Coronavirus, il settore delle attività sportive in ginocchio. Esther Di Bernardo racconta…

Esther Di Bernardo più che un fiume in piena è uno tsunami che ti travolge con un’ondata di simpatia. Conosco Esther da molti anni ormai e quando ci mettiamo a parlare, anche quando siamo in chat, non ci fermiamo più: 26 anni, laurea magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, da poco trasferitasi a Roma, in piena pandemia lei ha deciso così. E chi può fermare uno tsunami?

Esther è seguitissima sui social ed è lì, oltre che in privato, che esterna tutto il suo disappunto per ciò che sta accadendo al suo settore. É noto ormai a tutti come il settore sportivo sia fermo, tranne che per qualche mesetto circa, da marzo 2020, cioè dal primo lockdown. Ho contattato Esther naturalmente via whatsapp ed è stata disponibilissima a raccontare e a raccontarci. Oltretutto è un vero piacere leggere chi scrive bene e con criterio e, come ho fatto anche altre volte, pubblico molto volentieri senza aggiungere o togliere nulla, ho solo posto le domande… il resto è tutto uno tsunami!

«Nella vita il “Sei tutta tuo padre” è sempre stato il complimento più bello che potessero farmi. È vero, sono tanto uguale a papà e la cosa più bella che poteva trasmettermi per rimanere sempre viva è la passione per lo sport. Nella vita, come nello sport, per raggiungere i nostri obiettivi, dobbiamo metterci molta costanza impegno e fatica, oltre a tanta motivazione e alla capacità di non arrenderci mai davanti gli ostacoli che incontriamo. A 4 anni ho iniziato a muovere i miei primi passi in una sala da ballo con la maestra Luana Mandracchia e, uscendo da lì, andavo a dare qualche calcio ad un pallone all’oratorio don Bosco, dove papi, innamorato dello Sport, prediligendo senza alcuna esitazione il calcio, allenava la categoria dei più piccoli. Sono sempre stata una bimba, adolescente, ragazzina e adesso “Donna” di ventisei anni attiva e tanto curiosa di conoscere le mie capacità e i miei limiti per poi cercare di superarli. Al liceo avevo le idee molto chiare sulla scelta della facoltà universitaria in cui iscrivermi; infatti, il 3 Luglio mi sono diplomata e ho iniziato subito a studiare un’intera estate per il famoso test di ammissione per Scienze Motorie a Palermo.

2 Settembre 2014, giorno del mio compleanno, vado a Palermo, faccio il test ed entro! Da qui mi vien da dire: “quando vuoi un qualcosa alzati in piedi, cammina, corri, vola pur di prenderlo”. Mi sono trasferita a Palermo e ci sono rimasta per 7 anni. Mi sono laureata e sono partita alla volta della Calabria per fare un corso di un mese in una palestra. Pur lavorando non ho perso tempo e mi sono iscritta al corso di laurea magistrale che ho terminato dopo un anno e mezzo con l’abilitazione per l’insegnamento nelle scuole medie e superiori. Ho frequentato varie palestre, mi allenavo molte ore al giorno e mi è stato consigliato di prendermi degli attestati specifici per le discipline che più prediligevo, in modo da poter diventare un’istruttrice. Mi sono quindi iscritta a dei corsi e, tra i tanti  docenti, mi affeziono uno in particolare, Lorenzo Padalino, a mio parere, tra i coach di Palermo più bravi in assoluto, colui che è riuscito, nel bene o nel male, spesso anche nel male, a farmi innamorare di tutto questo mondo chiamato Fitness Musicale. Così ho iniziato a lavorare in due centri sportivi a Palermo e, in contemporanea, ho cercato di non perdermi mai i suoi allenamenti per imparare sempre più ed anche, ad essere sincera, per rubargli rubargli passi, circuiti e blocchi di lezioni.

9 Marzo 2020, il premier Giuseppe Conte dichiara il lockdown: mi chiudo in casa, a distanza di giorni mi licenziano dichiarando fallimento, torno da mamma e papà a Casteltermini, lascio la casa a Palermo e sto male, malissimo. Sentivo l’esigenza di dover cambiare, di avere nuovi stimoli, di conoscere altre città, insomma di cambiare vita… e il 12 settembre, in piena pandemia, salgo su un volo di sola andata e atterro a Roma. Ci sono voluti solamente 6 giorni per firmare un contratto ed entrare in un mondo così bello come quello dell’Icon Palestre. Hanno nuovamente chiuso le palestre, non lavoriamo ormai da mesi ma io non mi sono mai fermata».

Da marzo 2020, nel rispetto dei vari dpcm che si sono succeduti, le palestre sono rimaste quasi sempre chiuse. Secondo te ci sono i presupposti per poter riaprire e ripartire in sicurezza?

Il settore sportivo è stato uno, se non il più colpito da questa Pandemia. I centri sportivi sono stati i primi ad essere chiusi sia a marzo, sia nella seconda ondata. Siamo stati colti di sorpresa non sapendo come gestire tutto. Ci sarà chi magari non apprezzerà il mio pensiero, ma sono del parere che le palestre non sono un luogo a rischio contagio. Le misure di prevenzione in atto sono precise, semplici e obbligatorie. Ci sono tutti i presupposti per una ripresa sicura, basta attenersi al regolamento di sicurezza, che prevede la misurazione della temperatura in entrata, il cambio delle scarpe, l’utilizzo della propria asciugamano, disinfettare tutti gli attrezzi utilizzati con prodotti posti in sala e indossare per qualsiasi spostamento la mascherina. Attenendosi a queste norme, penso che le palestre rientrino fra i luoghi più sicuri.

