Un Castelterminese a Waterloo, intervista a Lillo Chiarenza

Editore della “Queen II”,  Amministratore delegato della “New Vision Europe”, scrittore e pubblicitario e…tanto altro ancora.

Lillo Chiarenza, castelterminese italo-belga che vive attualmente a Waterloo, è una persona dalle idee chiare.

E dalle infinite potenzialità.

Lillo, classe 1961, nato in Belgio, tiene a precisare di essere nato  lo stesso giorno, mese e anno di Barak Obama, il 4 agosto, appena tre ore prima di lui.

Lui è un italo-belga che ama la terra dei suoi genitori, ma che vive benissimo nella sua terra, il Belgio. Dopo alcuni contatti on line, successivi alla pubblicazione di alcuni miei articoli su Sikelia, mi racconta della sua ultima “creatura”, la casa editrice “ Queen II.

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Decido di fare un articolo in cui far conoscere al ”popolo” di Sikelia la sua casa editrice, però sono convinta che parlare della sua casa editrice senza parlare di lui, sia come parlare di una poesia senza conoscere l’autore.

Sia come parlare della Sicilia senza conoscere i cannoli e la cassata, o  come parlare di Casteltermini  senza conoscere la pasta di San Calò , la classica “ pasta con le milingiane” al sugo di pomodoro, di cui lui, Lillo, mi ha parlato con nostalgia e di cui si definisce golosissimo.

Per cui, dopo alcuni contatti via e mail, ci siamo messi  d’accordo per un’intervista on line.

Un’intervista inusuale, che mira a far conoscere ai visitatori di Sikelia chi è Lillo Chiarenza.

E le poche domande mirate sortiscono un effetto speciale, lo spingono a raccontarsi , con un racconto accurato,( da lui definito “bla bla bla”), che la dice lunga sulle sue capacità di inventiva e sulla sua creatività. Un racconto in cui emergono i numerosi impegni e le varie attività che lo tengono sempre proteso verso il raggiungimento di nuovi obiettivi.

In atto vive in una villa a  Waterloo,  è amministratore delegato della “New Vision Europe”, un’azienda leader  nel settore pubblicitario, ed ha creato la casa editrice  “Queen II”,  di cui è unico titolare . Ha in attivo la pubblicazione di due libri: ”Casteltermini attraverso le immagini”, (2004) e“Toute la lumière sur la Grand Place de Bruxelles” ( 2013).

Personalità dalle mille sfaccettature,  in ognuna di queste emerge la sua innata capacità creativa, una mentalità flessibile, e da alcuni particolari del suo racconto trapela una grande sensibilità, una particolare attenzione al lato umano delle persone, l’amore per la sua famiglia e le sue origini, la nostalgia della giovinezza. Ma soprattutto un carattere forte che considera ogni ostacolo o problema come opportunità per migliorare e per porsi il raggiungimento di nuovi traguardi.

Raccontami di te, della tua infanzia e di dove hai vissuto durante la tua prima giovinezza.

Sono nato in Belgio, ad Aiseau, per cui ho sempre avuto un legame forte ed affettivo con questo paese. E’ lì che ho fatto tutte le scuole elementari. Quando abitavo a Casteltermini (dal 1974 al 1987) tornavo spesso in vacanza in Belgio visto che, tra l’altro, avevo conservato il mio francese, la mia vera lingua madre, per cui non avevo difficoltà ad esprimermi, ed ero in contatto con tanti amici e soprattutto amiche.

Nel periodo che ho vissuto a Casteltermini, durante i viaggi fatti in Belgio, ho avuto modo di osservare ed analizzare il modo di vita dei belgi e, più tornavo là, più mi rendevo conto che avrei sicuramente avuto modo di esprimermi meglio in questa nazione. Abituato al quotidiano del mio paese, ho avuto modo di notare che in Belgio le possibilità erano senza dubbio maggiori.

 

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Come hanno avuto inizio le tue varie attività  lavorative ? Racconta.

 Inizialmente lavorai per tre mesi come lava piatti in un ristorante, io che di piatti, a casa di mia madre, non ne avevo  mai lavato uno, poi in un bar. Feci un salto di qualità diventando traduttore dal francese all’italiano. Per poi lavorare in una società di consulenza manageriale come public relation e, così, fui spedito a Milano per due anni. Li ci fu la svolta della mia vita.

