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TATARATÀ…DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI

Rita Bellanca 14 luglio 2017 0
TATARATÀ…DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI







Casteltermini 14/07/2017 (SikeliaNews) – Forse non tutti sanno che il termine “Tradizione” può assumere diverse accezioni, tutte correlate fra loro. Esso deriva dal latino traditiònem che a sua volta derivava da tràdere, ossia consegnare, trasmettere.

Alcuni sinonimi di “Tradizione” sono: memoria, folklore, passato, storia, leggenda, mito, saga, ciclo, abitudine, usanza, uso, consuetudine. Proprio quest’ultimo termine viene utilizzato specialmente per tutto ciò che riguarda tradizioni popolari o folklore e sta ad indicare la trasmissione nel tempo, all’interno di un gruppo umano, della memoria di eventi sociali o storici, delle usanze, delle ritualità, delle credenze religiose, dei costumi, delle leggende; in particolare è detta “Tradizione orale” la trasmissione non mediata dalla scrittura.

In antropologia la “Tradizione” è l’insieme degli usi, dei costumi e dei valori che ogni generazione, dopo aver appreso, conservato, modificato dalla precedente, trasmette alle generazioni successive. La Tradizione è particolarmente sentita dalle comunità minoritarie che, attraverso di essa, tendono a conservare la propria identità.

Quante “Tradizioni” ci sono state tramandate dai nostri avi! Casteltermini è ricca di “Tradizioni”: i vicchiariddri pi San Giuseppi, l’artarta pi lu Corpus Domini, i lavureddra pi li sepolcri, i vampi pi la ‘Mmaculata, u maccarruni pi Carnevali, a pasta cu li milinciani pi San Calò, i pignateddri pi la Madonna du Carminu, a ‘ntinna pi la Nunziata, a pasta a milanisa pi lu venerdì santu, u ‘ncuntru pi Pasqua. e…i tammurina pi la festa di lu Tataratà.

Ovunque tu vada, che sia in vacanza, o a fare una visita medica, o ad effettuare qualche compera fuori paese, non appena gli interlocutori capiscono che sei di Casteltermini esclamano: “u paisi du Taratatà”. E noi, scocciati e a volte anche molto irritati, puntualizziamo: “TATARATÀ…si dice TATARATÀ”. E lì giù la spiegazione di “Tataratà”, termine onomatopeico, ossia che riproduce il suono del tamburo che accompagna la danza moresca caratteristica della Festa di Santa Croce. E poi si continua la conversazione parlando dei bei cavalli che animano la processione della Reliquia della Santa Croce, dei 4 Ceti che rappresentano le antiche corporazioni di Casteltermini, delle Aste relative all’assegnazione dei posti da occupare durante i 3 giri delle processioni a cavallo, dill’ultimu pustu, du staddrunaru, i vurdunara, delle sfilate delle damigelle in costume, quelle del Corteo Storico che evoca la famiglia Termini e Ferreri, fondatrice del paese, dei Palii, dello Stendardo, del carroccio trainato da due buoi che porta per le vie del paese la Santa Croce, dei tamburi, delle bande musicali, della cubaìta, delle prummisioni, delle ‘vippite’

E mentre raccontiamo tutto questo i nostri occhi brillano, il nostro cuore palpita all’impazzata, le nostre mani cominciano a sudare. Perché stiamo parlando della nostra Tradizione, della nostra Festa, del nostro Patrimonio Storico. Se non sei di Casteltermini le parole Tataratà, asta, 3ᵒ giro, sfilata non potranno mai e poi mai suscitarti tutte queste bellissime sensazioni, perché non te le hanno trasmesse i tuoi trisavoli, i tuoi bisnonni, i tuoi nonni, i tuoi genitori assieme al patrimonio genetico, al DNA, ma ne hai solo sentito parlare o, diversamente, sei andato qualche volta a vedere la Festa di Santa Croce a Casteltermini.

Ebbene, sappiate che quella che si è svolta  nei giorni 25-26-27-28 maggio 2017 è stata la 350ᵒ Sagra del Tataratà. 350 anni di storia, fede, Tradizione che potrete anche imitare, ma che non avrete mai nel DNA, perché il DNA si eredita dai propri avi e si trasmette ai propri posteri. Di patrimonio genetico ognuno di noi ne possiede uno e uno solo e la Sagra del Tataratà È e SARÀ sempre una e una sola: la nostra!

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