Durante il primo, lungo lockdown di marzo-aprile ti abbiamo vista attivissima su Facebook e su Instagram nel proporre attività fisica “casalinga”, ad es. utilizzando bastoni di scope per gli esercizi inerenti la schiena, bottiglie di acqua in funzione di pesi, ecc. Secondo te la gente ha tutta questa forza di volontà da fare attività fisica a casa?

Considerando il mio lavoro, uno dei più dinamici al mondo, pensa un po’ come mi sia sentita durante il lockdown: segregata in casa da un momento all’altro, ignara di tutto quello che stava succedendo. Non ti nego che inizialmente non ho vissuto dei bei momenti. Mi sono ritrovata su quel divano del salone che tanto ho odiato a guardare quei servizi, immagini ed interviste da brividi ed ho avuto paura, tanta paura, come penso sia successo un po’ a tutti. I giorni passavano e iniziavo a ricevere tanti messaggi dai miei amatissimi clienti che volevano far qualcosa insieme per mettere in stand-by il cervello anche solo per pochi minuti. Allora, mi guardo intorno e comincio ad avere una valanga di idee per creare piccoli allenamenti divertenti e soprattutto con oggetti che tutti avessero in casa. Bastoni, casse d’acqua, sedie, divano, enciclopedie e chi ne ha più ne metta. Ho fatto tutto gratis e sono stata ripagata con la cosa più bella che in quel momento mi serviva per andare avanti con forza: i SORRISI. Chissà, magari non avrò coinvolto tutti, poiché non è facile in queste circostanze trovare la forza di volontà per fare, ma io ci ho provato e anche se mi avete osservata solamente seduti sul divano senza muovere un passo, ma pur sempre sorridendo, ho vinto lo stesso!

Da qualche tempo ti sei trasferita a Roma, hai trovato piccole o grandi differenze rispetto a come sono organizzate le palestre del sud (anche se Roma un po’ sud lo è anch’essa)?

A Roma la mia vita è cambiata. Non è stato facile prendere un volo di sola andata in piena pandemia, ma sentivo il bisogno di cambiare. Sono entrata a far parte di un mondo meraviglioso che prende il nome di “Icon Palestre”. Icon non è solo palestra, non è solo allenamento, esercizi, serie, abbonamenti e guadagni, Icon è umanità, una realtà formata da professionisti che, giorno dopo giorno, mettono in pausa la loro vita privata e i loro problemi quotidiani per dedicarsi al cliente, a tutte le persone che decidono di entrare in questo mondo. Icon è benessere psico-fisico e cura della persona a 360°. Vi sono vari centri nel territorio, io mi trovo a “Icon Talenti”, dove spicca la professionalità del mio Club Manager Francesco, di soli 27 anni, la mia Direttrice Tecnica Isabella, di soli 35 anni, pure lei siciliana, catanese doc, e di tutta la squadra che accende i motori di questa bella macchina. Non amo far dei confronti tra realtà, ma è un dato di fatto che la gestione e l’organizzazione sono di gran lunga superiori a quelle dei centri dove sono stata in passato

Quando le palestre e i centri sportivi riapriranno pensi che la gente accorrerà sin da subito o ci sarà bisogno di tranquillizzarla ulteriormente sulla sicurezza relativa ai contagi?

La gente sente il bisogno di vivere, di muoversi, di interagire con altri e soprattutto sente il bisogno di avere uno scopo, di essere motivata, incoraggiata e di non sentirsi mai sola. Penso che quando ci daranno il via per riaprire la maggior parte dei clienti tornerà, ricomincerà per star meglio, non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Il movimento è vita e prima o poi questa vita dobbiamo prenderla di nuovo in mano.

Un messaggio da dare ai tanti giovani castelterminesi che vogliono intraprendere la tua stessa professione ed anche a tutti quelli che vogliono fare altro…

Ho 26 anni, ancora piccola in questo mondo tanto grande. Sono cresciuta a Casteltermini per poi continuare la mia crescita professionale a Palermo e adesso a Roma. Di esperienze ne ho fatte parecchie, confrontandomi con realtà differenti, e tutte mi hanno fatta crescere e ancora adesso mi aiutano ad avere la consapevolezza della persona che sono e di quello che vorrò diventare. Non abbiate paura di provarci, di andare via da casa, di tornare, di sbagliare, di cadere, perché se è quello che realmente volete nella vita troverete sempre la forza per farcela. Un po’ come un allenamento in sala attrezzi: fissa un obiettivo, inizia a lavorare costantemente, fatichi, non ce la fai, allora ci riprovi fino a farcela e continui, continui così fino ad arrivare alla vetta. E ricordate che se fate ciò che amate non lavorerete neanche un giorno. STAY STRONG E Baciuzzi a tuttiiiii ❤️

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