Mentre lavoravo, seguivo la sera un corso di Grafica pubblicitaria, presso il prestigioso Istituto Europeo di Design di  Milano, dove mi diplomai con il massimo dei voti. Finita la mia missione lavorativa a Milano, rientrai in Belgio, dove ho creato la “New Vision Europe” che è un’azienda leader  nel settore pubblicitario e di cui sono l’amministratore delegato.

Da quel momento ho realizzato diverse campagne pubblicitarie nazionali ed internazionali per diverse grandi sociétà,come la Sony, Mastercard, Mazda, Glaxo, e tante altre.

Dopo 25 anni di campagne e di successi, ho deciso di dare un’altra svolta alla mia vita e di partire con una nuova sfida, quella di creare la mia casa editrice, che ho chiamato “Queen II” , in omaggio ai Queen, che sono il  mio gruppo musicale rock preferito e che ho avuto modo di vedere nel 1986 in Belgio.

Chiarenza 4 Hai mai provato nostalgia per Casteltermini ? Cosa ti manca di quel periodo vissuto in Sicilia ?

La cosa che più mi è mancata del paese è stato senza dubbio il calore e l’affetto della gente e certi profumi tipici della Sicilia.

Mi mancano la pasta “cu li milingiani”, “i favi”, la minestra di lenticchie, le “stigliole” e, soprattutto,  il nostro cannolo. Darei un’ ora della mia vita per averne uno in questo momento. Mi manca la passeggiata, lo sfottò fra juventini, milanisti ed interisti. Mi mancano le lunghe ed interminabili discussioni  con i miei amici, quando pensavamo di   “fare e disfare” il mondo. Mi manca la spensieratezza della gioventù.

Non ho nostalgia del paese,  perché, grazie alle mie diverse attività che gestisco con autonomia, posso organizzarmi e posso venire a Casteltermini quando lo desidero, senza dovere aspettare necessariamente le ferie d’estate. Inoltre basta che io abbia un computer, di preferenza un Apple, e posso lavorare in qualsiasi parte del mondo. Ci sono dei periodi in cui mi è capitato di venire 3 o 4 volte l’anno.

E poi, grazie all’aereo, che ha accorciato le distanze , bastano 2 ore e sono da voi. E pensare che prima, per andare in paese, si impiegavano 3 giorni e due notti con il treno!

Invece, cosa apprezzi in particolare del Belgio?

La cosa che più apprezzo del Belgio è la serietà, il dinamismo, la “proattività”, l’organizzazione e,  soprattutto,  l’onestà intellettuale delle persone. Il saper  lavorare non per se stessi ma per la comunità. Sono nato in Belgio, ho fatto solo un “break” di 12 anni in Sicilia, per il resto è da 38 anni che vivo li.

 Chiarenza 5Dove hai vissuto finora?

Oltre al periodo in cui ho abitato a Casteltermini, ho vissuto 2 anni a Milano, 10 anni a Bruxelles e dal 1996 abito stabilmente a Waterloo, città calma, piacevole e con molto verde.

 In questa piccola cittadina ho comprato una villa in un quartiere residenziale. Ho fatto costruire i miei uffici proprio accanto, con il vantaggio che la mattina non affronto i problemi del traffico,  ma con lo svantaggio che sono sempre li  a lavorare,a volte  fino a notte tarda.

Qual è il momento della giornata in cui riesci a lavorare meglio?

 Adoro “ il rumore del silenzio”…la notte è il momento della giornata dove sono più creativo

Di notte  mi ritrovo accanto anche il mio gatto, Thalys, di razza Birmana, che viene a trovarmi e con cui ci facciamo  compagnia reciproca. Thalys ama mettersi sempre vicino alla tastiera del mio computer e lì si addormenta.

Ti consideri più siciliano o belga?

Malgrado tanti anni passati fuori, mi sono sempre considerato sicilianissimo. La Sicilia mi ha permesso di formarmi, di avere e credere in certi valori come la famiglia, l’amicizia, l’amore.

Ho la doppia nazionalità, quella italiana e quella belga, ma non significa nulla, sono europeo e basta. Però quando sono a Casteltermini…lì non mi sento europeo per niente, lì “sugnu Cummintariu”…

 Chiarenza 6Come ti è sembrato il paese negli ultimi anni? Migliorato o peggiorato?E cosa ne pensi dei giovani di oggi?

La situazione a Casteltermini la vedo abbastanza triste sotto ogni punto di vista.

Vedo le strade vuote, la piazza vuota, il degrado di quartieri interi, le case dei nostri nonni che non vengono più restaurate e che cadono a pezzi.

