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L’Erasmus di Federica Di Franco

Rita Bellanca 10 luglio 2017 0
L’Erasmus di Federica Di Franco








Casteltermini, 10/07/2017 (SikeliaNews) 
– Stamattina ora 8:00 circa, accedo a Facebook e il primo post che mi salta  agli occhi è quello della mia Federica. Mia, perché Fefè mi ha sempre ricordato com’ero io alla sua età: ‘nu jeans e na maglietta’, gioia di vivere a 3000, circondata di amici che la amano. Io Fefè l’ho conosciuta durante i suoi esami di maturità, accompagnavo un’amica a sostenerli, e fra noi è scoccato subito il colpo di fulmine. Da allora il mio affetto e la mia stima nei suoi confronti sono cresciuti a dismisura. Stamattina mi sa tanto che abbiano toccato il top!

Federica Di Franco è una ragazza di 21 anni che frequenta la facoltà di Viticoltura e Enologia a Marsala, un dipartimento che attiene all’Università di Palermo. Il programma Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, è un programma di mobilità studentesca dell’Unione europea, creato nel 1987. Esso dà la possibilità ad uno studente universitario europeo di effettuare in una università straniera un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università. Il nome del programma deriva dall’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam (XV secolo), che viaggiò diversi anni in tutta Europa per comprenderne le differenti culture. Dal 2014, il programma ha assunto il nome di Erasmus+ per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport.

Federica ha terminato il suo soggiorno-studio a Valencia, in Spagna, proprio in questi giorni e in questo preciso momento si trova sul pullman che da Valencia la condurrà a Barcellona, dove prenderà l’aereo per tornare giù nella sua amata Sicilia.

Col suo permesso, vi faccio partecipi della sua verve di scrittrice, io ho commentato d’istinto così il suo post su Facebook: “standing ovation per te, grande donna e grande scrittrice! Se non hai un futuro come enologa come scrittrice sicuramente lo avrai!! Sei immensa…”. Sicuramente sarete tutti d’accordo con me! E spero che questo sia l’inizio di una lunga collaborazione con SikeliaNews.

“Non avevo in programma un post da fine erasmus, non volevo scrivere chilometri di minchiate che, chi ha avuto la fortuna di vivere questa esperienza , conosce benissimo.
Semplicemente vivo in Sicilia . Vivere in Sicilia significa non avere voli diretti da Valencia e doverli prendere da Barcellona, quindi in queste 5 h di bus qualcosa dovrò pur farla e ho ancora qualche soldo da spendere sulla SIM spagnola…
Tantissima gente che conosco ha fatto l’erasmus, chiaramente tutti tornati con esiti positivi. Anche io, ovviamente ne parlerò sempre bene, ma credete a chi dice che chi non lo ha mai fatto non può minimamente capire.
Una frase sentita tantissimo, in queste ultime settimane , cita letteralmente , “l’erasmus da, l’erasmus leva”, di questo non ne sono del tutto convinta, l’erasmus da e basta anche perché da così tanto, ma così tanto che poi, matematicamente mi risulta impossibile il contrario.
Della mia esperienza posso dire di aver avuto l’immensa fortuna di averla passata in una Nazione incredibile che ho avuto l’opportunità di visitare e conoscere per bene, nella fattispecie , ho avuto la fortuna di trascorrerla in una città del tutto incredibile, che sento mia più di ogni altro posto sulla terra. Valencia mi ha insegnato che in realtà se una discoteca è situata dentro la città dell’arte e della scienza, andar a ballare non è così brutto come pensavo; mi ha insegnato che gli spagnoli sono festaioli come pochi ma a una certa, che sia il giorno di Pasqua o una comune cena , se vogliono ti mandano la polizia in casa anche più di una volta nell’arco di 10 minuti; mi ha insegnato che la paellas vera è di carne, tutto il resto è del riso con qualche contorno; dall’esperienza in Spagna ho capito che forse il reggaeton non è così male, soprattutto se lo cantano dal vivo in una piazza piena di gente vestita di bianco e rosso , a Pamplona, che pur di godersi questa bizzarra festa sta sveglia tutta la notte anche sotto la pioggia.
A Valencia ho avuto la fortuna di condividere questi mesi di vita, ma vita vera, con delle persone eccezionali, che mi hanno regalato infinite risate ed altrettante lacrime. Ho capito che una casa può essere piccola, sporca , disagiata ma che può diventare la casa più bella del mondo semplicemente vivendoci con tutti quanti per mesi interi. Che se si vuole, si cena insieme anche a costo di fare 4 primi perché nessuno dei 4 , da solo , sarebbe bastato. Ho imparato che si può dormire benissimo in un letto, un divano o addirittura una panchina; ho imparato che la settimana di “Las fallas” è pazzesca ma avere una fallas sotto casa, in realtà lo è molto meno.
Poi, ho imparato tantissime robe così intense e profonde che credetemi, sarebbe inutile pure provare a scriverle.
Mi sento semplicemente tanto grata nei confronti di questa terra, che contrariamente a come pensavo prima di viverci, mi ha dato tantissimo. Ed infine, ma non per importanza, sia chiaro, mi sento un attimo in dovere di ringraziare tutte quelle persone bellissime che mi hanno regalato gioie, risate, spensieratezza e soprattutto ignoranza.
Vi devo TUTTE COSE!
Hasta pronto VLC, TQ
-Valencia 22/01/17-“

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