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Poste. In Sicilia persi 400 dipendenti nel 2017, Cisl: “Ritmi inumani”

Redazione SikeliaNews 12 gennaio 2018 0
Poste. In Sicilia persi 400 dipendenti nel 2017, Cisl: “Ritmi inumani”








da www.lecodelsud.it

Nel 2017 400 lavoratori delle Poste, in Sicilia, hanno lasciato il servizio. Negli ultimi tre anni quasi in 1.200 sono rimasti senza turnover. Questa la denuncia del segretario regionale Slp CislGiuseppe Lanzafame.

“Lasciano il lavoro con incentivi – afferma il sindacalista – perché stanchi e stremati da ritmi inumani. Stress, minacce e disorganizzazione inducono i lavoratori ad abbandonare il servizio pur non avendo i requisiti pensionistici. Ormai siamo al collasso. Ogni giorno è una lotta. L’uno contro l’altro. Qualità del servizio e del lavoro che lascia a desiderare. Clima aziendale pessimo. Purtroppo siamo sempre in attesa di decisioni centrali ma nulla arriva. Anzi la parola d’ordine è: “Siamo sempre in eccedenza”.

Un’azienda teoricamente in crescita, fa rilevare la Slp Cisl, che tuttavia nelle province siciliane affonda. “Si fa finta che tutto va bene. Sempre meno personale”. “Lavoratori presenti – prosegue il segretario regionale – diventati ‘tappabuchi‘ per colmare falle evidenti. Direttori e personale (tutto) che non reggono lo stress giornaliero dei capi che, malgrado le difficoltà palesi, minacciano ritorsioni e procedimenti disciplinari per il mancato raggiungimento di obiettivi, umanamente impossibili e sempre più ‘sfidanti’. Riorganizzazione del settore postale che lascia molto a desiderare”.

“Naturalmente – dice Lanzafame – ci rendiamo conto che cambia il lavoro, la richiesta del cliente, del business, strategie, mercato, ricavi, ma al minimo, ribadiamo il minimo di risorse e strumenti l’azienda è obbligata. È un dovere. Se poi in aggiunta alla mancanza di risorse l’azienda non riconosce diritti (vedi sicurezza, serenità, ferie, trasparenza, attuazione accordi sottoscritti), allora il quadro è completo e dovrebbe fare seriamente riflettere gli addetti ai lavori. Adesso aspettiamo l’esito dei tavoli nazionale, dopo la positiva firma del contratto di lavoro, sulle politiche attive del lavoro, per dare il giusto riconoscimento a questa regione e intraprendere un dialogo costruttivo per il bene comune”.

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