Vedo rassegnazione nelle persone e, soprattutto, nei giovani e questo mi amareggia. Per quanto riguarda la vita politica non mi sento di esprimere un giudizio, vivendo in Belgio non ho avuto la possibilità di seguirla da vicino. Sarebbe interessante potere seguire via streaming le sedute consiliari e, perchè no, potere intervenire.

Sono certo che con una buona dose di creatività, di volontà, di idee si potrebbero fare tante piccole cose che, sommate, potrebbero diventare grandi.

 Credo nei giovani, nella loro vitalità, nella loro inventiva. Penso che i giovani di oggi siano molto più in gamba di quelli della mia generazione, anche perché hanno la possibilità di utilizzare mezzi di  comunicazione più avanzati, di  accedere più velocemente alle informazioni e, quindi, di apprendere più velocemente.

Secondo te cosa si potrebbe fare per consentire ai giovani di sperare in un futuro migliore?

Noi avevamo giochi più semplici, loro hanno il tablet che, se usato in modo giusto, può rendere dei grandi servizi. Non ci credo alla crisi, credo all’iniziativa e al coraggio. I giovani vanno educati ad essere vincenti e non ad essere rassegnati. Chiedo ai politici di aiutare questi giovani spingendoli  a reagire e a riflettere sul loro futuro.  Di dare loro la possibilità di esprimersi,di ascoltarli, di prenderli in considerazione, di non abbandonarli. Di guidarli, di organizzare qualsiasi tipo di attività  per aiutarli a crescere. Occorre organizzare dei comitati di riflessione, dei dibattiti. Chiedo non solo ai politici, ma anche a professionisti di ogni settore di parlare della propria esperienza, di testimoniare i propri vissuti professionali, per trasmettere loro un messaggio che li porti a dire a se stessi: “Se ce l’ha fatta lui, perche  non dovrei farcela io? “

Non bisogna spegnere in loro la speranza. Per tale scopo potrebbe essere costituito un gruppo di lavoro formati da giovani, da politici, da professionisti castelterminesi, da emigrati castelterminesi. Penso che valga la pena tentare questa esperienza, che  ci potrebbe portare  non lo so dove, ma almeno bisogna  provarci.

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Raccontami di te, delle tue passioni, dei tuoi interessi

Sono un appassionato di cucina e del buon cibo. Cucino molto bene al punto che 5 anni fa ho partecipato ad una trasmissione televisiva che durava 5 giorni ed eravamo in competizione con altri 4 candidati con le seguenti 3 prove : cucinare, apparecchiare bene la tavola e sapere intrattenere gli ospiti. Sono stati 5 giorni abbastanza estenuanti.

Ho cucinato dei ravioli fatti in casa con ripieno di aragoste, una parmigiana a base di melenzane e crema di menta ed un dessert a base di arance. Per intrattenere i miei ospiti ho fatto alcuni “giri di magia”. E con mia grande sorpresa ho vinto la competizione. Sono stato contattato, subito dopo, dalla Mazda per girare uno spot pubblicitario che si ritrova in una loro applicazione e nel loro GPS e che indica i migliori ristoranti della zona in cui ci si  trova.

Sono molto goloso e adoro la pasta. La mattina, invece di bere il caffè,  inizierei a mangiare pasta, ma devo stare attento perché ho la tendenza ad ingrassare.

 Con il mio lavoro sono spesso al ristorante con i miei clienti o con i miei fornitori.

Ho avuto la possibilità di andare nei grandi ristoranti gastronomici, ma anche di assaggiare i piatti della cucina della maggior parte del mondo: piatti della cucina  greca, cinese, giapponese, magrebina, russa, e di  tante altre nazioni. La cucina Thailandese, dopo quella mediterranea, rimane senz’altro quella che preferisco di più, per i suoi colori, i suoi sapori e per i profumi delicati e la sua leggerezza:  vedrete raramente un thailandese obeso.

La cucina belga è una cucina autentica, e  le porzioni dei vari piatti  sono molto generose e gustose. Non è una cucina laboriosa, è semplice e anche pesantuccia come per es.”le carbonade flamande”, a base di carne di bue e birra bruna, oppure “le chicon gratin”, con una bella fetta di 5 mm di prosciutto cotto e tanta besciamella, per non parlare delle patatine fritte, che costituiscono il cibo nazionale rappresentativo del Belgio. Bisogna non dimenticare che in Belgio ci sono circa 800 varietà di birra e il delizioso cioccolato, in particolare la famosa “praline” che è stata inventata qua.

