DSA, sistema scolastico (di Sara Sciarrabone)

È da un po’ che ci penso. Vorrei parlare di qualcosa di serio ma sui social mi viene pressoché impossibile dato che odio parlare seriamente e privatamente di me, ma so che quello che scrivo potrebbe probabilmente aiutare qualcuno e non voglio che nessuno passi quello che abbia passato io in tutti questi anni.

Dunque, cominciamo.

Quando avevo 6 anni, sapevo di non essere la più brava della classe, sapevo che i numeri non erano il mio forte, ma, avevo 6 anni. Gli anni passavano, quinta elementare, prima media, liceo, il mio rendimento non era mai sufficiente. Avevo passato tutti i pomeriggi della mia vita, anche quelli estivi, a fare ripetizioni, principalmente di matematica ma anche di tutto il resto. Non facevo altro che stare anche fino 10 ore sui libri, letteralmente 10 ore, sì. Dicevo sempre a tutti gli insegnanti che non capivo cosa non andasse in me, io studiavo, studiavo davvero, la mia vita oltre la scuola non esisteva, mi impegnavo con tutta me stessa e non capivo perché non riuscissi mai a rendere, mai a RICORDARE, mai ad imparare le formule matematiche nonostante non facessi altro che centinaia e centinaia di esercizi. I professori non mi hanno mai creduta, pensavano fossi una di quelle che diceva cazzate perché non aveva mai voglia di studiare o che semplicemente fossi stupida. Io mi sono creduta stupida per anni, mi sono odiata, non sapevo cosa fare. Non auguro mai a nessuno di dare il 1000% di sè ed essere ripagati meno di chi dà lo 0,01%, non auguro a nessuno di buttare sangue ed essere comunque trattato con sufficienza. Mi credevo così stupida che andai da una neurologa per un elettroencefalogramma, che, ovviamente, risultò perfettamente nella norma.

A 18 anni, scopro non solo l’esistenza dei pedagogisti, ma anche dei DSA = Disturbo Specifico dell’Apprendimento, una kosa mitologika sconosciuta a ogni insegnante avuto nella mia vita. I DSA comprendono principalmente 3 disturbi deficitari scolastici: dislessia, discalculia e disgrafia. Il mio DSA comprende solamente la discalculia (disturbo specifico dell’apprendimento nella comprensione dell’aritmetica, come la difficoltà nel comprendere i numeri, nell’apprendimento di come manipolare i numeri e l’apprendimento dei fatti in matematica. La diagnosi che si formula è indipendente dall’intelligenza della persona) e una memoria a breve termine, e dopo 18 anni si svela l’arcano del perché a me non erano mai volati 10 dal cielo. Sicuramente molti di voi non avevano mai avuto la più pallida idea di cosa fosse un DSA e/o mai ne aveva sentito parlare, e sapete quanto sia grave una cosa del genere? Sapete quanto sia grave che nemmeno milioni di insegnanti abbiano idea di cosa sia un DSA? O se lo sanno non gliene frega un cazzo perchè è più facile pensare che siamo dei falliti ritardati piuttosto che darci gli ausili che meritiamo, che ci spettano per LEGGE? No, nessuno lo sa perché nelle scuola nessuno ne parla, non vi è alcuna sensibilizzazione a riguardo, a nessuno interessa. Noi, coi DSA, veniamo lasciati indietro. Se ce la facciamo bene, altrimenti Emily tapijinderculo amica mia. Io non sono mai stata bocciata, ma c’è chi perde anni a causa dell’ignoranza degli insegnanti. C’è chi ci perde la propria sanità mentale ed io sono stata tra quelli, quando avevo gli incubi e non riuscivo a dormire la notte per colpa di un 3, un 3 per cui avevo studiato un mese. Quando mio padre tornava dai ricevimenti dicendo di essersi sentito umiliato a causa mia. Quando tutto quello a cui potevo aspirare era solo la sufficienza. Prendere la sufficienza, essere trattata con sufficienza, mai essere sufficiente.

Pochi mesi dopo averlo scoperto litigai anche coi prof, la più ignorante tra tutte se ne uscì con “non devono essere gli insegnanti a capirlo, ma i medici”. Allora mi scuso, perché la prossima volta che prenderò un 4 andrò dal medico e grideró “la prego di aiutarmi dottore, ho preso 4 a scuola e dev’essere lei ad aiutarmi, i malati di cancro li lasci ai professori”. E mi scuso io, perchè da loro non avrò mai nulla se non la loro infinita arroganza e la loro infinita voglia di essere sempre e solo nel giusto.

Mi sono sentita dire di tutto, in terza media una professoressa mi disse che non ero abbastanza intelligente per fare il classico. Al liceo il professore di matematica mi diede della stupida in mia assenza, di fronte l’intera classe. Loro sanno di avere il coltello dalla parte del manico, lo adorano.

L’ho già detto e lo ripeto, non auguro a nessuno di sentirsi così, ma là fuori ci sono miliardi di ragazzi con DSA che stanno passando tutto quest’inferno per colpa di insegnanti a cui è stata data la cattedra per inerzia. Il mio account è pubblico, e vi prego con tutta me stessa di repostare nelle vostre storie questo post, affinchè chiunque si senta così, chiunque abbia difficoltà scolastiche e non sa più dove sbattere la testa, trovi aiuto, conforto, consolazione, o qualsiasi altra cosa abbia bisogno, proprio qui. Non avete idea di quanto potreste aiutare qualcun altro. Non vi costa nulla. Sono cose che TUTTI dovrebbero sapere, OGNI scuola dovrebbe parlarne. Nessuno merita di essere lasciato indietro. Nessuno merita di sentirsi inferiore agli altri. Nessuno merita tutto questo. Se avete un DSA non siete stupidi, non avete nulla che non vada, ed io questo lo so adesso, adesso che conosco il mio valore, adesso che mi apprezzo e so che ho un QI di 120, e non ho assolutamente nulla di cui vergognarmi, ma mi ci sono voluti anni di batoste ardenti come Roma ai tempi Nerone per prenderne consapevolezza.

E no, non è una moda, non è una malattia che viene all’improvviso, è qualcosa con cui si nasce, e se prima “non l’aveva nessuno” non è perché non esisteva ed è una nuova trovata di adesso, è perché a malapena le persone sanno cosa sia un DSA nel 2020, figuriamoci 10, 20, 30, 40 anni fa.

Condividete e migliorerete la qualità di vita di qualcun altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *