appena iniziata e il gioco è bellissimo.

Gaetano Cutello

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