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Hai ancora dei parenti a Casteltermini?

E’ ormai da quasi tre anni che non vengo più in paese perché a salire qua è piuttosto mia madre, che difatti abita ancora a Casteltermini. Lei è l’unica persona cara che mi è rimasta, insieme a qualche amico d’infanzia. Quando ritorno provo una certa emozione ad incontrare tutta la gente che ha fatto parte della mia vita quando abitavo ancora li.

Quando torni cosa fai subito?Quali posti ti piace frequentare?

Una delle prime cose che faccio è quella di mangiarmi un cannolo e di  bere un caffé molto ma molto ristretto.

Quando sono a Casteltermini quello che mi capita spesso di fare è di attendere che faccia buio e li da solo mi metto a girare con la macchina per le vie del paese. In ogni strada o luogo ho un ricordo…e così  i ricordi riaffiorano.

 Penso a quando  ero giovane, penso a mio padre ed alle persone a cui volevo bene e che non ci sono più. Meno male che  il tempo è il miglior dottore per certe sofferenze. Ma prima che la malinconia prenda il sopravvento, metto su un pò di musica, di Van Halen o dei Queen, e il sorriso ritorna. Meno male che ho un carattere ottimista e vedo sempre la bottiglia mezza piena piuttosto che mezza vuota. La mia citazione preferita  è : “In ogni crisi c’è sempre un’opportunità”. Mi piace prendere la strada che va a Santa Croce partendo “du Cummentu” e fermarmi in alto e guardare il panorama notturno del paese, per me questa è una visione molto stimolante. Un altro posto che adoro è la zona di Santa Croce, dove andavo spesso a trovare mio nonno che era li con le sue capre.

 Mi piaceva molto osservare, seduto sulle scale della Chiesa Madre, la gente che passeggiava. In primavera adoravo vedere i colori dei campi fioriti, che passavano dal giallo al blu e poi al rosso, nello spazio di poche decine di metri.

 

I ricordi più belli e …quelli più brutti

Ho tanti ricordi che riaffiorano, come quello di andare alle processioni, non certo perché eravamo credenti, ma piuttosto per vedere ed incontrare le ragazzine. Tra tutti i ricordi penso che il più bello risalga alla notte in cui ho avuto la notizia che ce l’avevo fatta : ero riuscito a diplomarmi.

 La soddisfazione fu  grande perchè in quell’annus horribilis su 40 canditati ne bocciarono 25.

E ricordo le “promissioni” che facevo a San Calogero. “San Calo’,dicevo,” si mi fati promossu, vi promettu ca vaiu in vacanza” e mia madre disperata mi diceva : “ma Lillinu la mamma, sti promissioni ha fari”…e gli rispondevo : “Mama, ognunu fa i prommisoni chi si senti di fari.” Infatti ad ogni interrogazione mi compravo o un jeans o una camicia o un profumo, tutte “promissioni” a modo mio che facevo a San Calò, e per lo più dicevo a mia madre che si dovevano mantenere, se no erano guai con il Santo…

Il ricordo più brutto risale a quando una  mattina, andando in piazza, appresi la notizia che un mio amico era morto per una disgrazia.       Ho altri ricordi dolorosi ma preferisco tenerli per me.

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Rimpianti e rimorsi? Desideri? Paure?

Nella mia vita ho cercato sempre di avere una linea di condotta basata sull’onestà e la trasparenza.

Non ho rimorsi perché non ho mai fatto del male a nessuno. Cerco sempre di aiutare chi sta male. Ho sempre avuto quest’istinto che mi porta ad aiutare la gente più debole o che sta male. Ho sempre avuto una grande predisposizione nell’ascoltare bene gli altri e di essere empatico verso la gente. Ho cercato di fare il meno errori possibili, riflettendo e ragionando sopra ogni cosa, cercando di non perdere molto tempo. Meno male che ho una grande capacità di analisi e di presa di decisione veloce… E meno male, altrimenti con il lavoro che faccio pubblicherei un libro ogni 50 anni.

Il più grande errore che ho fatto. Un altro errore della mia vita è stato quello di  essere rimasto a Casteltermini fino ai 26 anni, con la speranza di un posticino che non è mai arrivato. E meno male…Ed ecco la mia famosa frase :” in ogni crisi c’è un’opportunità”. Un altro rammarico è quello di non essere diventato un musicista.

