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Gli ex poliziotti delle Province pagati senza lavorare, in molti finiscono dallo psicanalista

Redazione SikeliaNews 23 gennaio 2018 0
Gli ex poliziotti delle Province pagati senza lavorare, in molti finiscono dallo psicanalista








Redazione Tiscali

Parcheggiati in un ufficio per sei o nove ore al giorno, ogni singolo giorno della settimana, ma stipendiati puntualmente con un compenso medio di circa 1.200 euro al mese. Non è l’ennesima trovata di alcuni dipendenti pubblici intolleranti al lavoro, ma la condizione forzata di 85 ex poliziotti provinciali, in servizio in tutte le province della Puglia (Bari esclusa) che nel 2015 sono stati trasferiti nella polizia regionale. Gli agenti, molti dei quali sono finiti dallo psicanalista perché malati di “non lavoro”, hanno chiesto aiuto alla Funzione Pubblica della Cgil. Si trovano in questa condizione ben 34 agenti di Taranto, 5 nella Bat, 14 a Brindisi e i restanti 16 tra Lecce e Foggia. Una vicenda imbarazzante e paradossale, riporta La Repubblica, nata in conseguenza del caos creatosi in molti settori dopo la riforma Delrio e la complicata dismissione di settori e compiti prima affidati alle Province.

“Nella provincia più a nord della Puglia – riferisce Chiara Spagnolo sulle pagine del quotidiano romano – qualche mese fa si era pensato di utilizzare gli ex agenti provinciali per la vigilanza di Borgo Mezzanone, uno dei più grandi ghetti della regione, ma dopo pochi giorni di ronde senza divisa e senza pistola i lavoratori sono tornati in ufficio. A timbrare cartellini e fissare i muri”. E le cose non vanno certo meglio a Lecce dove, per otto interminabili mesi, 16 ex agenti sono stati costretti a stare seduti nella sala conferenze della sede regionale di via Aldo Moro, perché per loro non era stato previsto neppure un vero ufficio. “Si tratta di lavoratori competenti – spiega Paolo Taurino, segretario della Fp Cgil – che hanno maturato esperienza soprattutto in campo ambientale e potrebbero essere molto utili a una terra che punta tutto sul turismo e sul suo territorio”.

Per questa vicenda, nel 2015, era già intervenuta la Fp Cgil: a distanza di un anno e mezzo è stato approvato il Regolamento che ha stabilito finalmente quali sono le funzioni e le attività della polizia regionale, ma nessuno si aspetti di vedere finalmente risolto il problema. “Ora che esiste il Regolamento – si legge sulle pagine di La Repubblica – non lo si può applicare perché mancano le dotazioni: armi, divise, auto”. Le gare sono state bandite – ci tiene a precisare la presidenza della Giunta – e l’inizio delle attività è solo questione di mesi. Non resta che attendere, nella speranza che i soldi dei contribuenti vengano spesi con criterio e, ai lavoratori pugliesi, venga restituita finalmente la meritata dignità.

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