Adoro la musica, che è  una mia grande passione, assieme a quella di viaggiare, della poesia, degli scacchi, dello shopping, del buon vino, della batteria.

Di grandi paure non ne ho, tranne che le consuete preoccupazioni che ha ogni genitore per i propri figli. Con mia  figlia Letizia ho un dialogo ed un rapporto meraviglioso, sto cercando di darle delle buone radici che le consentiranno di avere delle buone ali per potere volare il più in alto possibile.

Il mio più grande desiderio è quello di non vedere più la miseria nel mondo, la fame, le guerre, .le ingiustizie…

Non sopporto le ingiustizie, a volte mi sento un po’ come Socrate, e,  pur di non rinnegare certi valori, preferirei bere la cicuta. Non sopporto i soprusi sui bambini e sulle persone anziane. Sarei capace di diventare cattivo pur di difenderli…

Descrivi il tuo carattere, ovviamente sia i lati positivi che negativi

Per quanto riguarda il mio carattere è un pò difficile descrivere se stessi, ma ci proverò cercando di essere modesto.

Per quanto riguarda il mio lato positivo sono “stupendo, meraviglioso, unico”…chiamatemi il “magnifico”, ahahaha…no dai scherzo…sono generosissimo, sempre di buon umore .

Adoro fare ridere la gente: la mia boccata di ossigeno la prendo quando la vedo proprio ridere. Sono una persona molto accomodante.

Passiamo ai lati negativi. A volte sono prepotente, dai anche lì scherzo, sono esigente con le persone che collaborano con me (un pugno di ferro dentro un guanto di velluto), impaziente con gli altri e con me stesso (infatti anche se è tardi sto rispondendo alle tue domande) e perfezionista.

Amo delegare perché dò molto fiducia alla gente. Non mi piace la mediocrità e la povertà intellettuale. Detesto le menzogne, preferisco affrontare la realtà senza nascondermi dietro a qualcuno o qualcosa e so chiedere scusa senza problemi quanto penso di sbagliare.

 Chiarenza 7Come è nata l’idea del libro su Casteltermini?

Quando mio padre stava male, sono venuto in un anno 8 volte. Avevo con me la mia macchina fotografica, una Nikon, e quando uscivo facevo delle foto in giro per il paese.

Poi un giorno andai dal ristorante “Le Petit Bruxelles” e vidi sulle pareti del locale delle vecchie foto di Casteltermini. Fotografai anche quelle. Una volta arrivato in Belgio, in quanto grafico, impaginai quelle foto in una specie di album che presi l’abitudine di sfogliare quando avevo voglia di vedere il paese.

Un mio amico di Casteltermini vide quell’album fotografico  e mi chiese se stessi realizzando  un libro. Istintivamente dissi di si.

Nel giro di poche ore tutto il paese era al corrente che Lillo Chiarenza stava facendo un libro sul paese.

Il  metodo nostro siciliano era ed è ancora tutt’oggi più potente anche di facebook  per divulgare le notizie. Mi arrivarono delle telefonate e capii che non potevo smentire per non deludere e cosi realizzai questo libro, che mi diede tante soddisfazioni.

Un giorno ricevetti una telefonata alle 4 di mattino. Era un paesano nostro che telefonava dall’America perche aveva ricevuto il libro da un mio amico e volle a tutti i costi parlarmi.

Mi disse, con un dialetto siciliano antico: “Signor Chiarenza, è da 60 anni che non vengo in paese, ora non posso più viaggiare perchè ho 86 anni, grazie di avere portato Casteltermini a casa mia”. Ero emozionato, commosso.

Anche solo per questo motivo è valsa la pena realizzare  questo libro…

Da  quel momento iniziai a perfezionarmi nelle tecniche fotografiche,  seguendo dei corsi a Parigi, presso la Nikon School,  e fotografando quasi tutti i giorni.

All’inizio non avevo la passione di fotografare, ma piuttosto di filmare. Ho realizzato qualche film durante i miei viaggi abbastanza belli e forse un giorno li metterò su Youtube.

 

Come è nata l’idea dell’ultimo libro “Toute la lumière sur la Gran Place di Bruxelles?

Come è nata l’idea di creare la “Queen II”?

Un giorno un  mio amico fraterno venne a trovarmi a Bruxelles.

Lo portai sulla Grand-Place.  Lui  iniziò a bombardarmi di domande e non seppi rispondere. L’indomani andai nelle più importanti librerie di Bruxelles e, con meraviglia e stupore, scoprii che non esisteva nessun libro sulla Grand-Place, che è la più bella piazza del mondo, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità già dal 1998.

Uscendo da una di queste  librerie, dopo  appena  5 metri telefonai a due dei miei amici per chiedere loro se volevano partecipare in questa folle avventura di scrivere un libro con me.

Accettarono subito.  E cosi iniziò un sodalizio durato  diversi anni.

Il libro è stato realizzato con Valérie Paelinck, sociologa appassionata di fotografia e Philippe Denis, economista e psicologo molto attento al patrimonio architettonico belga.

La progettazione del libro sulla Grand-Place mi ha fatto scaturire l’idea di creare una casa editrice .

Tutti mi prendevano per un pazzo furioso, ma per me,  più è difficile raggiungere un obiettivo, più mi esalto e lotto per il suo raggiungimento.

Alla fine tutti mi hanno dato ragione. Il libro è nella sua categoria il più venduto da 13 mesi in Belgio e, grazie all’altissima qualità delle foto, della stampa e di tutto il resto, tutti i più grandi storici in Belgio vogliono associare il loro nome con le “Queen II”, perchè sanno che avranno un libro di alta qualità. Il libro ha avuto un enorme successo di pubblico, di stampa, anche i critici lo hanno molto apprezzato.

La mia addetta stampa ha fatto un buon lavoro per farlo conoscere in tutto il Belgio.

Il libro  è  presente in tutte le librerie in Belgio ed è in vendita su Amazon.

I prossimi libri che usciranno nei mesi che verranno sono una decina.

Posso svelare il contenuto di  tre di questi libri. E’ uno scoop che dò  in “avant-première” a Sikelia.

Il primo è un libro su Waterloo, il secondo è sui 30 bar più belli e tipici di Bruxelles, il terzo è una guida sulla Grand-Place in diverse lingue

Il mese prossimo ritornerò a Parigi, dove TV5 Monde mi ha proposto di essere co-produttore  di un documentario sulla Grand-Place.

Hanno bisogno della mia consulenza per realizzare questo reportage televisivo.

Inoltre il mio libro è il regalo ufficiale che le Autorità della città di Bruxelles e del Parlamento Europeo danno ai loro ospiti di riguardo. Barak Obama l’ha ricevuto durante la sua ultima visita a Bruxelles.

Che soddisfazione per uno che viene “du Cummentu”…ahahahaha

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Definisci con una frase la fotografia

La fotografia è un frammento di tempo che non ritornerà.

Quando pensi di tornare a Casteltermini?

Per quanto riguarda la mia venuta a Casteltermini sono molto imprevedibile. Può darsi che domani mi vedrai passeggiare con un cannolo in mano in Piazza Duomo, come può darsi che ritornerò fra qualche anno…”je ne le sais pas”.

Come hai conosciuto Sikelia?

Sikelia l’ho conosciuto tramite Facebook.

Sono orgoglioso e fiero di Michele Rondelli che ha avuto l’iniziativa di creare questo spazio dedicato per lo più al paese. E’ una persona che stimo molto. E stimo anche i collaboratori di Sikelia,  che consentono anche a chi è lontano di conoscere le notizie che riguardano Casteltermini.

 431777_10200501157065190_516107875_nCome giudichi questa intervista?

E’ stato un piacere rispondere alle tue domande molto precise e a volte insolite, ma sicuramente stimolanti. Sei riuscita a farmi raccontare cose che non pensavo un giorno di dire.

 Grazie a te tutti i ricordi sono ritornati e sono più vivi che mai…ancora grazie.

 

Grazie a te per il tuo racconto, mai banale, mai scontato e sicuramente interessante per i lettori di Sikelia. L’auspicio è che il tuo racconto serva da stimolo a tanti giovani che si sentono delusi e che hanno perso la speranza.

Questa intervista insegna che non bisogna mai perdere di vista l’importanza del porsi degli obiettivi e che ogni problema, se adeguatamente affrontato,  può rappresentare una opportunità che consente il raggiungimento di nuovi traguardi.

A bientôt Lillo

 

 

Le immagini e le notizie sul libro “Toute la lumière sur la Grand Place de Bruxelles”

sono visionabili sul sito www.grandplacebruxelles.be e sulla pagina facebook

Toute la lumière sur la Grand Place de Bruxelles

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